L’Islanda dice no all’Unione Europea

Il voto islandese sulla ripresa del percorso di adesione all’Unione Europea rilancia il tema della sovranità nazionale e della tutela delle risorse economiche, mentre il risultato del referendum rappresenta un nuovo segnale delle difficoltà attraversate dal progetto di integrazione europea.

Formalmente mancava solo l’ingresso dell’Islanda nell’Unione Europea, ma quella formalità è stata negata dal voto popolare, che lancia un ulteriore segnale al Governo locale sulle scelte da operare a tutela dell’economia locale.

Non conosciamo bene la situazione islandese per addentrarci in giudizi che, nel migliore dei casi, cucirebbero sulla pelle di questo popolo un’immagine lontana dalla realtà. Il dato da prendere in esame è il no all’adesione all’Unione Europea, già fermata nel 2013 e oggi nuovamente bocciata.

Qualcuno aveva giocato le proprie carte sulle minacce di Trump verso la regione artica per invogliare gli islandesi all’adesione; questa scelta ha forse prodotto risultati opposti a quelli sperati, ossia il rilancio di una fiera autonomia tanto dagli Usa quanto dalla Ue.

A pesare sulla scelta finale, la difesa del modello economico islandese e, in particolare, il pieno controllo nazionale della pesca e dell’agricoltura. Fiera autonomia di un popolo che, nel 2008, aveva subito una crisi finanziaria devastante, con la successiva nazionalizzazione delle banche.

Un voto apparentemente insignificante, ma tuttavia utile in funzione di controllo, della Ue, di quell’area geografica, di controllo sui mari e anche di rilancio della offuscata immagine europea.

Non è la prima volta che un referendum respinge l’ingresso nella Ue: basterebbe ricordare la Brexit e l’uscita della Gran Bretagna, i referendum in Danimarca, Irlanda e Svezia.

All’indomani del voto in Islanda, la Ue si presenta ancora più debole e contraddittoria. E se la Ue, oggi impegnata nel folle riarmo, fosse invece una tigre di carta?

SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

Avatar di Sconosciuto

About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.