Tristessa não tem fin? Forse
Primo turno delle presidenziali in Brasile e ricolonizzazione trumpiana del subcontinente.
Primo turno delle presidenziali in Brasile e ricolonizzazione trumpiana del subcontinente.
Il presunto rapimento del procuratore generale boliviano da parte di agenti statunitensi apre un nuovo fronte nelle tensioni tra Washington e l’America Latina. Sullo sfondo, accuse di narcotraffico, interferenze elettorali e una crescente estensione dell’azione statunitense nella regione.
Al XIX Seminario Internazionale delle Lotte contro il Neoliberismo, in Brasile, la ricercatrice cubana Georgina Németh Lesznova ha analizzato le trasformazioni dell’imperialismo contemporaneo, il declino relativo dell’egemonia statunitense e le contraddizioni che accompagnano il passaggio verso un mondo multipolare.
Il Brasile si avvicina alle elezioni del 4 ottobre in un clima di forte polarizzazione politica e crescenti tensioni internazionali. La sfida tra Lula e Flávio Bolsonaro assume così una dimensione continentale, tra pressioni statunitensi, interessi strategici e nuovi equilibri geopolitici.
La recente telefonata tra Lula e Xi Jinping conferma l’accelerazione del partenariato sino-brasiliano. Di fronte alla coercizione tariffaria e alle ingerenze di Washington, Brasilia diversifica i propri rapporti e rafforza, attraverso i BRICS, una strategia autonoma e multipolare.
Il governo brasiliano denuncia come arbitrarie e ingiustificate le nuove tariffe del 12,5% imposte da Washington, respinge le accuse sul lavoro forzato e annuncia il ricorso alla Legge sulla reciprocità e al meccanismo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Dal voto latinoamericano sulla partizione della Palestina alle forniture militari alle dittature del Cono Sud e del Centro America, la prima parte dell’inchiesta di Marco Consolo ricostruisce la lunga rete di complicità tra Israele, repressione anticomunista e apparati di sicurezza nel continente.
Per la prima volta nella storia, il Brasile ha portato l’analfabetismo sotto il 5%. Un risultato che si deve al rilancio delle politiche educative del governo Lula, in netto contrasto con l’abbandono sociale dell’era Bolsonaro.
Durante l’incontro con Donald Trump, Lula ha ribadito che le terre rare brasiliane restano aperte agli investimenti di tutti i Paesi, inclusa la Cina, difendendo l’autonomia strategica del Brasile contro le pressioni statunitensi sulle catene di approvvigionamento critiche.
Un possibile accordo commerciale parziale tra Mercosur e Cina segnala un cambio di fase in Sud America: sotto la pressione del protezionismo statunitense, i governi della regione rivalutano in modo pragmatico i rapporti con Pechino per tutelare crescita, investimenti e autonomia.