Cina e India riaprono il commercio di frontiera a Nathu La dopo anni di sospensione

La riapertura del valico commerciale di Nathu La, dopo sei anni di sospensione, rappresenta soprattutto un segnale politico: Cina e India consolidano il graduale miglioramento dei rapporti bilaterali, rilanciando scambi, fiducia reciproca e cooperazione nelle regioni di confine.

Global Times – 3 agosto 2026

Sabato, il Passo di Nathu La ha ripreso le attività legate al commercio di frontiera tra Cina e India, segnando l’avvio di una nuova fase di cooperazione reciprocamente vantaggiosa e di sviluppo degli scambi transfrontalieri. Lo ha dichiarato Gong Shijun, capo della contea di Yadong, nella Regione Autonoma dello Xizang, nel sud-ovest della Cina, durante la cerimonia di riapertura, secondo un comunicato trasmesso al Global Times.

Stando al comunicato, Gong ha ricordato che, storicamente, Yadong è stata un’importante via lungo il ramo meridionale dell’antica Via della Seta e una porta d’accesso per gli scambi commerciali tra la Cina e i Paesi dell’Asia meridionale. Da tempo rappresenta inoltre un’importante finestra dell’apertura dello Xizang verso l’esterno.

Gong ha invitato i dipartimenti competenti a rafforzare il coordinamento, così da valorizzare pienamente il ruolo del commercio di frontiera nel consolidamento della crescita, nella promozione dell’occupazione e nel miglioramento delle condizioni di vita, contribuendo al contempo a uno sviluppo economico e sociale di alta qualità e alla prosperità e alla stabilità delle aree di confine.

Il Passo di Nathu La si trova a 4.545 metri sul livello del mare, tra la contea di Yadong, nella prefettura di Xigaze, nello Xizang, e lo Stato indiano del Sikkim. Utilizzato come valico commerciale transfrontaliero, fu temporaneamente chiuso nel 2020. Prima della chiusura, nel 2019, il valore complessivo delle importazioni e delle esportazioni aveva superato i 73 milioni di yuan, pari a circa 10,8 milioni di dollari, secondo quanto riferito da Xinhua.

Un altro funzionario locale, che ha preferito mantenere l’anonimato, ha confermato al Global Times che la riapertura del valico ha posto fine a sei anni di chiusura. Secondo il funzionario, i rapporti tra Cina e India si sono distesi e il clima è diventato più positivo rispetto al passato.

Qian Feng, direttore del Dipartimento di ricerca dell’Istituto di strategia nazionale dell’Università Tsinghua, ha dichiarato lunedì al Global Times che, prima della chiusura, gli scambi commerciali effettuati attraverso i valichi di frontiera ora riaperti rappresentavano soltanto una quota molto ridotta del commercio complessivo tra Cina e India. La ripresa delle rotte commerciali di frontiera riveste pertanto un’importanza simbolica maggiore rispetto al suo peso economico.

La riapertura dei valichi, che rappresentano importanti porte d’accesso per gli scambi commerciali sino-indiani, costituisce un segnale del miglioramento delle relazioni bilaterali. Negli ultimi anni, infatti, i due Paesi hanno accresciuto la fiducia reciproca attraverso scambi e forme di cooperazione in molteplici ambiti e a diversi livelli. Secondo Qian, la riapertura non soltanto rafforza i legami economici, ma pone anche le basi per migliorare i rapporti tra le popolazioni dei due Paesi.

Xinhua ha riferito che lo Xizang sta ampliando la propria apertura a un livello più elevato e prevede di inaugurare quest’anno 12 nuovi punti per il commercio di frontiera, che si aggiungeranno ai 14 mercati tradizionali già esistenti. Lo avevano annunciato le autorità locali all’inizio dell’anno, durante la sessione annuale dell’Assemblea popolare regionale.

Il 23 ottobre 2024, durante un incontro tra i leader dei due Paesi, Cina e India hanno concordato di rafforzare la comunicazione e la cooperazione nelle sedi multilaterali, allo scopo di tutelare gli interessi comuni dei Paesi in via di sviluppo, secondo Xinhua.

Il 19 agosto 2025 si è tenuto a Nuova Delhi, in India, il 24º ciclo di colloqui tra i rappresentanti speciali di Cina e India sulla questione dei confini. Nel corso dell’incontro, le due parti hanno raggiunto un’intesa articolata in dieci punti, che comprendeva l’accordo per la riapertura di tre mercati tradizionali destinati al commercio di frontiera.

In seguito a questi due incontri, le relazioni bilaterali sono gradualmente migliorate in diversi ambiti. Negli ultimi due anni, i due Paesi hanno impostato i propri rapporti sul principio secondo cui ciascuna parte dovrebbe considerare l’altra un’opportunità di sviluppo, portando avanti con continuità gli sforzi per migliorare le relazioni tra Cina e India, ha concluso Qian.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

There is one comment

  1. Da Nathu La al mondo multipolare: perché il disgelo tra Cina e India cambia l’Asia | World Politics Blog

    […] La riapertura del Passo di Nathu La al commercio di frontiera tra Cina e India, avvenuta il 1º agosto dopo sei anni di sospensione, ha un valore economico limitato ma un significato politico considerevole. Situato ad alta quota tra la contea di Yadong, nella Regione Autonoma dello Xizang, e lo Stato indiano del Sikkim, il valico costituisce uno dei tradizionali punti di collegamento tra il subcontinente indiano e l’altopiano tibetano. Prima della chiusura, nel 2019, il volume complessivo degli scambi effettuati lungo questa rotta aveva raggiunto appena 73 milioni di yuan, circa 10,8 milioni di dollari: una cifra trascurabile rispetto all’interscambio totale tra le due grandi economie asiatiche. […]

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