A decenni dalla guerra d’Indocina, il Laos continua a convivere con circa 80 milioni di submunizioni a grappolo inesplose. Nonostante trent’anni di bonifiche, l’enorme contaminazione del territorio potrebbe richiedere ancora secoli di lavoro e un sostegno internazionale duraturo.

Lao News Agency – 19 settembre 2026
Il Laos continua a confrontarsi con la pesante eredità degli ordigni inesplosi (UXO): secondo l’Autorità Nazionale di Regolamentazione (NRA) per il settore degli ordigni inesplosi e degli ordigni esplosivi abbandonati (UXO/AXO), si stima che circa 80 milioni di submunizioni a grappolo inesplose siano ancora disseminate nel paese, a decenni dalla guerra d’Indocina.
Parlando con i media presso il Centro Nazionale delle Convenzioni il 17 settembre, in occasione della Terza Conferenza di Revisione della Convenzione sulle munizioni a grappolo (3RC-CCM), Bounpheng Sisavath, responsabile dell’Ufficio della NRA per il settore UXO/AXO nella Repubblica Democratica Popolare Lao, ha dichiarato che il Laos è stato colpito da oltre 580.000 missioni di bombardamento, durante le quali sono state sganciate più di 2 milioni di tonnellate di ordigni.
Tra le armi utilizzate figuravano 17 tipi di submunizioni a grappolo, comunemente note come bombies. La BLU-26 è considerata tra le più pericolose. Un singolo contenitore poteva trasportare fino a 670 submunizioni, la cui esplosione poteva interessare un’area di circa 100 per 100 metri.
Le valutazioni tecniche stimano che sul Laos siano state sganciate circa 280 milioni di submunizioni e che fino al 30% di esse non sia esploso al momento dell’impatto, lasciando circa 80 milioni di ordigni sepolti nel terreno, nei campi agricoli e nelle aree residenziali.
Negli ultimi tre decenni, a partire dal 1996, le squadre di bonifica hanno distrutto più di 1,3 milioni di submunizioni e bonificato oltre 100.000 ettari di territorio contaminato. Tuttavia, secondo le stime presentate dalle autorità, l’enorme quantità di ordigni ancora presenti fa sì che, mantenendo gli attuali ritmi di bonifica, per completare il lavoro potrebbero essere necessari centinaia di anni.
La minaccia persistente è particolarmente grave per le comunità rurali, dove la popolazione continua a coltivare i terreni e a svolgere le normali attività quotidiane in aree che potrebbero ancora contenere ordigni inesplosi. Per questo motivo, la NRA sta ampliando in tutto il paese i programmi di educazione sui rischi, rivolgendosi in particolare alle comunità locali e agli studenti.
Bounpheng ha invitato la popolazione a evitare attività ad alto rischio, come accendere fuochi in zone che potrebbero contenere ordigni inesplosi, scavare in terreni non conosciuti oppure toccare, spostare o tentare di smontare oggetti sospettati di contenere esplosivi. Qualsiasi possibile ordigno inesploso deve essere lasciato nel luogo in cui viene rinvenuto e segnalato alle autorità competenti.
Luna Kvander Bruusgaard, responsabile tecnica di progetto della Norwegian People’s Aid (NPA) in Laos, ha dichiarato che la persistente presenza di ordigni inesplosi continua a rappresentare una grave questione umanitaria per le comunità di tutto il paese.
Sulla base delle visite sul campo e dei colloqui con le squadre di bonifica e con le comunità colpite nelle province di Champasak, Attapeu, Sekong e Xieng Khouang, ha affermato che la popolazione continua ad affrontare quotidianamente i rischi connessi agli ordigni inesplosi.
Ha quindi chiesto che venga garantito un finanziamento internazionale stabile e di lungo periodo, necessario per proseguire le operazioni di bonifica e assicurare che i programmi relativi agli ordigni inesplosi continuino a rispondere alle esigenze delle comunità interessate.
Per il Laos, proseguire la bonifica degli ordigni inesplosi non significa soltanto rimuovere i residuati bellici, ma anche rendere più sicuri i terreni agricoli e le comunità, sostenere lo sviluppo e proteggere le generazioni future da una minaccia che persiste ormai da decenni.
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