Dall’equilibrio del Bipolarismo all’instabilità dell’Unilateralismo

Dal bipolarismo della Guerra Fredda all’egemonia statunitense del dopo 1991, l’articolo analizza il passaggio da un equilibrio fondato sulla deterrenza a un ordine unipolare segnato da nuove guerre regionali, tensioni NATO-Russia e dominio finanziario del dollaro.

di Vincenzo Di Noia

Dopo il 1945, finita la Seconda Guerra mondiale, l’assetto geopolitico mondiale cambiò in modo molto profondo con la divisione in due grandi blocchi contrapposti: da una parte il blocco influenzato dagli Stati Uniti d’America e dall’altra quello guidato dall’Unione Sovietica. Questa divisione prese il nome di Bipolarismo, perché la struttura mondiale risultò caratterizzata dalla presenza di due “poli” contrapposti. Non fu solo una contrapposizione solamente politica e militare, ma anche ideologica ed economica: secondo la diffusa opinione del tempo gli Stati Uniti rappresentavano il capitalismo e la democrazia liberale, mentre l’Unione Sovietica rappresentava il socialismo e un sistema politico a partito unico.

Durante il Bipolarismo si verificò la cosiddetta “Guerra Fredda”, un periodo di tensione geopolitica tra gli Stati Uniti d’America e il blocco occidentale, da una parte, e l’Unione Sovietica e il blocco orientale dall’altro, durato circa quarant’anni, dal 1947 circa al 1989. In questo periodo le due superpotenze non combatterono mai direttamente guerre tra loro, ma si affrontarono in modo indiretto, attraverso alleanze, crisi internazionali e guerre locali.

Nel dopoguerra gli Stati Uniti aiutarono la ricostruzione dell’Europa occidentale con il Piano Marshall, un vasto programma di aiuti economici per la ricostruzione dopo le distruzioni causate dalla Seconda Guerra mondiale, mentre l’Unione Sovietica rafforzò il suo controllo sui paesi dell’Est europeo. In questo modo l’Europa venne divisa in due grandi blocchi: quello occidentale e quello orientale, separati simbolicamente dalla “cortina di ferro”, un’espressione utilizzata in occidente per indicare la linea di confine che divideva l’Europa in due zone di diversa influenza geopolitica. Questa divisione si rafforzò anche dal punto di vista militare con la nascita della NATO, North Atlantic Treaty Organization (in italiano, Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord) nel 1949, che era un trattato firmato tra Stati Uniti, Canada e stati dell’Europa occidentale, che aveva come obiettivo prioritario la salvaguardia della sicurezza degli Stati firmatari attraverso mezzi politici e militari, e del Patto di Varsavia del 1955, un trattato analogo tra l’Unione Sovietica e sette paesi dell’Europa orientale. Il Patto di Varsavia sarà poi sciolto nel luglio del 1991, poco prima della dissoluzione dell’URSS.

Durante la Guerra Fredda si verificarono momenti di forte tensione che fecero temere una guerra mondiale nucleare come nel caso della Crisi dei missili di Cuba del 1962, quando Stati Uniti e Unione Sovietica arrivano molto vicini a un conflitto diretto. Nel corso degli anni del Bipolarismo i conflitti armati tra le due superpotenze non avvennero mai direttamente, ma attraverso altri paesi che appartenevano a uno dei due poli o una delle superpotenze contro un paese del blocco avverso. Un esempio tra tutti la guerra fra Stati Uniti e Vietnam del nord tra il novembre 1955 e l’aprile 1975.

Nonostante le persistenti tensioni, questo sistema consentì un certo equilibrio mondiale detto anche “equilibrio del terrore” sostenuto anche attraverso la deterrenza nucleare, trasformando il rischio di annientamento reciproco in una forma di stabilità internazionale. Gli arsenali atomici erano visti come lo strumento decisivo per impedire l’aggressione diretta dell’avversario. 

Negli anni ’80 però il sistema sovietico entrò in crisi per l’obsolescenza dell’apparato produttivo. Il leader dell’epoca, Michail Gorbaciov, provò a introdurre riforme come la Glasnost (trasparenza) e Perestrojka (ristrutturazione) per riformare l’URSS. La Glasnost introdusse libertà di espressione e trasparenza, mentre la Perestrojka cercò di liberalizzare l’economia, portando però inaspettatamente alla caduta dell’Unione Sovietica. Infatti, nel 1989 cadde il Muro di Berlino, il simbolo della divisione tra Est e Ovest, e finì la Guerra Fredda. Nell’agosto del 1991 Gorbaciov si dimise dopo aver subito un colpo di stato durato solo tre giorni e nel dicembre dello stesso anno l’Unione Sovietica si sciolse, decretando anche la fine del Bipolarismo.

