Con il suo primo piano quinquennale, Hong Kong punta a rendere più prevedibili le politiche pubbliche, affrontare le principali questioni sociali e creare nuove opportunità economiche, coniugando autonomia istituzionale, integrazione nazionale e apertura internazionale.

di Hai Feng (Global Times) – 17 settembre 2026
Il 16 settembre è stato presentato il primo piano quinquennale per lo sviluppo economico e sociale della Regione amministrativa speciale di Hong Kong (RAS di Hong Kong), contestualmente al più recente Discorso programmatico. Il piano ha suscitato grande attenzione in tutti i settori fin dall’annuncio della sua elaborazione, avvenuto all’inizio dell’anno. Durante i due mesi di consultazione pubblica sono pervenuti oltre 17.000 contributi, l’80 per cento dei quali presentato da comuni cittadini. Ciò riflette le sincere aspettative di tutta la società nei confronti dello sviluppo prospero e stabile di Hong Kong e di un’attuazione costante e lungimirante del principio «un Paese, due sistemi».
Trattandosi di un’iniziativa pionieristica, essa solleva inevitabilmente alcuni interrogativi: perché una metropoli internazionale, abituata a promuovere il proprio sviluppo attraverso Discorsi programmatici e bilanci annuali, ha compiuto il passo storico di elaborare un piano quinquennale? Questa scelta finirà per indebolire la vitalità del mercato di Hong Kong? Modificherà l’assetto istituzionale previsto dal principio «un Paese, due sistemi»?
La risposta è esattamente opposta. Il primo piano quinquennale di Hong Kong mira a offrire al mercato una direzione maggiormente prevedibile e ad attribuire al governo responsabilità più stabili. Per i comuni cittadini, le principali preoccupazioni riguardano la possibilità di vivere in abitazioni più spaziose, disporre di un lavoro più stabile, garantire ai figli opportunità educative di qualità e ricevere un’assistenza adeguata durante la vecchiaia. Gli investitori, invece, si chiedono soprattutto se le politiche saranno coerenti, se gli indirizzi di sviluppo industriale saranno chiari, se le infrastrutture e la disponibilità di talenti riusciranno a tenere il passo e se costi e rendimenti saranno trasparenti e calcolabili.
Un buon piano deve rispondere contemporaneamente alle esigenze di entrambi questi gruppi.
La pianificazione è uno strumento moderno di governo, indipendentemente dal socialismo o dal capitalismo
Alcune persone, quando sentono parlare di «piano quinquennale», lo equiparano immediatamente a un’«economia pianificata». Questa interpretazione non soltanto ignora la storia, ma non riflette neppure la realtà.
La pianificazione è, nella sua essenza, uno strumento moderno di governo e un mezzo importante per accrescere la certezza dello sviluppo. Questioni quali la crescita demografica, l’offerta abitativa, lo sviluppo industriale, il rinnovamento urbano, il trasporto ferroviario e la tutela dell’ambiente richiedono spesso investimenti di lungo periodo e un’attuazione continuativa: problemi che i soli aggiustamenti spontanei del mercato non sono in grado di risolvere efficacemente. Il governo deve definire in modo scientifico obiettivi di medio e lungo periodo, coordinare l’assegnazione dei terreni, le infrastrutture, i servizi pubblici e gli assetti istituzionali, creando così basi migliori per il funzionamento del mercato.
La prima normativa moderna di livello nazionale in materia di pianificazione urbana fu la legge britannica del 1909 sull’edilizia abitativa e la pianificazione urbana, approvata principalmente per affrontare i problemi sempre più urgenti della tutela dell’ambiente pubblico e degli alloggi destinati ai lavoratori, emersi in seguito alla rapida crescita della popolazione urbana prodotta dall’industrializzazione. Da allora, esempi quali la pianificazione del sistema di protezione sociale nel Regno Unito, i piani di indirizzo dello sviluppo in Francia e le strategie giapponesi di sviluppo industriale hanno dimostrato che la pianificazione non è mai stata prerogativa esclusiva di un unico sistema.
La pianificazione non dipende dalla natura socialista o capitalista di un sistema. Ciò che conta realmente è se essa rispetti le leggi del mercato e il principio di equità, se sia in grado di risolvere i problemi sociali più urgenti, se crei aspettative stabili per le imprese e se garantisca che i risultati dello sviluppo vadano in misura maggiore a beneficio della popolazione. Anche i Paesi occidentali elaborano piani per le infrastrutture e per lo sviluppo industriale e urbano, ma l’alternanza tra partiti politici, i negoziati sul bilancio e le oscillazioni delle politiche pubbliche generano spesso incertezza per i progetti che richiedono un’attuazione di lungo periodo. In assenza di continuità politica, le riforme sociali rischiano facilmente di arenarsi.
L’importanza del primo piano quinquennale di Hong Kong risiede nella possibilità di utilizzare assetti stabili di medio e lungo periodo e un orientamento fondato sugli obiettivi per costruire un ciclo integrato di governo, caratterizzato da «un progetto generale a livello strategico, tabelle di marcia annuali per la sua realizzazione, programmi di assegnazione delle risorse attraverso il bilancio e meccanismi di verifica dell’attuazione».
