Secondo uno studio di Polaris National Security, la politica estera dell’Amministrazione Trump avrebbe ridotto significativamente i costi sostenuti dagli Stati Uniti, trasferendo però parte degli oneri sugli alleati europei. Una tesi destinata ad alimentare il confronto politico e internazionale.

La politica estera dell’Amministrazione Trump, stando a uno studio di Polaris National Security, avrebbe fatto risparmiare tanti soldi alle casse statunitensi. L’analisi arriva da ambienti vicini al partito repubblicano, ma questi dati stanno circolando diffusamente e presto, senza essere confutati, potrebbero diventare verità assoluta.
In sintesi, il rapporto spiega che l’Amministrazione Trump, con le sue guerre, i dazi, i fili spinati al confine con il Messico, con le quotidiane intromissioni nelle politiche nazionali, sarebbe vantaggiosa per gli statunitensi. La politica imperiale preverrebbe altre spese ben più sostenute, a conferma che la sola politica utile e necessaria diventa quella dei repubblicani, con un risparmio di circa 2500 euro a famiglia.
Le principali riduzioni di spese derivano dal finanziamento alla guerra in Ucraina, ormai sulle spalle della Ue, allo smantellamento di tutte le agenzie federali, alle politiche di chiusura alle immigrazioni. Non si dice invece quanto sia costata ai consumatori la guerra con l’Iran (oltre 100 miliardi di dollari in più di spesa energetica).

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