Work in Progress – 6 e 7 maggio… La scuola SCIOPERA!
Le ragioni di uno sciopero di una scuola al servizio del mercato e della politica. Nuova puntata di “Work in Progress”, rubrica d’informazione sindacale a cura della redazione di RadioGrad.
Le ragioni di uno sciopero di una scuola al servizio del mercato e della politica. Nuova puntata di “Work in Progress”, rubrica d’informazione sindacale a cura della redazione di RadioGrad.
Nel suo intervento al Primo Maggio di Lari, Maurizio Rovini denuncia la progressiva militarizzazione delle ferrovie, l’uso bellico delle infrastrutture pubbliche, i rischi per la sicurezza e la necessità di collegare le lotte contro guerra, precarietà e riarmo.
Il decreto lavoro del Governo arriva mentre i dati Istat segnalano un quadro meno roseo della propaganda ufficiale: occupazione fragile, inattività in crescita, giovani e donne penalizzati, e nessuna risposta strutturale su salari, formazione e welfare.
Le uscite mediatiche dei sindacati dopo il decreto 1° Maggio nascondono una realtà preoccupante, ossia che su bonus e decontribuzione sono alla fine tutti d’accordo.
Alla Festa Rossa di Lari, l’intervento dei Ferrovieri contro la guerra aderenti alla Confederazione Unitaria di Base. A Volterra, il dibattito alla casa del Popolo: “Le ragioni dei lavoratori e delle lavoratrici per restituire dignità ai salari, potere di acquisto e di contrattazione”.
La Cub esprime solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti in sciopero, denunciando precarietà, sfruttamento, salari erosi, ricatto tecnologico e smantellamento contrattuale. Una presa di posizione netta in difesa della libertà di stampa e di condizioni di lavoro dignitose.
Nel dibattito sullo sfruttamento del lavoro non basta denunciare i contratti pirata: occorre mettere in discussione appalti, subappalti, salari insufficienti, lavoro nero e filiere opache, per capire come il ribasso strutturale del costo del lavoro continui a produrre miseria e precarietà.
Nel nuovo Rapporto del Centro Studi Confindustria emergono con nettezza le contraddizioni dell’economia italiana: più ore lavorate, salari reali ancora deboli, inflazione minacciata dalla guerra e una crescita fragile che scarica sui lavoratori i costi della crisi.
La Commissione di Garanzia sembra essere il braccio armato del governo di turno, mettendo in atto uan vera e propria guerra al diritto di sciopero. La prossima tappa di questa opera di controriforma potrebbe essere la carta costituzionale in materia di sciopero.
Dal richiamo del Comitato europeo dei diritti sociali emerge con forza una domanda cruciale: in Italia il diritto di sciopero è ancora realmente esercitabile? Tra vincoli, sanzioni e nuove strette annunciate dal governo, cresce l’attacco alle tutele collettive dei lavoratori.