All posts by Rodrigo Rivas

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About Rodrigo Rivas

Rodrigo Andrea Rivas è un giornalista, scrittore ed economista nato a Santiago del Cile. Giovane dirigente di Unidad Popular a sostegno del governo di Salvador Allende, è in Italia dal 1974, esiliato dopo il golpe di Augusto Pinochet. Già direttore di Radio Popolare e docente universitario, ha pubblicato oltre 50 libri di politica ed economia internazionale.

La confraternita degli sciuscià andini

La confraternita degli sciuscià andini

Tra pressioni statunitensi, arresti di magistrati, operazioni della DEA e accuse di narcotraffico, gli ultimi avvenimenti boliviani delineano un quadro inquietante, nel quale sovranità nazionale, indipendenza della magistratura e rispetto delle procedure legali sembrano essere messi sempre più apertamente in discussione.

Bolivia: banditismo allo stato brado

Bolivia: banditismo allo stato brado

Il presunto rapimento del procuratore generale boliviano da parte di agenti statunitensi apre un nuovo fronte nelle tensioni tra Washington e l’America Latina. Sullo sfondo, accuse di narcotraffico, interferenze elettorali e una crescente estensione dell’azione statunitense nella regione.

Crociati del terzo millennio

Crociati del terzo millennio

Dietro la retorica della democrazia e della civiltà, una parte dell’élite statunitense e sionista riscopre linguaggi, simboli e immaginari da crociata, trasformando la guerra contro l’Iran in una missione sacralizzata, apocalittica e profondamente reazionaria.

Si accettano scommesse 

Si accettano scommesse 

Nel giorno dell’attacco israelo-statunitense contro l’Iran, Rodrigo Rivas intreccia sarcasmo e denuncia per smascherare l’ipocrisia occidentale, la complicità politica europea e la normalizzazione della guerra permanente nel Vicino Oriente, tra Gaza, Teheran e le prossime possibili aggressioni imperiali.

Nunca más (Mai più) 

Nunca más (Mai più) 

Nel cuore di Santiago, la visita al Museo della Memoria diventa un viaggio vertiginoso nella banalità del male e nella resistenza di un popolo. Un diario personale che, in occasione della Giornata della Memoria, intreccia Shoah e dittature, ponendo domande che bruciano ancora.