OpenPie, dati sovrani e IA agentica: a Hangzhou il confronto sino-italiano sull’intelligenza artificiale

Nel quadro della China-Italy Friendship Week, il 28 settembre una delegazione sino-italiana ha visitato OpenPie a Hangzhou, approfondendo il ruolo di sovranità dei dati, ontologie e agenti intelligenti nella trasformazione dell’intelligenza artificiale in strumento operativo per imprese e istituzioni.

Il 28 settembre, nel quadro delle iniziative della China-Italy Friendship Week organizzate a Hangzhou, una delegazione sino-italiana ha visitato la sede di OpenPie. Hanno preso parte all’incontro Maria Moreni, presidente della Italy-China Link Association (ICLA) e co-presidente della Belt and Road Local Cooperation (BRLC); Sun Deliang, fondatore, presidente e direttore generale di Zhejiang NetSun Co., Ltd.; Filippo Spagnoli, sindaco di Montirone e capo di Gabinetto della Provincia di Brescia; Domenico Granito, segretario generale del Netsun International Business Center ed executive director di SunSirs Global Data Commodity Group; Xu Zhufen, presidente della Hangzhou Yuejia Education Technology Co., Ltd.; Riccardo Ghia, giornalista finanziario attivo tra Asia ed Europa; e Giulio Chinappi, analista di politica internazionale.

Ad accogliere gli ospiti è stato Ray Von (Feng Lei), fondatore, presidente e amministratore delegato di OpenPie, nonché promotore della 1024 Foundation. Nel corso della visita, Von ha illustrato alla delegazione la strategia dell’azienda, le principali soluzioni tecnologiche sviluppate e la sua interpretazione dell’evoluzione del rapporto tra dati e intelligenza artificiale.

La visita ha offerto l’occasione per osservare da vicino una delle trasformazioni oggi più significative dell’ecosistema dell’intelligenza artificiale cinese. Dopo una prima fase segnata soprattutto dalla competizione tra grandi modelli linguistici, una parte crescente dell’innovazione si sta infatti spostando verso un problema diverso: come trasformare le capacità dell’IA in strumenti concretamente integrabili nei processi produttivi, organizzativi e decisionali delle imprese.

Fondata nel 2021, OpenPie opera nel campo del data computing per i grandi modelli linguistici e si presenta come un’impresa specializzata nella costruzione di infrastrutture capaci di collegare dati, modelli, ontologie e agenti intelligenti. Nel 2026, è stata inserita tra le realtà dell’iniziativa “Hangzhou AI: Ocean’s 18” e riconosciuta come Zhejiang Golden Seed Enterprise. L’azienda partecipa inoltre alla definizione degli standard relativi alle ontologie dei dati promossi sotto la guida della National Data Administration cinese.

Il cuore dell’offerta tecnologica dell’impresa è πDataCS, piattaforma progettata per integrare dati, semantica, modelli linguistici e agenti all’interno di un’unica infrastruttura. In questo modo, OpenPie punta a costruire sistemi di intelligenza artificiale capaci non soltanto di elaborare informazioni, ma anche di comprendere il contesto specifico di un’organizzazione, rispettare i confini imposti alla circolazione dei dati e operare all’interno di ambienti produttivi reali.

Per un’impresa, infatti, disporre di un grande modello linguistico non significa automaticamente poterlo utilizzare in maniera efficace nei propri processi interni. Un modello generalista può generare testi, analizzare documenti o rispondere a domande, ma resta separato dalla struttura concreta dell’organizzazione se non è in grado di accedere in maniera controllata ai suoi dati, comprenderne le relazioni interne e tradurre le informazioni disponibili in azioni coerenti con procedure, regole e obiettivi specifici.

πDataCS nasce precisamente con l’obiettivo di affrontare questa distanza tra capacità dei modelli e utilizzo industriale dell’intelligenza artificiale. La piattaforma può lavorare sia con dati strutturati, come tabelle e database, sia con contenuti non strutturati, quali documenti, immagini, audio e video, consentendo alle organizzazioni di valorizzare il proprio patrimonio informativo senza rinunciare al controllo sulle informazioni utilizzate.