«Allineamento» e non «incorporazione»: i vantaggi peculiari di «un Paese, due sistemi»
L’elaborazione di un proprio piano quinquennale da parte di Hong Kong costituisce precisamente un’espressione dell’assetto istituzionale previsto dal principio «un Paese, due sistemi» e dalla Legge fondamentale. Lo sviluppo economico e sociale di Hong Kong non viene incorporato nel sistema degli indicatori del piano quinquennale nazionale: la RAS continua a conservare il proprio sistema capitalista, lo status di territorio doganale distinto e il suo carattere fortemente internazionale. Allo stesso tempo, Hong Kong si allinea attivamente agli orientamenti strategici e alle opportunità di sviluppo delineati nel XV Piano quinquennale nazionale per il periodo 2026-2030. Questa è precisamente l’essenza di «un Paese, due sistemi»: difendere il fondamento rappresentato da «un Paese», sfruttando pienamente i vantaggi derivanti dai «due sistemi».
Hong Kong conserva i propri specifici vantaggi, rappresentati dall’allineamento con le norme internazionali e dalla libera circolazione di capitali, persone, merci e informazioni. Parallelamente, può avvalersi dello sviluppo nazionale, della costruzione dell’area della Grande Baia Guangdong-Hong Kong-Macao (GBA) e dell’enorme mercato della Cina continentale per ottenere prospettive di crescita ancora più ampie. In una fase nella quale il mondo cerca opportunità per stabilire legami più stretti con il mercato, le catene industriali e le risorse per l’innovazione della Cina, è del tutto appropriato e tempestivo che Hong Kong, in quanto città cinese maggiormente internazionalizzata, si allinei attivamente alle strategie nazionali di sviluppo.
Occorre inoltre sottolineare che la responsabilità principale per il primo piano quinquennale di Hong Kong ricade sul capo dell’esecutivo e sul governo della RAS. Il piano viene guidato dal capo dell’esecutivo ed elaborato e attuato sotto la direzione del governo della Regione amministrativa speciale, mentre il governo centrale fornisce sostegno strategico e orientamento politico. Lungi dall’indebolire il principio secondo cui «Hong Kong è governata dalla sua popolazione» e l’elevato grado di autonomia della Regione, questo assetto permette al governo della RAS di adempiere con maggiori capacità di coordinamento alle proprie responsabilità per lo sviluppo di lungo periodo di Hong Kong.
Perché i cittadini di Hong Kong sono soddisfatti? Perché il piano affronta le sfide sociali più difficili
A Hong Kong non sono mai mancate la vitalità del mercato o la competitività internazionale. Ciò che ha realmente afflitto per molti anni la società locale sono contraddizioni profonde riguardanti l’edilizia abitativa, l’utilizzo dei terreni, la struttura industriale, lo sviluppo dei giovani e l’invecchiamento della popolazione. Questi problemi non possono essere risolti in modo frammentario attraverso alcune misure di breve periodo, né possono essere lasciati esclusivamente alla capacità del mercato di autoregolarsi.
Nel primo piano quinquennale di Hong Kong, la Metropoli del Nord occupa una posizione di rilievo e riceve il compito strategico di guidare lo sviluppo futuro della Regione. Nei prossimi cinque anni, la Metropoli del Nord aumenterà l’offerta di superfici destinate a usi residenziali ed economici, porterà avanti progetti quali il collegamento ferroviario occidentale Hong Kong-Shenzhen e la Linea settentrionale e promuoverà la costruzione di una città universitaria e di parchi per l’innovazione scientifica e tecnologica. Per i cittadini, ciò significa maggiori possibilità abitative, trasporti più agevoli e opportunità di lavoro più numerose e diversificate. Per le imprese e gli investitori, significa invece disponibilità di spazi per lo sviluppo industriale, piattaforme per attrarre e concentrare talenti e nuovi canali di collaborazione transfrontaliera.
La questione abitativa, in particolare, è strettamente legata alla dignità e al futuro di ogni famiglia. Nel primo piano quinquennale di Hong Kong, misure quali la regolamentazione degli alloggi pubblici leggeri, la riduzione dei tempi di attesa per le abitazioni pubbliche in affitto, l’aumento dello spazio abitativo pro capite e l’espansione dell’offerta di alloggi pubblici e privati esprimono complessivamente l’intenzione di risolvere le difficoltà sociali attraverso un incremento dell’offerta nel lungo periodo. Oltre al problema abitativo, nel piano sono state incluse questioni quali l’assistenza sanitaria di base, i servizi di medicina tradizionale cinese, il sostegno all’infanzia e l’assistenza agli anziani, dimostrando pienamente come lo sviluppo economico e il benessere sociale siano stati integrati in un unico quadro.
Perché gli investitori si sentono rassicurati? Perché i punti di forza tradizionali diventano certezze per lo sviluppo futuro
Gli investitori non attribuiscono importanza soltanto a una singola agevolazione fiscale o a un sussidio di breve periodo. Essi valutano soprattutto la stabilità del contesto istituzionale, la chiarezza degli indirizzi di sviluppo, la disponibilità di un bacino adeguato di talenti, il livello delle infrastrutture e dei servizi e l’esistenza di un ecosistema industriale già consolidato.
