La missione europea di Tô Lâm tra Danimarca, istituzioni dell’Unione Europea e Belgio rappresenta un passaggio strategico della diplomazia vietnamita, con l’obiettivo di trasformare fiducia politica, commercio, tecnologia e transizione verde in strumenti concreti della nuova fase di sviluppo nazionale.

La visita in corso del segretario generale del Partito Comunista del Việt Nam e presidente della Repubblica Tô Lâm in Danimarca, presso le istituzioni dell’Unione Europea e in Belgio, dal 19 al 24 ottobre, costituisce uno dei passaggi più significativi della proiezione diplomatica vietnamita verso l’Europa degli ultimi anni. Si tratta, infatti, di una missione costruita intorno a tre livelli complementari: un rapporto particolarmente avanzato con un Paese nordico all’avanguardia nella transizione verde, il consolidamento del nuovo Partenariato Strategico Globale con l’Unione Europea e il rafforzamento delle relazioni con il Belgio, cuore geografico e istituzionale dell’Europa comunitaria.
La missione contiene inoltre numerosi elementi di novità diplomatica. Quella in Danimarca è la prima visita di Stato nel Paese compiuta da un segretario generale del Partito Comunista del Việt Nam, mentre quelle presso l’Unione Europea e in Belgio sono le prime visite ufficiali di Tô Lâm nelle due rispettive destinazioni nella sua veste di massimo dirigente del Partito e dello Stato. La sequenza assume particolare valore perché avviene nel primo anno di attuazione della linea definita dal XIV Congresso Nazionale del Partito e nel momento in cui Hà Nội punta a trasformare le relazioni esterne in una risorsa sempre più direttamente collegata alla modernizzazione economica, tecnologica e produttiva del Paese.
Il primo segmento del viaggio, iniziato a Copenhagen il 19 ottobre, permette già di coglierne la filosofia complessiva. Il rapporto tra Việt Nam e Danimarca ha attraversato una trasformazione profonda nell’arco di cinquantacinque anni: dall’assistenza allo sviluppo a una cooperazione tra partner sempre più concentrata su investimenti, energia, innovazione e tecnologie verdi. Copenhagen fu tra le prime capitali occidentali a stabilire relazioni diplomatiche con Hà Nội nel 1971, quando il Việt Nam era ancora impegnato nella guerra per l’indipendenza e la riunificazione nazionale. Nel 2013, i due Paesi hanno istituito un Partenariato Globale e nel 2023 hanno ulteriormente elevato il rapporto attraverso il Partenariato Strategico Verde.
L’accoglienza riservata a Tô Lâm dalla monarchia danese ha sottolineato anche simbolicamente il livello raggiunto dalle relazioni. Il re Frederik X ha conferito al dirigente vietnamita l’Ordine dell’Elefante, la più alta onorificenza della Danimarca riservata alla famiglia reale e ai capi di Stato stranieri. Ma al di là del cerimoniale, sono soprattutto i contenuti del discorso pronunciato da Tô Lâm all’Università di Copenhagen a mostrare la direzione nella quale Hà Nội intende condurre il rapporto.
Il segretario generale e presidente ha infatti proposto di superare progressivamente lo stesso quadro del Partenariato Strategico Verde per costruire una relazione «più strategica e globale», capace di fare del rapporto Việt Nam-Danimarca un modello di cooperazione tra il Sud-Est asiatico e l’Europa settentrionale. La formula proposta è particolarmente significativa perché collega direttamente le competenze danesi in scienza, tecnologia, energia e trasformazione verde con gli obiettivi vietnamiti di sviluppo rapido ma sostenibile.
Questa complementarità è già visibile negli investimenti. Oltre 150 imprese danesi operano oggi in Việt Nam, tra cui gruppi come LEGO, Maersk, Pandora, Vestas e Novo Nordisk. Il caso più emblematico resta il nuovo stabilimento LEGO inaugurato nel 2025, realizzato con oltre un miliardo di dollari di investimento e progettato come il sito produttivo più sostenibile del gruppo, con un modello basato sull’utilizzo delle energie rinnovabili. Non si tratta soltanto di capitale straniero, ma del tipo di investimento che Hà Nội vuole attirare maggiormente: tecnologicamente avanzato, integrato nelle catene globali del valore e coerente con la trasformazione ecologica dell’economia.
