Francesco Cosimato: “Qual è il futuro degli Stati Uniti nella NATO?”

Nel suo intervento alla Conferenza Internazionale sulla Sicurezza Globale e la NATO di Istanbul, il Generale Francesco Cosimato ha posto l’accento sulle incertezze strategiche dell’Alleanza Atlantica, interrogandosi sul futuro dell’impegno statunitense, sulle capacità europee e sulla sostenibilità economica dei nuovi obiettivi militari.

Buongiorno.

Prossimamente si svolgerà ad Ankara il vertice della NATO, in un momento di instabilità mondiale e in una fase in cui il quadro delle operazioni di peacekeeping, concepito per reagire alle crisi, sembra appartenere al passato. Sembra cioè non essere più applicabile alle instabilità attuali. Questo implica che i Paesi occidentali non dispongano di strumenti adeguati per reagire alle crisi.

A ciò si aggiunge un dubbio sulla posizione degli Stati Uniti d’America. La pubblicazione della Strategia di Sicurezza Nazionale dello scorso novembre e il concetto di “America First” pongono un numero rilevante di interrogativi sull’impegno degli Stati Uniti nella NATO. Qual è dunque il futuro degli Stati Uniti nella NATO? Non si tratta soltanto di una discussione interna tra gli organismi competenti che dovranno sviluppare le numerose dichiarazioni formulate dal Presidente degli Stati Uniti. Si tratta anche di una questione che dobbiamo analizzare: l’impegno delle forze statunitensi e della politica statunitense continuerà oppure no a sostenere la NATO?

In questa prospettiva, se davvero sapremo con chiarezza che l’impegno degli Stati Uniti sta diminuendo, chi, all’interno dell’Unione Europea, assumerà la responsabilità degli Stati Uniti? Non è una domanda semplice.

Parliamo infatti sia di assetti strategici sia di forze operative. Come sapete bene, gli assetti strategici comprendono i satelliti per le comunicazioni, i satelliti da ricognizione e il trasporto aereo strategico. Finora questi assetti sono stati forniti dagli Stati Uniti; dunque, chi fornirà eventualmente tali capacità alla NATO senza il sostegno statunitense? Parliamo di un lungo processo di ricerca e sviluppo, necessario per mettere in campo costellazioni di satelliti, in un momento particolare in cui soggetti privati possiedono questo tipo di costellazioni mentre gli Stati non ne dispongono.

Un’altra questione importante, che dovrà essere affrontata e approfondita al vertice di Ankara, riguarda la politica di finanziamento pari al 5% annuo del PIL. Questa politica è realmente praticabile per i Paesi dell’Europa occidentale?

La recente destituzione ai vertici del Ministero della Difesa del Regno Unito solleva alcuni dubbi al riguardo. È vero che il Regno Unito non appartiene all’Unione Europea, ma è altrettanto chiaro che esso rientra nel concetto di difesa dell’Europa. Anche in altri Paesi vi sono dubbi, problemi e difficoltà legati al fatto che, nel momento in cui devono essere stanziate risorse per adempiere a questo impegno, il livello dei prezzi dell’energia aumenta oppure oscilla continuamente, creando problemi alle economie dei Paesi dell’Europa occidentale.

Pertanto, il comunicato finale del vertice di Ankara non dovrà limitarsi a indicare chi sia il nemico e quale sia il livello generico di impegno di ciascun Paese, ma dovrà rispondere alle domande che ho riassunto finora.

Vi auguro dunque buon lavoro per la vostra conferenza.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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