La fase post-bipolare

Dopo il 1991 l’assetto geopolitico globale è diventato sostanzialmente Unipolare, cioè dominato dagli Stati Uniti che hanno ampliato la loro influenza verso molti paesi che prima erano alleati dell’Unione Sovietica. Inoltre, con il crollo dell’Unione Sovietica, è venuta meno l’azione di allentamento delle tensioni etniche, nazionaliste e territoriali. Il disimpegno sovietico in alcune aree ha lasciato spazio a conflitti regionali prima sopiti.

Scomparsa la necessità di allinearsi a uno dei due blocchi, alcuni stati hanno vissuto guerre civili interne (es. Jugoslavia) o conflitti tra stati confinanti per la supremazia locale, senza che vi fosse una forza esterna in grado di imporre una rapida risoluzione. Come è stato il conflitto tra Armenia e Azerbaigian che scoppiò proprio mentre l’autorità centrale di Mosca svaniva. Senza l’Armata Rossa a imporre l’ordine, le rivendicazioni territoriali sopite per 70 anni sono diventate guerra aperta.

La nuova strategia degli Stati Uniti, presentata nel 1991 dopo la Guerra del Golfo, puntava a rafforzare la leadership mondiale americana nel nuovo ordine internazionale. In questo contesto cambiò anche il ruolo della NATO, che da alleanza difensiva iniziò ad avere un ruolo più attivo nelle strategie geopolitiche occidentali.

Dopo lo scioglimento del Patto di Varsavia nel luglio del 1991, la NATO avviò la politica di “porte aperte” verso i paesi dell’Europa orientale. Secondo molti analisti questa scelta fu legata non solo alla NATO stessa, ma soprattutto alla politica estera degli Stati Uniti, orientata ad ampliare la propria influenza economica, geopolitica e militare. Alcuni paesi dell’Est, come i baltici e la Polonia, entrarono nell’Alleanza Atlantica memori dei conflitti del passato con la Russia, ma Mosca interpretò l’espansione della NATO come una minaccia alla propria sicurezza nazionale.

Nel 1999 entrarono nella NATO Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, segnando l’inizio dell’espansione verso Est.

Negli anni successivi l’Alleanza continuò ad allargarsi fino ad avvicinarsi sempre di più ai confini russi. Questo processo aumentò le tensioni tra Russia e Occidente e contribuì a creare un clima di forte instabilità internazionale, soprattutto nelle aree dell’Europa orientale e dell’ex Unione Sovietica.

Questa situazione comunque ha creato insicurezza e tensioni all’interno della Federazione Russa come denunciato da Putin alla conferenza internazionale sulla Sicurezza di Monaco di Baviera nel 2007.

Negli anni 2000 la Russia, guidata da Vladimir Putin, ha cercato di tornare a essere una grande potenza e di avere più influenza nello scenario internazionale. Un momento importante di questa nuova fase è stata la Guerra in Georgia del 2008, nota anche come guerra dei cinque giorni o guerra russo-georgiana, un conflitto armato tra e le di Ossezia del Sud e Abcasia e la Georgia, con intervento della Russia.

Pochi anni dopo, le tensioni sono continuate anche in altre aree, come nel Donbass. In questa zona si sono scontrati in una guerra iniziata nel 2014 l’esercito dell’Ucraina e gruppi separatisti russi, con una forte influenza e intromissione occidentale per la salita al potere di un presidente filoccidentale.

Questo conflitto dimostra che le tensioni tra Russia e Occidente non sono mai sparite, ma si sono trasformate in nuove crisi regionali come l’escalation del conflitto avvenuto nel febbraio 2022 a seguito dell’ingresso diretto della Russia nel conflitto in conseguenza della volontà della Nato di far entrare l’Ucraina come stato membro effettivo.

In generale, dal 1945 al 2008 si passa da un mondo diviso in due blocchi con un assetto stabile ben definito a una fase più complessa, in cui non esiste più un equilibrio semplice come quello della Guerra Fredda. 