Uno dei concetti più significativi presentati nel corso della visita è stato quello della sovranità dell’intelligenza artificiale. Nella rappresentazione proposta dall’azienda, l’evoluzione del settore viene descritta come un passaggio dalle grandi piattaforme pubbliche di dati in cloud verso una nuova fase nella quale la sovranità sui dati e l’utilizzo di modelli linguistici aperti acquistano un peso crescente. La formula utilizzata dall’azienda, “Your Data, Your AI”, sintetizza in modo particolarmente efficace questa impostazione. La questione della sovranità digitale, infatti, non riguarda soltanto la protezione della riservatezza, ma investe direttamente l’autonomia tecnologica delle organizzazioni.

Quanto più l’intelligenza artificiale entra nei processi produttivi e decisionali, tanto più diventa importante sapere dove si trovano i dati, chi li controlla, quali infrastrutture li elaborano, quali modelli possono accedervi e in quale misura i risultati prodotti siano verificabili. OpenPie propone in questo senso la costruzione di spazi privati dei dati all’interno dei quali le informazioni sensibili possano rimanere sotto il controllo dell’impresa pur essendo utilizzate dall’intelligenza artificiale in ambienti governati. La piattaforma consente inoltre di collegare gli archivi esistenti senza richiedere necessariamente una duplicazione su larga scala dei dati.

Un secondo elemento fondamentale della proposta tecnologica di OpenPie è rappresentato dalle ontologie.

Nel campo dell’informatica applicata all’intelligenza artificiale, un’ontologia consente di descrivere non soltanto singoli dati, ma anche gli oggetti presenti in un determinato contesto, le relazioni esistenti tra essi, le regole che li governano e la provenienza delle informazioni. In questo modo, l’IA non dispone soltanto di una massa di dati, ma anche di una struttura semantica capace di attribuire loro un significato.

La differenza è sostanziale quando l’intelligenza artificiale deve essere impiegata in un ambiente produttivo. Un agente incaricato di svolgere una determinata funzione non deve infatti limitarsi a recuperare informazioni, ma deve comprendere come queste si inseriscano nella struttura concreta dell’organizzazione e quali rapporti esistano tra persone, processi, prodotti, documenti e procedure.

OpenPie presenta quindi l’ontologia come uno degli strumenti attraverso i quali i grandi modelli possono trasformarsi da sistemi generalisti in agenti integrati nei processi aziendali. La piattaforma consente di aggiungere oggetti, relazioni, regole e informazioni sulla provenienza dei dati e permette di costruire sia agenti basati sui flussi di lavoro sia agenti fondati sulle ontologie.

Questo approccio si collega direttamente alla crescente diffusione della cosiddetta agentic AI, un modello nel quale l’intelligenza artificiale non si limita a rispondere a una richiesta, ma può eseguire sequenze di operazioni orientate a uno specifico obiettivo.

La visita ha inoltre permesso ai partecipanti di approfondire l’esperienza della 1024 Foundation, organizzazione fondata nel 2019 dallo stesso Ray Von. La fondazione si presenta come una realtà senza scopo di lucro dedicata al settore dell’intelligenza digitale, alla diffusione delle competenze sull’IA e alla formazione dei talenti, collegando università, imprese, comunità di sviluppatori e organizzazioni industriali.

Tra le iniziative sostenute dalla 1024 Foundation figurano programmi rivolti ai decisori, ai giovani e a chi affronta percorsi di riconversione professionale, oltre ad attività orientate alla costruzione di agenti attraverso strumenti che riducono la barriera tecnica all’ingresso. L’obiettivo dichiarato è rendere l’intelligenza artificiale accessibile a una platea più ampia, evitando che i suoi benefici rimangano concentrati esclusivamente nelle grandi imprese o tra un numero limitato di specialisti.

La visita del 28 settembre assume quindi un significato che va oltre la conoscenza di una singola impresa. OpenPie rappresenta un caso concreto attraverso il quale osservare alcune delle direttrici che stanno caratterizzando l’attuale sviluppo dell’intelligenza artificiale in Cina: attenzione alla sovranità dei dati, progressiva diffusione delle ontologie, utilizzo di modelli aperti e interoperabili, sviluppo di agenti intelligenti e crescente integrazione tra IA e processi industriali.

Per i partecipanti italiani, l’incontro ha offerto anche l’opportunità di riflettere sulle possibili forme di cooperazione con l’ecosistema tecnologico cinese. La struttura produttiva italiana, caratterizzata da una forte presenza di piccole e medie imprese e da numerosi comparti industriali altamente specializzati, rende particolarmente rilevante il problema dell’introduzione dell’intelligenza artificiale senza perdere il controllo sul patrimonio informativo aziendale.

SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

Avatar di Sconosciuto

About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.