Il presidente iraniano Masoud Pezheshkian afferma che il confronto con gli Stati Uniti ha assunto le caratteristiche di una guerra a tutto campo, nella quale la tenuta economica, il potere d’acquisto e la vita quotidiana della popolazione rappresentano il fronte decisivo.

Teheran, IRNA – Il presidente Masʿūd Pezeškiyān ha dichiarato che l’Iran è coinvolto in una «guerra a tutto campo» con gli Stati Uniti e che l’economia e le condizioni di vita della popolazione ne costituiscono il fronte più importante.
Intervenendo a una riunione del Consiglio supremo della magistratura, Pezeškiyān ha affermato che l’Iran è impegnato in una guerra totale che va ben oltre gli attacchi missilistici.
Secondo il presidente, i nemici del Paese hanno compreso che gli attacchi militari, da soli, non sono sufficienti a costringere l’Iran alla resa e stanno quindi concentrando la propria offensiva sull’economia e sulla vita quotidiana della popolazione.
Pezeškiyān ha avvertito che, qualora la pressione economica alimentasse il malcontento popolare, potrebbe indebolirsi il sostegno sociale che il suo governo è riuscito a costruire tra gli iraniani.
Ha quindi invocato unità, decisioni condivise e coordinamento tra tutti i poteri dello Stato per gestire la crisi, insistendo sul fatto che le scelte adottate devono essere sostenute dall’intero sistema di governo, così da evitare di indebolire sia l’esecutivo sia l’assetto istituzionale della Repubblica Islamica.
Il presidente ha affermato che la giustizia rimane il pilastro fondamentale di qualsiasi sistema di governo, sottolineando che il rispetto della legge e la tutela dei diritti della popolazione sono indispensabili per la stabilità e la continuità delle istituzioni.
Ha aggiunto che affrontare la povertà, la disoccupazione e le difficoltà economiche delle famiglie costituisce un dovere religioso e istituzionale, e che i responsabili pubblici non possono restare indifferenti di fronte alle sofferenze dei cittadini comuni.
Pezeškiyān ha riconosciuto l’aumento dei prezzi, precisando tuttavia che esso deriva dalle condizioni economiche e dalle restrizioni imposte dall’esterno, e non dalla negligenza del governo. Ha inoltre ricordato che l’esecutivo è riuscito a evitare carenze di beni essenziali, nonostante la guerra sia coincisa con il Nowruz e con il mese sacro di Ramadan.
Il presidente ha dichiarato che, nel corso dei recenti negoziati, l’Iran ha difeso i propri interessi nazionali senza rinunciare ai propri principi e valori. Ha osservato che nessuno dei quattordici punti contenuti nel memorandum d’intesa con gli Stati Uniti prevedeva concessioni dannose per l’Iran e che le disposizioni dell’accordo risultavano in larga misura favorevoli alla Repubblica Islamica.
In un altro passaggio del suo intervento, Pezeškiyān ha affermato che l’Iran resta determinato a difendere i propri interessi nazionali, nonostante i costi che ciò comporta. Citando un versetto coranico sulle prove della paura, della fame e delle privazioni, ha ricordato che le difficoltà fanno parte di una prova divina nella quale la pazienza viene ricompensata.
Ha aggiunto che il Paese deve essere pronto ad accettare le conseguenze delle proprie scelte, osservando che le condizioni di guerra hanno reso più complesso, rispetto al passato, il coordinamento tra le diverse strutture dello Stato.
Richiamando alcune dichiarazioni del capo della magistratura Ġolām-Ḥoseyn Moḥsenī-Ežeʾī, Pezeškiyān ha affermato che la situazione attuale richiede dirigenti capaci di assumere decisioni tempestive, senza il timore di essere successivamente sanzionati per essersi discostati dalle ordinarie procedure amministrative.
Ha inoltre sottolineato che il sistema di governo iraniano necessita di un’autorità ultima cui spetti la decisione definitiva, precisando che tale ruolo appartiene alla Guida della Rivoluzione Islamica.
Pezeškiyān ha elogiato il livello di coordinamento raggiunto tra i tre poteri dello Stato iraniano, definendolo senza precedenti, e ha ringraziato Moḥsenī-Ežeʾī e il presidente dell’Assemblea Consultiva Islamica, Moḥammad Bāqer Qālibāf, per la collaborazione offerta al governo.
Ha inoltre affermato che il suo esecutivo non ha mai operato secondo logiche di fazione o di partito, aggiungendo che Qālibāf e il sindaco di Teheran, ʿAlī-Reżā Zākānī, entrambi suoi avversari alle elezioni presidenziali, hanno sostenuto l’azione dell’amministrazione dopo il voto.
Pezeškiyān ha dichiarato che la correzione delle disuguaglianze strutturali in settori quali l’elettricità, l’acqua, il gas e i sistemi retributivi del settore pubblico resta una priorità del governo. Ha tuttavia riconosciuto che una riforma complessiva richiederà tempo, alla luce delle continue pressioni esterne e dell’aggressione condotta dagli Stati Uniti e dal regime israeliano.
Il presidente ha concluso ringraziando i funzionari della magistratura per il lavoro svolto e ha definito l’amministrazione della giustizia una delle responsabilità più gravose all’interno del sistema istituzionale della Repubblica Islamica.
SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM
Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.