Sono tutti americani
Da Vespucci a Prevost, da Monroe a Trump. Alle radici della cattiva abitudine di colonizzare la parola “America” per riferirsi agli Stati Uniti.
Da Vespucci a Prevost, da Monroe a Trump. Alle radici della cattiva abitudine di colonizzare la parola “America” per riferirsi agli Stati Uniti.
Il ciclo di seminari formativi GIGA-UniGramsci 2026/27 dedica un modulo all’America Latina, con quattro incontri online dedicati alla formazione storico-geografica del continente, alle dittature civico-militari, all’insegnamento critico della sua realtà e alla recente storia politica del Cile.
Dalla Dottrina Monroe alla Guerra Fredda, dalle ingerenze in Guatemala, Cuba, Cile, Nicaragua e Panama fino allo scontro contemporaneo con il Venezuela: l’articolo di Martina Paiotta ricostruisce la lunga traiettoria dell’interventismo statunitense in America Latina e le risposte politiche e sociali del continente.
Con il 51,78% dei voti, Lula ribalta il risultato del primo turno e conquista uno storico quarto mandato. La vittoria respinge il ritorno della dinastia Bolsonaro, limita l’influenza di Washington e interrompe l’avanzata delle destre filostatunitensi in America Latina.
Trump mira al contenimento dell’avanzata economica cinese in America Latina. In sensibile aumento le interferenze statunitensi nel decisivo ballottaggio del 25 ottobre.
La lezione del prof. Andrea Vento analizza il modello economico estrattivista in America Latina, approfondendone le conseguenze economiche, sociali e geopolitiche e mettendo in luce il ruolo delle risorse naturali, delle dinamiche di dipendenza e dei rapporti di forza internazionali.
In un’America Latina segnata dall’avanzata delle destre, dall’aumento delle disuguaglianze e dal ritorno di discorsi religiosi integralisti, il confronto tra Teologia della Liberazione e cristianesimo conservatore torna al centro del dibattito politico e sociale del continente.
Il presunto rapimento del procuratore generale boliviano da parte di agenti statunitensi apre un nuovo fronte nelle tensioni tra Washington e l’America Latina. Sullo sfondo, accuse di narcotraffico, interferenze elettorali e una crescente estensione dell’azione statunitense nella regione.
Entro il 2030, l’America Latina avrà raggiunto solo il 19% degli obiettivi che si era prefissata per quell’anno. Lo sviluppo sostenibile si profila come una chimera per un continente che avanza con le stampelle.
Tra il 2000 e il 2024 l’America Latina ha attraversato fasi politiche profondamente contrastanti: dall’ascesa dei governi progressisti al ritorno delle destre, fino alla nuova avanzata delle forze popolari, in un quadro segnato da fasi del ciclo economico condizionato dalle quotazioni delle materie prime, conflitti sociali e strategie destabilizzanti da parte delle oligarchie compradore e dell’imperialismo.