Le emissioni prodotte dalle attività militari rappresentano una componente spesso trascurata del cambiamento climatico. La loro rendicontazione incompleta rende difficile valutarne l’impatto complessivo, mentre l’espansione dell’industria bellica e dei conflitti accresce il peso ambientale delle attività militari.

Gli Stati Uniti hanno fatto enormi pressioni per esentare la maggior parte delle emissioni militari dai rapporti annuali che documentano e quantificano le emissioni di gas serra nei paesi. Lo scopo è quello di evitare che si riconduca la crisi climatica alle guerre in corso. Poi, da un decennio, il rendiconto delle emissioni militari è divenuto volontario e, quindi, non è possibile avere una fotografia esaustiva ed obiettiva.
Se da una parte si sottovaluta l’impatto sul clima delle emissioni militari, dall’altra si vuole scongiurare il collegamento tra espansione dell’industria militare e della guerra e il cambiamento climatico.
Cominciamo con il riferito di consumo energetico ed emissioni del Dipartimento della Difesa. La figura qui sotto mostra le emissioni di gas serra derivanti dall’uso energetico del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti dal 1975 al 2024. Include i miei calcoli sulle emissioni militari statunitensi (basati sul consumo energetico) dal 1975 al 2009 e il rapporto del Dipartimento dell’Energia sulle emissioni del Dipartimento della Difesa dal 2010 al 2024.

Missione impossibile? Quantificazione delle emissioni militari – Bollettino degli Scienziati Atomici
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