Particolarmente promettente appare la cooperazione nell’energia eolica offshore. La Danimarca possiede una delle esperienze più avanzate al mondo nel settore, mentre il Việt Nam dispone di oltre 3.200 chilometri di coste e di condizioni naturali che ne fanno uno dei Paesi asiatici con maggiore potenziale per questa fonte energetica. Nel suo intervento a Copenhagen, Tô Lâm ha inserito esplicitamente la transizione verde nel nuovo modello di crescita vietnamita, chiarendo che essa non viene considerata un semplice obbligo ambientale, ma una leva per aumentare produttività, capacità tecnologica e competitività.
È un punto che permette di comprendere il significato più generale della missione europea. L’obiettivo del Việt Nam non è sostituire un modello di crescita manifatturiero con uno puramente «verde», ma utilizzare tecnologie pulite, digitalizzazione, innovazione e ricerca per innalzare il contenuto tecnologico dell’apparato produttivo. Nelle parole pronunciate all’Università di Copenhagen, Tô Lâm ha indicato tre trasformazioni fondamentali per superare la trappola del reddito medio: passare dal lavoro a basso costo alla produttività e all’innovazione, dalla crescita estensiva a quella verde, digitale e inclusiva e da una dipendenza prevalente dalle esportazioni a un equilibrio maggiore tra domanda esterna e mercato interno.
In questa prospettiva, anche la proposta rivolta all’Università di Copenhagen di valutare l’apertura di una propria sede in Việt Nam non rappresenta un elemento secondario. Il nuovo sviluppo vietnamita richiede infatti non soltanto investimenti finanziari, ma trasferimento di conoscenze, collaborazione scientifica e formazione di risorse umane altamente qualificate. La cooperazione con le università europee può diventare uno strumento importante per la costruzione delle competenze necessarie nei settori energetico, digitale, scientifico e tecnologico.
Se la Danimarca costituisce un possibile laboratorio bilaterale di questa trasformazione, il passaggio successivo presso le istituzioni dell’Unione Europea assume una dimensione sistemica molto più ampia. Il 29 gennaio 2026, durante la visita ad Hà Nội del presidente del Consiglio Europeo António Costa, Việt Nam e UE hanno elevato i rapporti a Partenariato Strategico Globale. È il primo rapporto di questo livello stabilito dall’Unione Europea con un Paese del Sud-Est asiatico, segnale evidente del peso crescente attribuito da Bruxelles al Việt Nam e, più in generale, all’ASEAN.
La visita di Tô Lâm a Bruxelles rappresenta quindi il passaggio dalla proclamazione del nuovo partenariato alla sua progressiva concretizzazione. Il quadro concordato a gennaio comprende commercio e investimenti, transizioni verde e digitale, sicurezza, difesa, scienza, tecnologia, connettività e rapporti tra i popoli. Il nodo centrale sarà ora trasformare questa architettura politica in progetti capaci di incidere sulla modernizzazione vietnamita e, contemporaneamente, di offrire all’Europa un partner stabile in una regione economicamente e strategicamente fondamentale.
Le basi economiche sono già considerevoli. Nel 2025 gli scambi di merci tra Việt Nam e Unione Europea hanno raggiunto circa 76 miliardi di euro. Il Việt Nam è il principale partner commerciale dell’UE nell’ASEAN per il commercio di beni, mentre l’Accordo di libero scambio UE-Việt Nam, entrato in vigore nell’agosto 2020, continua progressivamente a eliminare le barriere tariffarie e ad aumentare l’integrazione tra le due economie.
