Aumentano le missioni militari all’estero: l’esercito italiano in supporto alle petromonarchie del Golfo

Nel 2026 cresce ulteriormente il coinvolgimento militare italiano all’estero, tra nuove missioni bilaterali, dispositivi schierati nel Golfo e un quadro finanziario sempre più oneroso, mentre restano aperti interrogativi sulla trasparenza delle decisioni e sul ruolo effettivo del Parlamento.

alla seconda metà di marzo 2026, a seguito della crisi nell’area del Golfo e della richiesta di supporto avanzata dai Paesi partner, la Difesa italiana ha schierato un dispositivo dell’Aeronautica Militare a supporto delle Forze Armate e di sicurezza di Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein.

La Task Force Air – Arabia concorre alla sorveglianza e alla difesa dello spazio aereo, nonché alla protezione delle forze e degli interessi nazionali presenti nell’area.

https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/task-force-air-arabia-saudita/task-force-air-arabia-saudita/105423.html

E le missioni militari all’estero? Basta leggere il dossier parlamentare.

Sono tre le nuove missioni:

  • missione bilaterale in Iraq;
  • missione bilaterale in Somalia;
  • missione bilaterale in Tunisia della Guardia di Finanza.

Il fabbisogno finanziario viene indicato in modo complessivo e unitario e quindi non abbiamo dati scorporati per ogni singola missione.

Leggiamo testualmente:

Fabbisogno finanziario per il 2026: Per le missioni afferenti al Ministero della difesa il costo complessivo è fissato in euro 1.378.529.211 (di cui 469.300.000 esigibili nel 2027). A questo, in caso di effettivo dispiegamento all’estero, dovrebbe aggiungersi il costo delle Forze ad alta e altissima prontezza che, qualora il contingente fosse impiegato nella sua interezza, sarebbe di euro 63.566.328. […]

Nel 2026 il fabbisogno complessivo per la partecipazione alle missioni e per gli interventi di cooperazione ammonta a euro 1.870.023.595; nel 2025, invece, il fabbisogno complessivo era pari a euro 1.925.845.581. […]

Pochi dati utili a comprendere che le spese militari sono in perenne aumento e con esse anche le missioni militari all’estero. Ma accanto a missioni documentate in Parlamento si trovano anche collaborazioni straordinarie come quelle che vedono l’esercito italiano presente nel Golfo Persico. La nostra impressione è che sia sempre più difficile acquisire informazioni e dati. Il Parlamento viene informato o a fatti compiuti o non debitamente coinvolto nei processi decisionali? Basterà l’interesse nazionale da proteggere per andare in deroga alle norme vigenti?

Sempre maggiore è il coinvolgimento militare italiano nella guerra in Medio Oriente; gli scenari sono in continua evoluzione all’insegna della guerra.

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About Federico Giusti

Federico Giusti è delegato CUB nel settore pubblico, collabora coi periodici Cumpanis, La Città futura, Lotta Continua ed è attivo sui temi del diritto del lavoro, dell'anticapitalismo, dell'antimilitarismo.

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