Il valore strategico del primo piano quinquennale di Hong Kong risiede nell’ampliamento degli spazi per lo sviluppo futuro. In qualità di centro internazionale della finanza, del commercio e del trasporto marittimo e aereo, Hong Kong ha costruito nel lungo periodo una solida competitività di fondo. Il piano continua a consolidare questi punti di forza e, allo stesso tempo, punta alla creazione di un centro internazionale per l’innovazione scientifica e tecnologica, concentrandosi sulle scienze della vita e le tecnologie sanitarie, l’intelligenza artificiale, la microelettronica, la manifattura avanzata, la finanza verde, il commercio di materie prime e i servizi ad alto valore aggiunto per le catene di approvvigionamento. Ciò significa che lo sviluppo futuro di Hong Kong non dipenderà più esclusivamente da un numero ristretto di settori tradizionali, ma potrà attingere continuamente a nuovi motori di crescita, conservando al tempo stesso i vantaggi già esistenti.
Particolarmente significativa è la configurazione territoriale fondata sul «doppio motore Nord-Sud». La Metropoli del Nord, la Zona di cooperazione per l’innovazione scientifica e tecnologica Shenzhen-Hong Kong di Hetao e la città universitaria si svilupperanno in sinergia con l’area della Grande Baia. I diversi progetti saranno collegati e profondamente integrati, così da servire l’intera filiera comprendente la formazione dei talenti, la ricerca scientifica e l’innovazione, la commercializzazione dei risultati della ricerca, l’applicazione industriale e la cooperazione internazionale.
Il principale punto di forza di Hong Kong rimane il suo carattere internazionale. In futuro, la Regione non continuerà soltanto a svolgere la funzione di «superconnettore», ma si trasformerà anche in un «super moltiplicatore di valore», collegando in maniera più efficiente e profonda i capitali, le norme e i talenti internazionali con le capacità manifatturiere dell’area della Grande Baia, le risorse tecnologiche della Cina continentale e il suo enorme mercato. Una Hong Kong di questo tipo non aiuterà soltanto le imprese della Cina continentale a espandersi sui mercati mondiali, ma consentirà anche alle imprese globali e ai capitali internazionali di accedere più agevolmente al mercato cinese.
Il piano definisce la direzione dello sviluppo, il mercato determina l’allocazione delle risorse e le imprese assumono autonomamente le proprie decisioni di investimento. Il governo della RAS, attraverso la gestione dei terreni, le infrastrutture, la regolamentazione, i servizi pubblici e il coordinamento transfrontaliero, riduce l’incertezza del mercato e crea maggiori certezze per gli investimenti.
Attuando scrupolosamente ogni fase, il progetto diventerà certamente realtà
Il valore del primo piano quinquennale di Hong Kong risiede nel fatto che esso non sostituisce le iniziative politiche annuali, ma stabilisce una chiara suddivisione dei compiti con il Discorso programmatico e il bilancio: il piano quinquennale definisce le direttrici di lungo periodo e gli obiettivi delle diverse fasi; il Discorso programmatico stabilisce gli interventi annuali; il bilancio garantisce le risorse necessarie; la vigilanza pubblica assicura l’attuazione.
Questo assetto non soltanto preserva la coerenza delle politiche nel medio e lungo periodo, ma mantiene anche la flessibilità necessaria per rispondere ai cambiamenti del contesto economico, garantendo in via fondamentale che il piano non si riduca mai a un semplice «progetto sulla carta appeso al muro».
Dalla consultazione pubblica all’integrazione dei contributi provenienti dalla società, dalla direzione governativa alla collaborazione con il Consiglio legislativo e dal progetto generale all’attuazione annuale, la capacità del piano di conquistare realmente la fiducia della popolazione e del mercato dipenderà, in ultima analisi, dalla trasformazione di ogni impegno in progressi verificabili, cambiamenti tangibili e risultati sostenibili.
Hong Kong dispone di una tradizione fondata sullo Stato di diritto, di un ambiente di mercato libero e aperto e di una rete internazionale. Soprattutto, gode del vantaggio peculiare di essere sostenuta dalla madrepatria e collegata con il resto del mondo. Il primo piano quinquennale aderisce ai principi di uno sviluppo «orientato dalla pianificazione, guidato dalle infrastrutture, trainato dall’industria e incentrato sulle persone», traducendo gli obiettivi di crescita in migliori condizioni abitative, aumento dell’occupazione, avanzamento industriale e fiducia negli investimenti. Il suo impatto andrà ben oltre gli interventi previsti per i prossimi cinque anni.
Il piano offrirà speranza alla popolazione, presenterà opportunità agli investitori e permetterà a Hong Kong di procedere con maggiore stabilità e più lontano nel suo nuovo percorso dalla stabilità alla prosperità. Il futuro della «Perla d’Oriente» appare davvero promettente.
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