Yesterday’s Papers – La fine dell’asse Macron-Merz, di Federico Giusti
Nuova puntata con la rubrica “Yesterday’s Papers”, a cura della redazione di RadioGrad.
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La popolazione europea invecchia, i lavoratori attivi diminuiscono, la Ue da qui ai prossimi anni avrà bisogno di ben 1,2 milioni tra medici, infermieri e ostetriche.
Nato come strumento d’eccezione per affrontare crisi finanziarie, il Mes rischia oggi di essere riconvertito in leva del riarmo europeo, sostenendo la nascita di un complesso militare-industriale continentale al prezzo di nuovi vincoli tecnocratici, politici e democratici.
L’economia globale e quella europea stanno alla finestra sperando che la guerra in Iran non continui per settimane, dal Golfo Persico dipendono le sorti di tanti paesi.
La crisi dell’automotive europeo sta favorendo una riconversione silenziosa verso il settore militare, presentato come sbocco industriale e tecnologico. Tra innovazione importata, capacità produttiva inutilizzata e fondi pubblici, prende forma un riassetto opaco sottratto al dibattito democratico.
Nuova puntata con la rubrica “Yesterday’s Papers”, a cura della redazione di RadioGrad.
Leonardo accelera nel nuovo ciclo di riarmo europeo saldando difesa militare e controllo digitale. Tra il progetto Michelangelo e l’operazione Becrypt prende forma una filiera integrata della guerra, nella quale sicurezza, tecnologia e profitto tendono a concentrarsi nelle mani di pochi gruppi industriali.
Il memorandum tra Confindustria Nautica e Guardia di Finanza, firmato a Roma il 20 marzo, solleva interrogativi politici che vanno oltre la cooperazione dichiarata: trasparenza negata, militarizzazione dell’istruzione e possibile riconversione delle infrastrutture portuali impongono un’immediata verifica pubblica.
La Commissione di Garanzia sembra essere il braccio armato del governo di turno, mettendo in atto uan vera e propria guerra al diritto di sciopero. La prossima tappa di questa opera di controriforma potrebbe essere la carta costituzionale in materia di sciopero.
Dal richiamo del Comitato europeo dei diritti sociali emerge con forza una domanda cruciale: in Italia il diritto di sciopero è ancora realmente esercitabile? Tra vincoli, sanzioni e nuove strette annunciate dal governo, cresce l’attacco alle tutele collettive dei lavoratori.