Teheran denuncia al Consiglio di Sicurezza dell’ONU il sequestro di petroliere iraniane da parte degli Stati Uniti, definendolo un atto di pirateria di Stato. L’Iran chiede il rilascio immediato delle navi e avverte sulle conseguenze per la sicurezza marittima internazionale.

TEHERAN (Tasnim) – L’ambasciatore dell’Iran presso le Nazioni Unite ha invitato il Consiglio di Sicurezza a condannare i sequestri “in stile piratesco” di petroliere iraniane da parte degli Stati Uniti, chiedendone l’immediato rilascio e mettendo in guardia dalle gravi conseguenze per la sicurezza marittima internazionale.
In una lettera inviata il 28 aprile al Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres e al presidente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU Jamal Fares Alrowaiei, Saʿīd Īravānī ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno intercettato e sequestrato illegalmente due navi commerciali iraniane, identificate come M/T Majestic e M/T Tifani, confiscando milioni di barili di petrolio.
Egli ha descritto tali azioni come una flagrante violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, sottolineando che simili misure equivalgono ad aggressione, minacciano la libertà di navigazione e stabiliscono un pericoloso precedente che mina l’ordine giuridico internazionale.
Segue il testo della lettera:
Nel Nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
Eccellenze,
su istruzioni del mio Governo, e facendo seguito alla mia precedente lettera del 21 aprile riguardante il sequestro illegale di navi commerciali iraniane da parte degli Stati Uniti, scrivo per portare con urgenza all’attenzione di Vostra Eccellenza e dei membri del Consiglio di Sicurezza i continui atti internazionalmente illeciti degli Stati Uniti attraverso un ulteriore sequestro in stile piratesco e il deliberato attacco contro navi commerciali, vale a dire la M/T Majestic e la M/T Tifani. A questo proposito, desidero richiamare l’attenzione su una recente dichiarazione pubblica rilasciata da un procuratore degli Stati Uniti, che costituisce un’esplicita e deliberata ammissione di condotta internazionalmente illecita. In un post sui social media del 27 aprile, il procuratore statunitense si è vantato del sequestro in stile piratesco di due navi, la M/T Majestic e la M/T Tifani, e del successivo furto di 3,8 milioni di barili di petrolio iraniano.
La dichiarazione del procuratore statunitense conferma chiaramente che le forze armate degli Stati Uniti hanno intercettato, abbordato e sequestrato con la forza le navi commerciali dell’Iran in alto mare, sulla base del loro atteggiamento prepotente. Tale condotta non è altro che un ulteriore chiaro esempio della dipendenza degli Stati Uniti dall’illegalità e costituisce una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, in particolare dell’articolo 2(4). Inoltre, le azioni degli Stati Uniti rientrano pienamente nella definizione di atto di aggressione ai sensi della Risoluzione 3314 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 1974, che definisce l’aggressione come l’uso della forza armata da parte di uno Stato contro un altro Stato in violazione della Carta, includendo, tra l’altro, gli attacchi da parte delle forze armate di uno Stato contro la flotta marittima di un altro Stato. Di fatto, gli Stati Uniti hanno confermato, attraverso la propria confessione ufficiale, l’uso della forza armata contro navi impegnate in una legittima attività commerciale.
Questi atti odiosi e illeciti violano inoltre le norme consolidate del diritto internazionale che disciplinano il diritto del mare, costituiscono una minaccia diretta alla sicurezza e alla protezione marittima ed aggravano la situazione volatile nella regione. Nella sostanza e negli effetti, tali azioni sono identiche alla pirateria e al terrorismo sponsorizzati dallo Stato, compiuti sotto la copertura di procedure interne che non hanno alcuna validità nel diritto internazionale.
Il ricorso a disposizioni interne, illegali per loro stessa natura, non può in nessuna circostanza giustificare un crimine così ripugnante commesso mediante l’uso della forza. Tale condotta equivale a coercizione illegale, interferenza con il commercio internazionale legittimo e sequestro illegale di beni, stabilendo al contempo un pericoloso precedente che mina gravemente lo Stato di diritto a livello internazionale.
La Repubblica Islamica dell’Iran condanna categoricamente e respinge inequivocabilmente questi atti di aggressione e pirateria sponsorizzata dallo Stato. Gli Stati Uniti portano la piena e innegabile responsabilità internazionale per tutte le conseguenze derivanti da queste azioni illegali, compreso il loro grave impatto sulla navigazione internazionale, sulla sicurezza marittima e sulla pace e sicurezza regionali e internazionali. La Repubblica Islamica dell’Iran ha pieno diritto, in conformità con il diritto internazionale, di contrastare queste azioni insolenti. Alla luce di quanto precede, la Repubblica Islamica dell’Iran invita il Consiglio di Sicurezza a:
– condannare nei termini più forti possibili questi atti di aggressione e respingere la pratica illegale dell’applicazione di misure coercitive unilaterali e la loro palese incompatibilità con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale;
– esigere che gli Stati Uniti cessino immediatamente tali azioni illegali e procedano al rilascio immediato e incondizionato di tutte le navi, i carichi e i beni sequestrati;
– adottare misure urgenti e concrete per impedire il ripetersi di simili gravi violazioni, che costituiscono una minaccia diretta alla pace e alla sicurezza internazionali, alla libertà di navigazione e all’integrità dell’ordine giuridico internazionale.
Le sarei grato se volesse far circolare la presente lettera come documento ufficiale del Consiglio di Sicurezza.
Vogliano accettare, Eccellenze, le assicurazioni della mia più alta considerazione.
SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM
Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.