Aprendo la 33ª Conferenza diplomatica nazionale, Tô Lâm ha delineato le principali direttrici della politica estera vietnamita per la nuova fase di sviluppo, ponendo l’accento su ricerca strategica, diplomazia economica, integrazione multilaterale e formazione dei quadri diplomatici.

HÀ NỘI — Il segretario generale del Partito e presidente della Repubblica Tô Lâm ha delineato sei priorità fondamentali per il futuro sviluppo del settore diplomatico durante la cerimonia inaugurale della 33ª Conferenza diplomatica, svoltasi sabato mattina a Hà Nội.
La conferenza, che ha per tema «Promuovere il ruolo d’avanguardia e assolvere al compito cruciale e permanente degli affari esteri del Việt Nam nella nuova era», proseguirà fino al 7 agosto. Nel corso dei lavori, i dirigenti del settore diplomatico e del sistema politico si confronteranno sulle principali questioni di politica estera.
Intervenendo alla sessione, Tô Lâm ha sottolineato che la conferenza si svolge in un momento particolarmente significativo, mentre il Việt Nam entra in una nuova fase del proprio sviluppo.
«Dopo oltre ottant’anni di costruzione nazionale e quarant’anni di rinnovamento, per la prima volta la Risoluzione del XIV Congresso del Partito ha individuato la diplomazia come un compito cruciale e permanente del Paese», ha affermato.
Nonostante i rapidi e complessi cambiamenti verificatisi nel mondo dalla 32ª Conferenza diplomatica, tenutasi nel 2023, che hanno superato le previsioni convenzionali, l’attività estera e l’integrazione internazionale del Việt Nam sono state portate avanti con efficacia e hanno conseguito numerosi risultati importanti, ha aggiunto.
Il Việt Nam ha instaurato Partenariati Strategici Globali con nove Paesi, Partenariati Strategici con undici e Partenariati Globali con cinque. Le relazioni con i Paesi confinanti, le grandi potenze, gli Stati membri dell’ASEAN e importanti partner e amici tradizionali continuano a rafforzarsi, mentre i diversi canali diplomatici operano in maniera sempre più strettamente coordinata.
Anche la diplomazia multilaterale ha prodotto risultati significativi, tra cui l’organizzazione con successo dell’ASEAN Future Forum, del Vertice P4G e della cerimonia di firma della Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica. Il Paese è stato inoltre rieletto al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite per il mandato 2026-2028, ottenendo il maggior numero di voti nel gruppo Asia-Pacifico.
La diplomazia economica è divenuta sempre più strettamente collegata alle esigenze dello sviluppo, ha aggiunto il segretario generale del Partito e presidente della Repubblica. Il Việt Nam ha sottoscritto 17 accordi di libero scambio con oltre 60 Paesi e territori, mentre nel 2025 il valore complessivo delle importazioni e delle esportazioni ha raggiunto circa 930 miliardi di dollari, collocando il Paese tra le prime venti economie mondiali per volume degli scambi commerciali.
Il massimo dirigente vietnamita ha tuttavia richiamato l’attenzione anche sulle difficoltà e sui limiti che il settore deve ancora affrontare.
«Occorre riconoscere che il problema non è la mancanza di politiche, ma principalmente la carenza di un’attuazione concreta e delle azioni necessarie a tradurle in realtà», ha affermato.
In alcuni momenti, le attività di ricerca e previsione non sono riuscite a tenere il passo con l’effettiva evoluzione della situazione. Alcuni rapporti sugli sviluppi internazionali si sono limitati alla descrizione degli eventi, senza indicarne chiaramente l’impatto sul Việt Nam né proporre soluzioni adeguate, ha osservato.
In alcuni settori, inoltre, le buone relazioni politiche non si sono tradotte in misura proporzionale in tecnologie, progetti, mercati e benefici per i cittadini e le imprese, mentre si è continuato a privilegiare il numero degli incontri e dei documenti sottoscritti rispetto ai risultati effettivamente conseguiti.
«Non possiamo limitarci a stare seduti a guardare. Non possiamo limitarci ad affrontare le situazioni dopo che si sono già verificate. Quanto più complessa diventa la situazione, tanto più dobbiamo mantenere la calma, essere proattivi e non arretrare assolutamente», ha dichiarato Tô Lâm.
«È giunto il momento che le relazioni estere svolgano un ruolo d’avanguardia, anticipino gli sviluppi e intervengano tempestivamente per proteggere la Patria fin dalle prime fasi, aprendo nuovi collegamenti e mobilitando risorse per lo sviluppo nazionale».
Sei priorità diplomatiche
Il massimo dirigente ha invitato il settore diplomatico a concentrare l’attenzione su sei compiti fondamentali nella prossima fase di sviluppo.
