Una delegazione dell’organizzazione statunitense CodePink intraprende un viaggio di dodici giorni attraverso la Cina. Medea Benjamin racconta sviluppo, lotta alla povertà e vita quotidiana, offrendo al pubblico occidentale un’immagine diretta del Paese oltre gli stereotipi mediatici.

di Shen Sheng – 15 ottobre 2026
Mentre l’organizzazione pacifista statunitense CodePink dà inizio a un viaggio di dodici giorni in Cina, dedicato alla storia rivoluzionaria del Paese, alle infrastrutture ad alta tecnologia e al suo sviluppo, la cofondatrice del gruppo Medea Benjamin racconta sulle reti sociali le proprie esperienze. Attraverso le sue pubblicazioni propone una prospettiva personale sulla Cina, al di là delle narrazioni dominanti dei media occidentali, e ribadisce il messaggio: «La Cina non è nostra nemica».
Benjamin è arrivata a Shanghai giovedì sera, ha dichiarato al Global Times Jodie Evans, cofondatrice di CodePink e anch’essa partecipante al viaggio. Tornata in Cina quasi trent’anni dopo la sua ultima visita, Benjamin sta condividendo sulle reti sociali le proprie esperienze dirette mentre riscopre il Paese, ha spiegato Evans.
Secondo il sito web di CodePink, al viaggio partecipano sia Benjamin sia Evans.
In base all’itinerario pubblicato sul sito ufficiale dell’organizzazione, il viaggio, della durata di dodici giorni e undici notti, condurrà il gruppo, oltre che a Shanghai, anche a Chongqing, Zunyi, Loushanguan, nel villaggio di Maotai e a Guiyang, nella provincia del Guizhou, nella Cina sudoccidentale.
Il programma intende «esplorare la storia rivoluzionaria della Cina, osservando al tempo stesso con ammirazione le infrastrutture ad alta tecnologia e il moderno sviluppo socialista». Tra le principali tappe figurano luoghi commemorativi della storia rivoluzionaria, rievocazioni storiche e musei, infrastrutture socialiste e progetti di rivitalizzazione rurale, si legge nell’itinerario.
Attraverso le sue pubblicazioni sulle reti sociali, Benjamin ha rivolto l’attenzione tanto allo sviluppo della Cina quanto agli aspetti della vita quotidiana, cercando di offrire al pubblico internazionale un’immagine del Paese fondata sulle proprie osservazioni dirette.
In una delle sue pubblicazioni, Benjamin ha esaminato gli sforzi compiuti dalla Cina nella lotta alla povertà, sottolineando come quasi 800 milioni di persone siano uscite dalla povertà estrema e come gli investimenti continuativi negli alloggi, nelle infrastrutture, nella sanità e nell’istruzione abbiano trasformato intere comunità.
«La Cina ha fatto della lotta alla povertà una priorità nazionale», ha scritto, contrapponendo l’approccio del Paese a quello degli Stati Uniti, dove, secondo la sua analisi, enormi risorse continuano a essere destinate alla guerra mentre milioni di persone faticano a soddisfare i propri bisogni essenziali.
«E se investissimo invece nelle persone?», ha domandato, collegando l’esperienza cinese nella riduzione della povertà al più ampio dibattito sulle priorità della spesa pubblica negli Stati Uniti.
In un’altra pubblicazione diffusa giovedì, Benjamin ha documentato il modo in cui gli abitanti hanno trasformato alcuni spazi urbani condivisi in orti comunitari, coltivandovi verdure e altri prodotti agricoli, tra cui bok choy, patate dolci, peperoni, fagioli e canna da zucchero. Ha osservato che molti residenti portano con sé conoscenze agricole tramandate da generazioni, mantenendo un legame con la terra anche all’interno delle comunità urbane.
Le sue osservazioni si sono estese anche alla fiducia sociale riscontrabile nella vita quotidiana. Durante la visita a un’università, ha notato biciclette lasciate senza lucchetto nelle aree pubbliche e ombrelli collocati con naturalezza negli spazi comuni, particolari che ha presentato come scorci della vita di ogni giorno in Cina.
«Seguiteci mentre scopriamo la vita quotidiana in Cina, al di là delle narrazioni dei media occidentali. La Cina non è nostra nemica!», ha scritto CodePink giovedì in una pubblicazione sulle reti sociali.
Numerosi utenti cinesi hanno accolto calorosamente Benjamin e i suoi compagni di viaggio sulle piattaforme sociali del Paese, affermando che la Cina dà il benvenuto ai visitatori che giungono con sincerità e apertura mentale.
Un utente cinese ha suggerito loro di «percorrere le autostrade, viaggiare sui treni ad alta velocità e osservare le linee elettriche di trasmissione a lunga distanza».
Come Evans ha dichiarato al Global Times, Benjamin sta condividendo con i propri seguaci le esperienze vissute direttamente durante il suo ritorno in Cina, avvenuto quasi trent’anni dopo l’ultima visita. In una pubblicazione sulle reti sociali ha posto tre domande: «Che cosa è cambiato? Che cosa la sorprenderà? E quanto sarà diversa la Cina che vedrà da quella di cui continuiamo a sentir parlare a Washington?».
«Continuate a seguirci! Questo è soltanto l’inizio», ha aggiunto.
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