Il costo della vita torna a crescere nell’Unione Europea, erodendo il potere d’acquisto di salari e pensioni. Tra rincari energetici, speculazioni ed economia di guerra, anche la stagione estiva conferma una ripresa dell’inflazione destinata a pesare su famiglie e imprese.

Il costo della vita è in aumento e, di conseguenza, anche l’erosione del potere di acquisto di salari e pensioni inizia a manifestarsi con forza in tutti i paesi UE. I dati italiani possono essere anche migliori di alcuni paesi, ad esempio quelli entrati nell’Unione da meno tempo, o dei malati di lungo corso, ossia Germania e Francia, che, guarda caso, investono sempre più risorse nel riarmo. Tuttavia, i dati confermano che la ripresa dell’inflazione riguarda tutta l’Unione Europea, con l’erodersi del potere di acquisto di salari e pensioni.
La ripresa dell’inflazione è stata vistosa nel periodo estivo; i saldi si sono dimostrati un mezzo flop, anche per ammissione di alcune associazioni di categoria. Questi sono i risultati dell’economia di guerra, dei processi speculativi sui generi energetici che fanno innalzare i costi a carico di famiglie ed imprese. Ma la ripresa dell’inflazione è anche e soprattutto il risultato dell’economia di guerra, come dimostra l’acquisto, a caro prezzo, del gas liquefatto con le nuove linee di approvvigionamento imposte dagli Stati Uniti (fine della fornitura di gas dalla Russia e mancato aumento delle importazioni dall’Algeria).
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