In primo luogo, occorre continuare a migliorare i metodi e la qualità della ricerca internazionale e delle attività di previsione, affinché i dirigenti del Partito e dello Stato possano essere tempestivamente informati sulle tendenze globali più urgenti, sui rischi legati ai dati e sulle situazioni strategiche impreviste.
La ricerca deve concentrarsi sulle questioni che incidono direttamente e nel lungo periodo sulla sicurezza e sullo sviluppo del Việt Nam, nonché sugli adeguamenti strategici delle grandi potenze, ampliando l’attenzione dalle questioni puramente economiche e tecnologiche ai settori maggiormente soggetti a instabilità, quali commercio, finanza, energia e risorse idriche, oltre che ai nuovi ambiti dello sviluppo, come l’intelligenza artificiale, i semiconduttori, l’economia digitale, i trasferimenti «verdi», la cybersicurezza e la sicurezza dei dati.
In secondo luogo, il settore deve approfondire le relazioni estere e accrescerne l’efficacia, trasformando i partenariati già instaurati o elevati di livello in programmi d’azione e progetti capaci di produrre risultati misurabili.
Dopo ogni visita di alto livello dovrà essere predisposto un piano di attuazione che definisca chiaramente l’organismo responsabile, le relative responsabilità, i tempi di completamento, le modalità di monitoraggio e i risultati attesi. La salvaguardia della fiducia dei partner, della sincerità nei rapporti e degli interessi di lungo periodo dovrà costituire una priorità del settore, mentre ogni divergenza dovrà essere gestita adeguatamente per impedirne ripercussioni negative sull’insieme della relazione.
In terzo luogo, le relazioni estere devono contribuire direttamente al conseguimento degli obiettivi di sviluppo economico fissati per il 2030 e il 2045, aiutando ad accrescere la produttività, la competitività e l’autonomia dell’economia.
Per «diplomazia economica» si intende seguire attentamente i progetti fino al conseguimento dei risultati, destinando prioritariamente le risorse alla scienza e alla tecnologia, all’innovazione, alla trasformazione digitale, allo sviluppo dell’economia privata e al miglioramento della qualità degli investimenti esteri.
Ciò comprende l’attrazione selettiva di progetti ad alta tecnologia nei settori dei semiconduttori, dell’intelligenza artificiale, dell’energia pulita, delle biotecnologie e dell’agricoltura moderna, collegando gli investimenti al trasferimento di tecnologia e alla formazione delle risorse umane e garantendo la partecipazione delle imprese vietnamite alle catene globali di approvvigionamento.
In quarto luogo, la diplomazia multilaterale deve essere ulteriormente elevata di livello, parallelamente a un’integrazione internazionale più efficace. Il ruolo del Việt Nam nelle Nazioni Unite, nell’ASEAN, nell’APEC e nei meccanismi di cooperazione della subregione del Mekong deve continuare a essere valorizzato.
In quinto luogo, il settore deve rinnovare i meccanismi di coordinamento, ispezione e attuazione dei compiti, concentrandosi sulla rimozione delle «strozzature» che rallentano il processo.
Il Comitato direttivo centrale per gli Affari esteri e l’Integrazione internazionale deve svolgere un ruolo guida nell’orientamento strategico e nel coordinamento unitario, affrontando le principali questioni intersettoriali che eccedono le competenze di un singolo organismo. Il Ministero degli Affari Esteri, in qualità di organismo permanente, deve fornire consulenza, monitorare l’attuazione e coordinarsi con il Comitato per individuare eventuali ritardi e proporre soluzioni.
Infine, particolare attenzione deve essere dedicata alla costruzione di un corpo di funzionari impegnati negli affari esteri dotato delle qualità e delle capacità necessarie per rispondere alle esigenze della nuova era. La selezione e la formazione di questi quadri devono essere pianificate attentamente, mentre la valutazione dovrà assumere come criterio fondamentale i risultati concreti del loro lavoro.
Concludendo il proprio intervento, il segretario generale del Partito e presidente della Repubblica Tô Lâm ha espresso la convinzione che, facendo leva sulla tradizione rivoluzionaria della diplomazia vietnamita e sull’intelligenza, il coraggio e il senso di responsabilità del corpo diplomatico e delle forze impegnate negli affari esteri, il settore saprà mantenersi unito e portare a compimento tutti i compiti assegnati, contribuendo al mantenimento della pace, alla difesa della Patria e allo sviluppo sostenibile del Paese.
Ha chiesto che le conclusioni raggiunte nel corso della conferenza siano immediatamente tradotte in piani d’azione, assegnando ogni compito alle persone appropriate, stabilendo scadenze precise e garantendo un monitoraggio regolare.
«I compiti che possono essere svolti immediatamente devono essere avviati subito; le questioni ancora irrisolte devono essere segnalate e quelle che eccedono le competenze assegnate devono essere sottoposte alle autorità competenti insieme alle relative proposte di soluzione», ha affermato.
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