Il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale afferma che l’Iran manterrà il controllo sullo Stretto di Hormuz finché la guerra non sarà finita

Teheran ribadisce che il controllo sullo Stretto di Hormuz resterà in vigore fino alla fine definitiva della guerra e al raggiungimento di una pace duratura. Il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale mette in relazione la riapertura parziale del passaggio alle condizioni del cessate il fuoco, violate da Israele e Stati Uniti.

Tasnim News – 18 aprile 2026

TEHERAN (Tasnim) – Il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale (CSSN) dell’Iran ha sottolineato che Teheran continuerà a esercitare un rigoroso monitoraggio e controllo sullo Stretto di Hormuz fino a quando la guerra di aggressione statunitense-israeliana non sarà completamente terminata e non sarà raggiunta una pace duratura.

Il segretariato del CSSN ha annunciato in una dichiarazione diffusa sabato che, a seguito del fallimento delle parti aggressori sul campo di battaglia e delle successive richieste di negoziato da parte degli Stati Uniti, l’Iran ha accettato, attraverso la mediazione del Pakistan, di tenere colloqui finalizzati alla cessazione del conflitto sulla base di un quadro proposto.

Ha osservato che la delegazione iraniana ha partecipato a lunghi negoziati, nel corso dei quali ha presentato con fermezza le posizioni del Paese nonostante la profonda sfiducia nei confronti degli Stati Uniti. Secondo la dichiarazione, i colloqui sono infine falliti perché la controparte ha avanzato richieste aggiuntive che l’Iran ha respinto, insistendo sul fatto che non avrebbe compromesso le proprie posizioni fondamentali. La prosecuzione dei negoziati è stata pertanto rinviata fino a quando l’altra parte non allineerà la propria posizione alle realtà del campo di battaglia, ha aggiunto.

La dichiarazione afferma inoltre che di recente sono state ricevute nuove proposte attraverso la mediazione pakistana e che esse sono attualmente in fase di esame, senza che sia stata ancora fornita alcuna risposta.

Essa ha sottolineato che la squadra negoziale iraniana non farà concessioni sugli interessi nazionali e continuerà a difendere i diritti e i sacrifici del popolo iraniano.

“Una delle precondizioni essenziali per l’accettazione da parte dell’Iran di un cessate il fuoco temporaneo era la cessazione del fuoco su tutti i fronti, compreso il Libano. Ma il regime sionista ha violato questa condizione fin dall’inizio con brutali attacchi contro il Libano e l’eroico Hezbollah”, ha aggiunto.

La dichiarazione ha aggiunto che, su insistenza dell’Iran, il regime sionista ha accettato un cessate il fuoco in Libano ed è stato concordato che, se il cessate il fuoco sarà rispettato su tutti i fronti dal nemico, lo Stretto di Hormuz sarà aperto temporaneamente e in modo condizionato soltanto alle navi commerciali, non alle navi militari né alle navi non militari dei Paesi ostili, sotto il controllo e l’autorizzazione delle Forze Armate iraniane e lungo rotte designate dall’Iran.

Poiché la maggior parte del sostegno logistico alle basi militari statunitensi nel Golfo Persico viene fornita attraverso il traffico navale che transita per lo Stretto di Hormuz, il che costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale dell’Iran e della regione, l’Iran ha sottolineato di essere determinato a imporre supervisione e controllo sul transito attraverso lo stretto fino alla fine definitiva della guerra e all’instaurazione di una pace duratura, ha rimarcato il CSSN.

Il CSSN ha spiegato che tale controllo viene esercitato attraverso l’ottenimento di informazioni complete dalle navi in transito, il rilascio di certificati di transito in conformità ai regolamenti annunciati dalla Repubblica Islamica dell’Iran, in linea con le condizioni di guerra, e il pagamento delle relative tariffe per i servizi legati alla sicurezza, alla protezione e alla tutela ambientale, nonché attraverso il movimento lungo le rotte designate dall’Iran.

La dichiarazione ha inoltre sottolineato che, finché il nemico cercherà di ostacolare il traffico navale o di imporre misure quali un blocco marittimo, la Repubblica Islamica dell’Iran considererà ciò una violazione del cessate il fuoco e impedirà perfino l’apertura limitata e condizionata dello Stretto di Hormuz.

Il segretariato ha infine richiamato le raccomandazioni della Guida della Rivoluzione Islamica, l’āyatollāh seyyed Mojtabā Khāmeneī, sottolineando che, per il pieno consolidamento dei risultati ottenuti sul campo di battaglia e per il successo della diplomazia, restano essenziali la continua presenza del popolo iraniano negli spazi pubblici, la piena vigilanza su tutti i fronti e la salvaguardia dell’unità nazionale da parte dei funzionari, dei media e degli attivisti sociali e politici.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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