Rispondendo a polemiche mediatiche e accuse politiche, Angelo d’Orsi rivendica la propria partecipazione come osservatore internazionale alle elezioni della Duma, difende il ruolo della Russia nel processo multipolare e critica duramente l’ordine euro-atlantico e le classi dirigenti occidentali.

I giornali di regime mi attaccano accompagnati dai soliti “haters” perché andrò in Russia in qualità di Osservatore Internazionale alle elezioni della Duma, alle quali, ricordo, si presenteranno 11 partiti con le posizioni politiche più svariate, di “sinistra”, di “centro”, di “destra” etc. etc.
Tutti i sondaggi elettorali danno strafavorita “Russia Unita”, il partito di maggioranza legato al Presidente Putin. Perché? Perché le elezioni sono truccate? Perché la Russia è una dittatura e se non voti Putin ti tocca una bella dose di olio di ricino? o voli da un balcone? No. Semplicemente perché Putin gode di un altissimo consenso tra la popolazione, imparagonabile, per intenderci, di quello che un qualsiasi leader europeo (da Meloni, a Macron, a Merz etc.) gode nella propria patria. Ora, chiediamoci, perché la maggioranza dei russi stima Putin mentre la stragrande maggioranza degli europei fa le macumbe se vede passare Ursula Von der Leyen per strada? Perché la Russia è un Paese “autocratico” e “illiberale” come sostengono i propagandisti di Linkiesta.it e così il 90 per cento dei media italiani? No, semplicemente perchè Putin negli ultimi 20 anni ha fatto per il suo Paese infinitamente di più di quello che le inette, vendute e traditrici classi dirigenti europee hanno fatto per i propri popoli, intraprendendo un percorso politico che ha risollevato la Russia dalla tragedia economica, sociale e umana degli anni post-URSS (causata in gran parte dal governo di Eltsin, uomo imposto dall’Occidente) e dando un notevole grado di benessere al popolo russo e restituendo dignità al Paese: è questa la semplice verità che le innumerevoli menzogne sul potere russo cercano ogni giorno di nascondere.
Ma veniamo a noi. Da italiano, quello che più mi sta a cuore, è che la Federazione Russa in questi anni si è messa in prima fila nella lotta contro l’imperialismo statunitense, sfidando la NATO a viso aperto e lavorando insieme ai BRICS+ per la costruzione di un nuovo ordine internazionale autenticamente multipolare e democratico capace di lasciarsi finalmente alle spalle la stagione del colonialismo occidentale. Una stagione fondata sulla legge del più forte, sulla guerra permanente, e che come dimostra la cronaca di tutti i giorni rende il pianeta un luogo costantemente insicuro a causa degli appetiti di potere e denaro di un manipolo di multimiliardari che domina la così detta “civiltà occidentale”. Solo se i BRICS+ vinceranno questa storica battaglia allora potremo ritornare a parlare di pace, e si creeranno le condizioni per mandare finalmente a casa, qui da noi, quella classe di oligarchi e parassiti che negli ultimi 30 anni ha svenduto l’Italia e distrutto la democrazia e lo stato sociale che avevamo faticosamente conquistati nel ‘900. Ecco perché dobbiamo stare oggi dalla parte della Russia, ed ecco perché sarà un onore seguire da osservatore le Elezioni della Duma.
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