L’intelligenza artificiale assume un ruolo sempre più centrale nei conflitti contemporanei e negli equilibri economici e politici globali, mentre dietro il suo sviluppo emergono gli interessi delle grandi imprese tecnologiche e le nuove forme del comando capitalistico.

Le guerre in atto sono ormai gestite dalla tecnologia che utilizza l’IA. Le aziende che promuovono continuamente la ricerca perseguono prioritariamente i propri interessi privati.
Mentre in Cina lo Stato le finanzia per renderle più competitive, negli USA esse cercano di occupare posti di potere all’interno dell’amministrazione statale.
Invece di demonizzare questa nuova tecnologia, pur sapendo che può comportare seri rischi per l’umanità, dobbiamo imparare a riconoscere al suo interno, occultato, il comando del capitale, che rinnova e innalza le proprie contraddizioni come se non dipendesse più dalla forza-lavoro asservita.
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