Asia

Shinzō Abe resta Primo Ministro, Giappone verso il riarmo. E gli Stati Uniti sorridono

Shinzō Abe resta Primo Ministro, Giappone verso il riarmo. E gli Stati Uniti sorridono

Domenica 22 ottobre si sono tenute in Giappone le elezioni generali per rinnovare i 465 seggi dello Shūgiin o Camera dei Rappresentanti, la camera bassa del parlamento nipponico. Da notare che il numero di seggi è stato ridotto di dieci unità rispetto al passato, mentre l’affluenza alle urne, nonostante un piccolo incremento rispetto al 2014, è stata pari al 53.68%, la seconda più bassa del dopoguerra.

Kirghizistan: Sooronbay Jeenbekov è il nuovo Presidente

Kirghizistan: Sooronbay Jeenbekov è il nuovo Presidente

Domenica 15 ottobre, i cittadini del Kirghizistan sono stati chiamati alle urne per eleggere il nuovo Presidente, che entrerà in carica alla fine del mandato dell’attuale capo di stato Almazbek Atambayev, ovvero il 1° dicembre di quest’anno. Il 55.93% degli aventi diritto si è recato alle urne, ovvero quasi 1.7 milioni di persone sui tre milioni di potenziali votanti.

In Iraq si semina per raccogliere un Kurdistan capitalista e filo-americano

In Iraq si semina per raccogliere un Kurdistan capitalista e filo-americano

Con il 92.7% delle preferenze, i curdi di stanza in Iraq si sono espressi a favore dell’indipendenza da Baghdad attraverso un recente referendum popolare. Tuttavia, l’esistenza di un Kurdistan indipendente non sembra essere ancora vicina, e questo referendum non fa altro che nascondere la grande frammentazione e le differenze che esistono tra le diverse aree popolate dai curdi, con il chiaro obiettivo di dare un’impronta capitalista e filo-statunitense ad un eventuale nuovo stato nel cuore del Medio Oriente.

Singapore: Halimah Yacob presidente senza elezioni

Singapore: Halimah Yacob presidente senza elezioni

Dopo la fine del mandato del settantasettenne Tony Tan, a Singapore erano state indette le nuove elezioni presidenziali, previste per il 22 settembre: una tornata elettorale che però non avrà mai luogo, visto che la sessantatreenne Halimah Yacob era l’unica candidata per la massima carica del piccolo stato dell’Asia sud-orientale.

Timor Est: il FRETILIN torna ad essere il primo partito del Paese

Timor Est: il FRETILIN torna ad essere il primo partito del Paese

Sabato 22 luglio si sono tenute le elezioni parlamentari nella Repubblica Democratica di Timor Est, piccolo stato di recente indipendenza che occupa la metà orientale dell’isola di Timor, mentre la parte occidentale appartiene all’Indonesia. Timor Est, in effetti, ha ottenuto l’indipendenza da Jakarta solamente 20 maggio 2002, dopo lunghi e spesso sanguinosi conflitti con i colonizzatori portoghesi prima e successivamente con il governo indonesiano.

Mongolia: Khaltmaa Battulga è il nuovo presidente della repubblica

Mongolia: Khaltmaa Battulga è il nuovo presidente della repubblica

Venerdì 7 luglio ha avuto luogo il secondo turno delle elezioni presidenziali in Mongolia, stato dell’Asia centrale privo di accesso al mare che conta circa tre milioni di abitanti. Per la prima volta della storia, si è dovuto far ricorso al ballottaggio per l’elezione del capo di stato, dopo che nessun candidato era riuscito a superare il 50% dei consensi nella prima tornata elettorale. A questo secondo turno hanno preso parte il 60.67% degli aventi diritto, con un’affluenza alle urne in calo rispetto al 68.27% del primo.

Mongolia: presidenziali al ballottaggio per la prima volta nella storia

Mongolia: presidenziali al ballottaggio per la prima volta nella storia

Lunedì 26 giugno, i cittadini della Mongolia sono stati chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente della repubblica, che si insedierà alla fine del secondo mandato dell’attuale capo di stato, Tsakhiagiin Elbegdorj. Per la prima volta nella storia del Paese asiatico, però, sarà necessario un secondo turno per eleggere il presidente, e dunque i mongoli saranno nuovamente chiamati ad esprimersi il prossimo 9 luglio. In questa prima consultazione elettorale, l’affluenza alle urne registrata è stata del 68.27%, con 1.3 milioni di votanti sui quasi due milioni di aventi diritto.

Iran, presidenziali 2017: vittoria schiacciante e conferma per Hassan Rouhani

Iran, presidenziali 2017: vittoria schiacciante e conferma per Hassan Rouhani

Venerdì 19 maggio si sono tenute le elezioni presidenziali nella Repubblica Islamica dell’Iran. A concorrere per la seconda carica più importante del Paese (quella di capo di stato e guida suprema è, infatti, una carica non elettiva detenuta dall’ayatollah Ali Khamenei) erano quattro candidati, compreso il presidente uscente Hassan Rouhani, che ha ottenuto la riconferma per altri quattro anni.

Iran, presidenziali 2017: Hassan Rouhani punta alla riconferma, quattro i candidati

Iran, presidenziali 2017: Hassan Rouhani punta alla riconferma, quattro i candidati

Venerdì 19 maggio si terranno le elezioni presidenziali nella Repubblica Islamica dell’Iran. A concorrere per la seconda carica più importante del Paese (il capo di stato è, infatti, l’ayatollah Ali Khamenei) saranno quattro candidati, compreso il presidente uscente Hassan Rouhani, che a breve vedrà esaurirsi il suo primo mandato di quattro anni sui due ammessi dalla costituzione del Paese. In contemporanea con le presidenziali, avrà luogo anche una tornata di elezioni locali.