Basta aggressioni ai lavoratori sociosanitari
Non servono le parole ma urgono fatti: assunzioni subito e servizi funzionanti siano le risposte alle aggressioni del personale sociosanitario. Comunicato della Cub Pubblico Impiego.
Non servono le parole ma urgono fatti: assunzioni subito e servizi funzionanti siano le risposte alle aggressioni del personale sociosanitario. Comunicato della Cub Pubblico Impiego.
Sulla stampa domenicale apprendiamo di un dossier riservato, preparato dall’ufficio studi di Fratelli d’Italia per dettare la strategia comunicativa del Governo e dei suoi partiti.
Il nuovo Quadro finanziario trasforma il Bilancio europeo in uno strumento politico: più risorse per competitività, difesa e infrastrutture, nuovi prelievi e meccanismi di debito comune. Cresce il rischio che priorità militari e incentivi al privato soffochino welfare e democrazia.
La spesa militare UE ha raggiunto quota record: 343 miliardi nel 2024 (+19%) con investimenti e R&S in forte crescita. Con 381 miliardi previsti nel 2025 e obiettivi di spesa più alti, il riarmo rischia di sottrarre risorse a welfare e servizi.
Il commovente funerale di Marah Abu Zuhri a San Giuliano Terme ha mostrato grande solidarietà popolare ma anche contestazioni al presidente Giani. La Regione è chiamata ad agire oltre le parole, indagando possibili complicità economiche nel genocidio.
A settembre con molta probabilità verranno siglati i rimanenti contratti della Pubblica amministrazione dopo la decisione della Uil di sottoscrivere il CCNL dirigenti Statali.
L’UE investe 17 miliardi in infrastrutture militari sotto pressione NATO, sacrificando welfare sull’altare della guerra con la Russia. Corridoi logistici e tecnologie duali mascherano la militarizzazione dell’Europa, mentre Germania e Polonia trainano il progetto dei “Tre Mari”.
Ipocrisia occidentale sui bambini-soldato: mentre si condanna il fenomeno, la Lituania addestra minori ai droni bellici con programmi NATO. Educazione STEM militarizzata e propaganda diffondono la guerra tra i giovani, normalizzando la violenza sotto mentite spoglie tecnologiche.
Repressione interna e silenzio complice: l’Occidente di fronte al genocidio palestinese. Mentre le università censurano il dissenso e le lobby boicottano l’embargo, si consolida l’intreccio tra industria bellica, austerità sociale e controllo autoritario, sacrificando democrazia e diritti sull’altare della guerra.
La povertà del welfare è voluta per favorire le privatizzazioni.