La Cina (prevalentemente) socialista

Antologia militante e teoricamente fondata, il volume interpreta la Cina contemporanea come formazione prevalentemente socialista, analizzando proprietà pubblica, pianificazione, ruolo del PCC, pensiero di Xi Jinping, sviluppo tecnoscientifico e funzione antimperialista nella costruzione di un ordine multipolare globale. Libro scaricabile gratuitamente.

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  1. SULLA CINA (INTERAMENTE) CAPITALISTA | Sebastiano Isaia

    […] Scrivono gli autori dello scritto citato da Formenti: «Molti economisti occidentali non informano i loro lettori sul fenomeno indiscutibile per cui in Cina, da molti decenni e senza soluzione di continuità, vige la proprietà statale [nella produzione agricola, in quella industriale, nel commercio, nei servizi]. Le preziose terre rare vengono estratte e raffinate sul suolo cinese solo da parte di grandi imprese pubbliche, sotto lo stretto controllo dell’apparato statale; un ragionamento analogo va effettuato anche per le risorse di idrocarburi del gigantesco paese asiatico, quasi tutte in mano a potenti aziende di matrice statale. Anche all’interno del centrale e strategico settore finanziario, la Cina è contraddistinta, senza soluzione di continuità, dall’egemonia quasi totale delle banche statali, le Big Four, e cioè Industrial and Commercial Bank of China, Agricultural Bank of China, China Construction Bank e Bank of China. [Vi è poi] il continuo controllo statale del tasso di cambio della moneta nazionale con le altre valute. In Cina le infrastrutture rimangono di proprietà pubblica. La China State Railway Group Co. Ltd. è infatti una impresa integralmente statale sottoposta alla gestione del governo centrale, e proprio sotto questa direzione pubblica la rete ferroviaria cinese ha raggiunto nel 2025 i 165.000 chilometri complessivi, di cui oltre 50.000 di linee ad alta velocità: la più grande rete ferroviaria veloce del pianeta». Ma signori, questo è capitalismo di Stato! Non prevalentemente, ma esclusivamente capitalismo di Stato. Bisogna portare prove più credibili a favore del “socialismo” cinese! Stiamo pur sempre parlando del Paese che probabilmente estrae dal lavoro vivo la più grande massa di plusvalore. Certo, si tratta di plusvalore socialista… […]

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  2. Le priorità della transizione e le contraddizioni del socialismo cinese | World Politics Blog

    […] Nel volume collettivo La Cina (prevalentemente) socialista, che il sottoscritto ha redatto insieme a Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli, abbiamo sostenuto che la natura della formazione cinese non possa essere dedotta dalla sola presenza di merci, salario, profitto e capitale privato.[7] Il criterio discriminante riguarda la relazione fra proprietà, potere politico e accumulazione. Bisogna stabilire chi possieda le principali condizioni della produzione, chi controlli il credito, chi determini gli investimenti strategici e quale forza sociale riesca a subordinare le altre ai propri obiettivi. […]

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