La Cina non si USA (e neanche Modena) – con Parenti, Vernole e De Maio

Il dialogo sul libro di Fabio Massimo Parenti, con Stefano Vernole e la moderazione di Fabio De Maio, offre una lettura critica della Cina contemporanea, oltre propaganda, semplificazioni e pregiudizi occidentali o acritici, tra storia, mercato, geopolitica e stabilità interna.

Difficile parlare di Cina. O almeno, facile farlo in modo approssimativo, nel bene e nel male.

Di analisi sulla Cina eccessivamente critiche ci ha ben abituato la presenza fitta e pingue nella stampa “mainstream” di penne particolarmente affilate (e altrettanto ignoranti), con una precisa agenda politica. Di analisi poco profonde, a tratti infantili e speranzose, di una Cina scevra da difetti e criticità ci hanno abituato invece in parte certe branche “antisistema“.

Se c’è una cosa che accomuna l’opera di Fabio Massimo Parenti alle analisi internazionali del CeSEM, rappresentato per l’occasione dal vicepresidente Stefano Vernole, è proprio la capacità di dare strumenti di analisi critica, per formare coscienze critiche. Attraverso un’analisi che ha toccato dalla dimensione confuciana a quella di mercato, da quella geopolitica a quella etnica, il dialogo moderato da Fabio De Maio (Logos e Civiltà) ha contribuito a decostruire, a un pubblico numeroso e partecipativo, una serie di preconcetti.

Il libro nasce dopo alcune riflessioni dall’anno scorso, dopo che la Cina decide di non accettare più i diktat statunitensi, reagendo autonomamente contro l’imposizione dei dazi. Parenti ha così l’ispirazione, radicata anche nel suo interesse della storia cinese, di una Cina che non si fa più usare. Per l’appunto, non si USA.

Non si usa perché si è già fatta usare, anche troppo.

Il secolo di umiliazione, in cui le potenze occidentali e vicine ne hanno fatto il bello e cattivo tempo, ha lasciato un principio radicato. Invece di diventare bieco revanchismo, cosa che sarebbe potuta tranquillamente essere, la classe dirigente cinese l’ha saputo trasformare in un esempio pratico di cosa non fare. Per la Cina il punto focale è il mantenimento della stabilità.

LEGGI IL RESOCONTO DELL’EVENTO A CURA DI GIOVANNI AMICARELLA

SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

Avatar di Sconosciuto

About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.