A Hangzhou, la sesta attività formativa BRLC sull’e-commerce transfrontaliero si è conclusa con l’intervento di Alberto Antinucci, che ha indicato nell’intelligenza artificiale, negli ecosistemi digitali e nella cooperazione internazionale le chiavi della nuova Via della Seta digitale.

La sesta edizione della “BRLC Cross-Border E-Commerce Training Activity”, organizzata dal Comitato per la Belt and Road Local Cooperation dell’area Asia-Pacifico di Città e Governi Locali Uniti, si è svolta a Hangzhou dal 18 al 22 maggio con il tema “Via della Seta intelligente, benefici per tutti”. L’iniziativa ha riunito quasi quaranta partecipanti provenienti da diversi Paesi, tra rappresentanti di città membri della BRLC, organizzazioni internazionali, professionisti e studenti internazionali impegnati in attività imprenditoriali. Il programma ha posto al centro il ruolo dell’intelligenza artificiale nel commercio elettronico transfrontaliero, la forza dell’ecosistema digitale di Hangzhou e le applicazioni concrete delle nuove tecnologie nei processi commerciali, logistici e comunicativi.
La città di Hangzhou, già riconosciuta come uno dei principali poli della trasformazione digitale cinese, rappresenta un laboratorio avanzato nel quale piattaforme, logistica, pagamenti digitali, università, imprese, amministrazione pubblica e fornitori tecnologici operano all’interno di un ecosistema coordinato. Proprio questo nesso tra innovazione tecnologica, capacità di esecuzione e cooperazione multilaterale è stato al centro del discorso pronunciato alla cerimonia di chiusura da Alberto Antinucci, esperto di strategia d’impresa in Cina, intelligenza artificiale applicata e trasformazione digitale, con oltre trent’anni di esperienza operativa tra la Cina continentale e Hong Kong.
Nel suo intervento conclusivo, Antinucci ha trasformato il bilancio di alcuni giorni di formazione in una riflessione più ampia sul passaggio storico in corso. L’intelligenza artificiale, ha sottolineato, non è più soltanto un tema per ingegneri, ricercatori o grandi gruppi tecnologici, ma sta entrando nella vita quotidiana delle imprese, cambiando il modo in cui vengono scelti i prodotti, creati i contenuti, interpretati i bisogni dei clienti e ottimizzate le campagne commerciali.
Di seguito il discorso integrale:
Autorità locali, rappresentanti del Comitato per la Belt and Road Local Cooperation, organizzatori, partner istituzionali, docenti, interpreti, colleghi e amici provenienti da Russia, Georgia, Uzbekistan, Nigeria, Marocco, Mongolia, Regno Unito, Francia, Italia e Cina: è per me un grande onore prendere la parola al termine di questo programma di formazione a Hangzhou.
Desidero anzitutto esprimere la mia sincera gratitudine alle autorità locali di Hangzhou per la calorosa accoglienza, l’attenta organizzazione e la generosa ospitalità. Hangzhou ci ha accolti non soltanto come visitatori, ma come partner di una conversazione condivisa sul futuro del business, della tecnologia e della cooperazione internazionale.
Un ringraziamento va inoltre agli organizzatori del BRLC Cross-Border E-Commerce Training Workshop, ai partner accademici e istituzionali, ai docenti, agli interpreti e a tutte le squadre che hanno lavorato dietro le quinte. Un programma di questo livello richiede visione, disciplina, coordinamento e cura. In questi giorni abbiamo potuto constatare la presenza di tutti questi elementi.
In questi giorni non abbiamo semplicemente seguito un corso sull’intelligenza artificiale. Siamo entrati in un ecosistema. Abbiamo discusso di IA, commercio elettronico transfrontaliero, piattaforme digitali, selezione dei prodotti, gestione dei clienti, agenti intelligenti, generazione di contenuti, traffico privato, Robotic Process Automation e nuovi modelli di crescita aziendale. Tuttavia, il valore reale di queste giornate non è soltanto tecnico. È soprattutto strategico.
Abbiamo visto come l’intelligenza artificiale stia passando dalla teoria all’esecuzione. L’IA non è più soltanto una materia per ingegneri, ricercatori o grandi aziende tecnologiche. Sta entrando nella vita quotidiana delle imprese. Sta cambiando il modo in cui vengono selezionati i prodotti, creati i contenuti, compresi i clienti, ottimizzate le campagne e costruita la competizione oltre i confini nazionali.
Questo passaggio è particolarmente importante per le piccole e medie imprese. In passato, l’espansione internazionale richiedeva grandi squadre, grandi budget, forti competenze linguistiche e lunghi cicli di preparazione. Oggi, con gli strumenti di IA adeguati, anche un’impresa di dimensioni ridotte può accedere a capacità che un tempo erano riservate alle grandi multinazionali. Un piccolo gruppo di lavoro può analizzare le tendenze di mercato, localizzare i contenuti, tradurre i bisogni dei clienti, produrre materiali visivi, gestire il servizio clienti, testare prodotti e automatizzare attività ripetitive.
Questo non significa che la competizione diventi più facile. Significa che diventa più rapida, più intelligente e più esigente.
