Il Brasile respinge i nuovi dazi unilaterali imposti dagli Stati Uniti

Il governo brasiliano denuncia come arbitrarie e ingiustificate le nuove tariffe del 12,5% imposte da Washington, respinge le accuse sul lavoro forzato e annuncia il ricorso alla Legge sulla reciprocità e al meccanismo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

COMUNICATO STAMPA DEL GOVERNO BRASILIANO
SULLE NUOVE TARIFFE UNILATERALI IMPOSTE DAGLI STATI UNITI CONTRO IL BRASILE

Il governo brasiliano respinge la decisione del governo degli Stati Uniti di imporre dazi del 12,5% sui prodotti brasiliani in seguito all’indagine condotta ai sensi della Sezione 301, relativa al divieto di importazione di merci associate al lavoro forzato.

Non disponendo di una base giuridica interna in grado di sostenere la propria politica commerciale protezionistica, l’Ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti (USTR) ha scelto di strumentalizzare una questione fondamentale per i diritti umani e per la lotta globale dei lavoratori, accusando 59 Paesi e l’Unione Europea di pratiche sleali.

Nel corso dell’indagine, il Ministero del Lavoro e dell’Occupazione ha fornito spiegazioni e presentato un’ampia documentazione sulla legislazione brasiliana e sulle iniziative adottate dalle autorità doganali del Paese per contrastare l’importazione di merci prodotte mediante il lavoro forzato.

È inoltre opportuno sottolineare che il Brasile è riconosciuto da decenni dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) per il suo forte impegno nella lotta contro il lavoro forzato. Il Brasile è parte di 66 Convenzioni dell’OIL attualmente in vigore. Gli Stati Uniti, che pretendono di attribuirsi il diritto di giudicarci e di imporre sanzioni, ne hanno invece ratificate soltanto dieci.

Il Brasile ha ratificato tutti e quattro gli strumenti dell’OIL relativi al lavoro forzato: la Convenzione n. 29 del 1930, la Convenzione n. 105 del 1957, la Raccomandazione n. 203 e il Protocollo del 2014 relativo alla Convenzione n. 29. Gli Stati Uniti hanno ratificato soltanto uno di questi strumenti.

Gli accordi di libero scambio sottoscritti dal Brasile e dal MERCOSUR, compresi quelli conclusi con il Cile, l’Unione Europea e l’Associazione Europea di Libero Scambio, contengono impegni volti a eliminare il lavoro forzato e obbligatorio e a garantire l’effettiva applicazione dei relativi divieti.

L’impegno nella lotta contro il commercio internazionale di merci connesse al lavoro forzato è ulteriormente rafforzato dall’approccio multidimensionale delle politiche interne brasiliane, che comprende attività ispettive, misure di prevenzione, assistenza alle vittime dopo la loro liberazione e contrasto al lavoro schiavistico contemporaneo.

La legislazione brasiliana criminalizza non soltanto l’assoggettamento al lavoro forzato, ma anche le giornate lavorative estenuanti, le condizioni di lavoro degradanti e le limitazioni alla libertà di movimento.

Il Brasile chiama le imprese e gli individui a rispondere delle proprie responsabilità, applicando sanzioni pecuniarie severe, e mantiene un registro pubblico dei datori di lavoro noto come «Lista sporca».

Alla luce del carattere completamente arbitrario e ingiustificato dei dazi annunciati contro il Brasile, avvieremo immediatamente le procedure necessarie per attivare gli strumenti previsti dalla Legge sulla reciprocità, approvata all’unanimità dal Congresso Nazionale, e sottoporremo la questione al meccanismo di risoluzione delle controversie dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Segreteria per la Comunicazione Sociale della Presidenza della Repubblica

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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