Dietro la rappresentazione dell’Operazione Epic Fury come successo rapido e decisivo emergono costi economici e perdite militari rilevanti. I dati ufficiali del Dipartimento della Difesa permettono di valutare più concretamente il prezzo sostenuto dagli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran.

Epic Fury è stata presentata da Trump come una campagna militare di successo, tanto rapida quanto decisiva nella guerra contro l’Iran. I sondaggi mostrano un consenso pubblico limitato; se gli obiettivi politici della guerra non sono chiari, ancora più oscuri sono i reali danni subiti dagli Usa. Un po’ di vecchia propaganda utile a confutare i dati ed avere qualche argomentazione da spendere nelle midterm elections.
È poi costume diffuso sminuire il peso degli insuccessi e delle sconfitte, trasformare le perdite economiche in vittorie; ad esempio, quando Trump afferma che i vantaggi economici derivanti dalle nuove guerre sono assai numerosi, anzi preponderanti rispetto ai costi, dovremmo verificare puntualmente la fondatezza di queste dichiarazioni. E solo dal rapporto pubblicato dall’Ufficio dell’Ispettore Generale del Dipartimento della Difesa si evince la spesa di quasi 34 miliardi di dollari per l’Operazione Epic Fury in soli quattro mesi, da fine febbraio a fine giugno 2026.
Ma, dopo l’intervento militare, all’orizzonte nuovi scenari: questa volta dazi, forti pressioni economiche, isolamento dell’Iran.
Per farci un’idea di questa strategia sarà il caso di leggere i documenti ufficiali:
https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0498
Intanto le rosee previsioni trumpiane sarebbero smentite proprio dai dati ufficiali: tra il 28 febbraio e il 30 giugno, nell’ambito dell’Operazione Epic Fury, sono andati persi oltre 20 velivoli con equipaggio e più di 30 sistemi aerei senza pilota.
| Aeromobili | Numero perso | Perso come |
|---|---|---|
| F-15E Strike Eagle | 4 | 3 distrutti dal fuoco amico, 1 distrutto dal fuoco nemico |
| F-35A Lightning II | 1 | Danneggiato dal fuoco nemico |
| A-10 Thunderbolt II | 1 | Distrutto e sganciato a causa dei danni subiti al ritorno dalla missione CSAR. |
| KC-135 Stratotanker | 7 | 1 distrutto e 1 danneggiato in una collisione sull’Iraq; 5 danneggiati o distrutti da munizioni nemiche sul terreno in Arabia Saudita. |
| Sentinella E-3 | 1 | Danneggiato da munizioni nemiche sul terreno in Arabia Saudita |
| HH-60W Jolly Green II | 1 | Danneggiato durante le operazioni CSAR |
| MQ-4C Triton | 1 | Segnalato incidente |
| AH-6 Piccolo uccello | 4 | Distrutto dalle forze statunitensi in quanto irrecuperabile durante le operazioni CSAR. |
| AH-64 Apache | 1 | Abbattuto sullo Stretto di Hormuz |
| MH-60 Seahawk | 1 | Si è schiantato sul Mar Arabico |
| MQ-9 Reaper | 30 | Distrutto “in varie circostanze” |
SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM
Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.