È proprio per questa ragione che Hangzhou rappresenta un luogo così importante per questa discussione. Hangzhou non è soltanto una città di bellezza e di storia. È uno dei luoghi in cui l’economia digitale cinese è diventata visibile al mondo. Qui piattaforme, logistica, pagamenti, commercianti, università, sostegno pubblico e fornitori tecnologici si sono sviluppati insieme. Ciò che abbiamo osservato in questi giorni non è una singola tecnologia. È un sistema di esecuzione.
Da questa esperienza nasce anche una riflessione personale. Quando arrivai in Cina per la prima volta, nel 1988, il Paese stava cercando di comprendere come produrre. Poi ha imparato a crescere su larga scala. Successivamente ha imparato a connettere tutto attraverso le piattaforme. Oggi sta imparando qualcosa di diverso: sta imparando a pensare in termini di sistemi.
Questo non significa che la competizione diventi più facile. Significa che diventa più rapida, più intelligente e più esigente.
Questa è forse la lezione più importante che portiamo con noi da questa settimana. La Cina non può essere compresa soltanto attraverso singole imprese, singole tecnologie o casi di studio isolati. La Cina deve essere compresa attraverso i suoi ecosistemi.
La piattaforma connette il commerciante. Il commerciante connette il consumatore. I dati connettono la decisione. La decisione connette produzione, logistica, contenuti, pagamento e servizio. È per questo che la trasformazione, qui, spesso procede con una rapidità sorprendente. La questione decisiva non è soltanto l’invenzione. È il coordinamento.
Se proiettiamo questo processo nei prossimi dieci anni, non dobbiamo immaginare soltanto un’economia più avanzata. Dobbiamo immaginare un tipo diverso di società: una società nella quale le decisioni saranno sempre più sostenute da sistemi intelligenti, le industrie saranno coordinate attraverso i dati e l’esecuzione avverrà con frizioni minime.
In Cina questa transizione non è teorica. È già in corso. Le fabbriche diventano più autonome. Le piattaforme diventano più predittive. I servizi diventano più intelligenti. I consumatori si abituano sempre di più alle raccomandazioni algoritmiche, all’interazione digitale e alle decisioni supportate dall’intelligenza artificiale.
Ma il cambiamento più importante non è tecnologico. È culturale. La Cina sta diventando una società sempre più a proprio agio nella delega ai sistemi. In Europa, e in molte altre parti del mondo, siamo ancora nella fase della costruzione della fiducia. Questo crea una divergenza, non soltanto sul piano tecnologico, ma anche nel modo in cui le società prendono decisioni.
È per questo che un programma come questo ha un valore particolare. Non stiamo imparando soltanto a usare strumenti. Stiamo imparando come sistemi diversi pensano, decidono e operano.
La presenza di partecipanti provenienti da così tanti Paesi conferisce a questa esperienza un significato ancora più ampio. Ogni Paese porta con sé un mercato diverso, una diversa esperienza istituzionale, una diversa cultura del consumo e una diversa logica imprenditoriale. L’intelligenza artificiale può tradurre le lingue, ma sono ancora le persone a dover tradurre il significato. L’intelligenza artificiale può elaborare i dati, ma sono ancora le persone a dover costruire la fiducia. L’intelligenza artificiale può accelerare l’esecuzione, ma è ancora il giudizio umano a dover definire la direzione.
Per questa ragione la cooperazione transfrontaliera resta essenziale. La tecnologia ci dà velocità, ma la cooperazione dà alla velocità uno scopo.
La domanda, dunque, non è se l’intelligenza artificiale cambierà il business. Lo sta già facendo. La domanda non è se la Cina continuerà a muoversi in questa direzione. Questo processo è già in movimento. La vera domanda è un’altra: dove scegliamo di posizionarci dentro questa transizione?
Vogliamo limitarci a osservarla? Vogliamo resisterle? Oppure vogliamo imparare a operare al suo interno?
Il vantaggio dei prossimi dieci anni non deriverà soltanto dal sapere di più. Deriverà dalla capacità di comprendere come funzionano i sistemi e, soprattutto, come sistemi diversi interagiscono tra loro.
Mentre questo programma giunge alla sua conclusione, spero che non lo considereremo un punto di arrivo. Mi auguro, al contrario, che lo vedremo come l’inizio di nuovi progetti, nuove partnership e nuove conversazioni. Torniamo nei nostri Paesi non soltanto con appunti, slide e contatti, ma con un senso più chiaro di responsabilità.
Il futuro dell’intelligenza artificiale nel commercio non sarà costruito soltanto dalle piattaforme o dai governi. Sarà costruito anche da imprenditori, università, istituzioni locali e partner internazionali capaci di comprendere il valore della cooperazione.
Desidero quindi rinnovare il mio ringraziamento alle autorità locali di Hangzhou, agli organizzatori del BRLC, alla Yicai Business School, ai docenti, agli interpreti e a ogni partecipante presente. Grazie per l’ospitalità. Grazie per la conoscenza. Grazie per l’amicizia.
Continuiamo a costruire ponti tra i nostri Paesi, le nostre imprese, le nostre città e i nostri popoli.
Grazie a tutti. 谢谢大家。
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