Nel periodo dopo la fine del bipolarismo e quindi dopo la fine dell’equilibrio che si basava sulla deterrenza nucleare, detto “equilibrio del terrore” gli Stati Uniti hanno iniziato ad esercitare la loro influenza mondiale a livello geopolitico, economico e militare con una egemonia senza precedenti.

L’egemonia Usa in campo finanziario

Gli Stati Uniti hanno consolidato il primato finanziario globale non solo tramite il dollaro e Wall Street ma controllando i anche i “binari” su cui viaggia il denaro. Lo SWIFT (Society for Worldwide Interbank Financial telecommunication) e il CHIPS (Clearing House Interbank Payments System) sono piattaforme imposte dagli Stati Uniti e utilizzate nelle transazioni economiche internazionali. Ciò conferisce al governo statunitense il potere di utilizzare il dollaro e le piattaforme interbancarie come “arma politica” avendo la possibilità di escludere tramite le sanzioni dalle transazioni internazionali gli stati che non si uniformano alle loro linee geopolitiche. 

Negli ultimi anni la Cina, per rompere il monopolio statunitense, ha sviluppato il CIPS (Cross-Border Interbank Payment System). Questa piattaforma permette di regolare scambi e transazioni economiche bypassando i nodi di controllo occidentali, offrendo un’alternativa sicura per i paesi BRICS (paesi appartenenti ad un gruppo di economie emergenti (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) e quelli colpiti da sanzioni Statunitensi che vogliono sottrarsi alla giurisdizione del dollaro.

Commento personale

A mio parere il periodo del Bipolarismo, anche se era molto teso e pericoloso, aveva una sua forma di equilibrio perché le due superpotenze si controllavano a vicenda e questo evitava una guerra diretta. Dopo la sua fine, il mondo è diventato più instabile, perché non esiste più un sistema chiaro che regola i rapporti tra le grandi potenze. Inoltre, si può osservare che alcune scelte politiche ed economiche del periodo post-Guerra Fredda hanno contribuito a creare nuove tensioni soprattutto tra NATO e Russia nel caso della guerra in Ucraina. Per questo oggi la situazione internazionale appare più complicata e meno prevedibile rispetto al passato.

FONTI

Bipolarismo e Guerra Fredda: https://www.treccani.it/enciclopedia/guerra-fredda/

Piano Marshall: https://www.britannica.com/event/Marshall-Plan

NATO e Patto di Varsavia: https://www.nato.int/

Crisi di Cuba: https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_dei_missili_di_Cuba

Caduta del Muro di Berlino: https://www.britannica.com/event/Berlin-Wall

Glasnost e Perestrojka: https://www.treccani.it/enciclopedia/perestrojka/

Allargamento della NATO e crisi ucraina: https://codice-rosso.net/la-crisi-ucraina-origine-sviluppi-e-prospettive-parte-i-di-andrea-vento/

Guerra in Ucraina: https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/perche-russia-invade-ucraina

SWIFT e CHIPS: https://valori.it/russia-ucraina-sanzioni-swift/

Sistema CIPS cinese: https://www.facebook.com/61553792766300/posts/-russia-e-cina-hanno-formalizzato-la-rottura-definitiva-con-il-sistema-finanziar/122234306384126425/

Codice rosso, Crisi Ucraina Andrea Vento (Parte 1): https://codice-rosso.net/la-crisi-ucraina-origine-sviluppi-e-prospettive-parte-i-di-andrea-vento/

SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM

Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.

Avatar di Sconosciuto

About Andrea Vento

Andrea Vento, docente di geografia economica presso l’Istituto Tecnico Commerciale «Antonio Pacinotti» di Pisa, si è laureato nel 1988 presso la facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Pisa con corso di laurea in geografia e tesi in geografia economica. Appassionato di geopolitica e relazioni internazionali, con particolare predilezione per il Medio Oriente e l’America latina, ha focalizzato le proprie ricerche e la propria attività sull’analisi di specifiche tematiche di carattere geoeconomico e geopolitico. Al centro del suo lavoro vi è il tentativo di ampliare - tramite scritti e conferenze - la conoscenza di particolari sfere economico-geografiche del mondo attuale. Nel 2013 - assieme ad alcuni colleghi - ha fondato il GIGA (Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati).

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.