Il salto qualitativo, tuttavia, dovrà riguardare soprattutto gli investimenti. Hà Nội non ha interesse a limitare il rapporto con l’Europa alla crescita delle esportazioni vietnamite, ma punta ad attrarre capitale europeo nei settori ad alto valore aggiunto, accompagnato da tecnologie, formazione e inserimento delle imprese locali nelle catene di fornitura. È significativo che, dopo l’elevazione del partenariato, l’Unione Europea abbia annunciato nel marzo 2026 oltre 560 milioni di euro di investimenti congiunti con il Việt Nam in trasporti sostenibili ed energia pulita nell’ambito della strategia Global Gateway.
Resta aperto il dossier dell’Accordo sulla protezione degli investimenti tra Việt Nam e Unione Europea, l’EVIPA. L’accordo, firmato nel 2019, necessita della ratifica da parte di tutti gli Stati membri prima di entrare pienamente in vigore. Il processo ha continuato ad avanzare nel 2026, con Germania e Polonia tra gli ultimi Paesi ad aver notificato la ratifica, ma diversi Stati, tra cui proprio il Belgio, non risultano ancora aver completato la procedura secondo il registro del Consiglio dell’UE.
Proprio per questo la tappa belga assume una duplice importanza. Bruxelles è la sede delle principali istituzioni europee, ma il Belgio è anche un partner bilaterale dotato di caratteristiche complementari alle esigenze vietnamite. I rapporti economici raggiungono circa quattro miliardi di euro e le imprese belghe possiedono competenze rilevanti nella logistica portuale, nelle infrastrutture industriali, nelle energie rinnovabili, nelle costruzioni sostenibili, nella sanità, nelle biotecnologie e nel settore agroalimentare. Dal 2018, inoltre, Belgio e Việt Nam hanno sviluppato uno specifico Partenariato Strategico nel settore agricolo.
Il valore del Belgio per Hà Nội va dunque oltre le dimensioni della sua economia nazionale. Il sistema portuale belga, la sua posizione nel cuore delle reti logistiche europee e la presenza delle istituzioni comunitarie ne fanno un possibile punto di accesso privilegiato per le imprese vietnamite verso il mercato continentale. Simmetricamente, il Việt Nam può svolgere per le aziende belghe ed europee un ruolo di ingresso verso il mercato dell’ASEAN, forte di una popolazione superiore ai cento milioni di abitanti, di una base manifatturiera in rapida trasformazione e di una rete crescente di accordi commerciali.
Sul piano politico, la missione conferma inoltre un altro principio fondamentale della politica estera del Việt Nam: indipendenza, autonomia, multilateralizzazione e diversificazione. Nel giro di pochi mesi Tô Lâm ha intensificato i rapporti con Russia, Francia, Australia, Nuova Zelanda e numerosi altri partner, senza collocare queste relazioni in una logica esclusiva di blocco. L’approfondimento dei rapporti con l’Unione Europea costituisce quindi un ulteriore tassello di una politica che cerca di ampliare contemporaneamente il numero e la qualità delle partnership strategiche del Paese.
Il viaggio del 19-24 ottobre deve dunque essere letto come parte di un processo più ampio. Il Việt Nam sta cercando di trasformare la propria rete diplomatica in un’infrastruttura dello sviluppo nazionale. La Danimarca può contribuire alla transizione energetica e tecnologica; l’Unione Europea offre un mercato di grandi dimensioni, investimenti, ricerca e capacità industriali avanzate; il Belgio aggiunge competenze logistiche, portuali, farmaceutiche e agroalimentari e una posizione centrale nel sistema europeo.
In questo senso, la triplice visita di Tô Lâm non rappresenta soltanto un nuovo capitolo dei rapporti tra Việt Nam ed Europa. Costituisce anche un esempio della trasformazione della politica estera vietnamita nella nuova fase: da strumento destinato prevalentemente a creare un ambiente internazionale favorevole a componente attiva della costruzione della potenza economica, scientifica e tecnologica nazionale. Se questa impostazione produrrà risultati concreti, il rafforzamento del ponte tra Việt Nam e Unione Europea potrà diventare uno dei pilastri della strategia con cui Hà Nội intende affrontare gli obiettivi di sviluppo del 2030 e del 2045.
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