Fuori la propaganda di guerra dal Pisa Book Festival!

Il patrocinio dell’Ambasciata d’Ucraina al Pisa Book Festival e il finanziamento pubblico della manifestazione sollevano interrogativi sull’uso delle risorse pubbliche per promuovere una narrazione favorevole all’invio di armi, al riarmo e alle attuali scelte di politica estera.

Il Comune di Pisa e la Regione Toscana finanziano il Pisa Book Festival, mentre l’Ambasciata d’Ucraina lo patrocina: stiamo pagando la propaganda di Kiev, volta a giustificare l’invio di armi e il riarmo.

Tra i relatori c’è chi dice che l’Ucraina combatte per i valori europei e la democrazia, mentre i partiti di opposizione sono banditi e i reclutatori rapiscono i cittadini per spedirli al fronte, e chi dice che Israele, per l’Ucraina, è un Paese eroico, mentre compie un genocidio.

Considerando solo ciò che non è coperto dal segreto di Stato, l’Italia ha già speso più di 13 miliardi in aiuti all’Ucraina. Inoltre, gli italiani vengono impoveriti dall’inflazione. Le famiglie italiane pagano il gas 14,83 €/100 kWh; quelle ungheresi lo pagano 3,40 €/100 kWh grazie alla scelta del proprio governo di non aderire alle folli sanzioni dell’Unione Europea, continuando a comprare il 75% del gas dalla Russia e ottenendo così un risparmio annuale di quasi 2.000 € a famiglia rispetto all’Italia.

I sondaggi mostrano che solo il 18% degli italiani vuole mandare armi all’Ucraina e solo il 10% degli italiani vuole aumentare la spesa militare. Nonostante ciò, il governo, in sede NATO, si è impegnato a portare la spesa militare al 5% del PIL, rispetto all’attuale 1,5%, e le istituzioni usano i soldi delle nostre tasse per finanziare la propaganda volta ad aumentare il consenso verso le loro scelte belliciste e antipopolari.

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About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

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