Posts Tagged 'Unione Europea'

Unione Europea: sospensione della democrazia? I referendum non vengono rispettati

Unione Europea: sospensione della democrazia? I referendum non vengono rispettati

Il referendum è lo strumento di democrazia diretta più importante tra quelli previsti dai Paesi occidentali. Trattandosi di democrazie rappresentative, il volere dei cittadini resta spesso nel dimenticatoio nei cinque anni che separano una tornata elettorale e l’altra, ma i padri costituenti di quasi tutti gli stati che si autodefiniscono democratici hanno inserito questo strumento, che può essere utilizzato in vari ambiti a seconda di quanto previsto dalla costituzione dei vari Paesi. Negli ultimi anni, abbiamo però assistito ad una serie di esiti referendari che sono stati disattesi, in particolare quelli riguardanti i rapporti tra gli stati e l’Unione Europea.

Regolamento di Dublino: applicazione e critiche

Regolamento di Dublino: applicazione e critiche

In merito ad un nostro articolo sulle posizioni xenofobe del governo ungherese di destra guidato da Viktor Orbán, abbiamo letto alcuni commenti, sul sito e sui social network, che portavano a sostegno delle posizioni del premier magiaro il “Trattato di Dublino”, ed abbiamo dunque ritenuto opportuno scrivere un apposito articolo per meglio informare chi volesse continuare a parlare dell’argomento in modo più oculato. Un po’ come siamo stati costretti a fare qualche tempo fa con la Corte Europea di Strasburgo, quando ne spigammo il funzionamento e le competenze a chi voleva parlarne senza conoscere la materia in questione.

Eurodeputato spagnolo difende il Venezuela: minacciato di morte

Eurodeputato spagnolo difende il Venezuela: minacciato di morte

Quarantaseienne galiziano, Javier Couso Permuy vanta una lunga militanza politica, che lo ha portato ad entrare nel parlamento europeo in rappresentanza di Izquierda Unida, il partito della sinistra spagnola. Autore un documentario che denuncia la manipolazione operata dai mass media e promotore di numerose iniziative per la difesa dei diritti sociali, Couso è abituato ad avere molti nemici tra i potenti di Spagna e d’Europa, ma questa volta ha ricevuto addirittura delle minacce di morte, come ha denunciato egli stesso di recente, per aver difeso al Parlamento di Bruxelles il Venezuela dagli attacchi mediatici dell’Unione Europea.

Ungheria: il governo di Orbán sempre più xenofobo, l’Europa lascia fare

Ungheria: il governo di Orbán sempre più xenofobo, l’Europa lascia fare

Primo ministro ungherese dal 2010 (lo era già stato dal 1998 al 2002), il cinquantaduenne Viktor Orbán si è da sempre caratterizzato come uno degli uomini più rappresentativi della destra nazionalista e conservatrice. Il numero uno del partito Fidesz (Fidesz – Magyar Polgári Szövetség) è stato già più volte criticato dall’opposizione e dagli osservatori internazionali per le modifiche ad hoc fatte alla legge elettorale, la censura dell’informazione ed il controllo della politica sulla magistratura, ma allo stesso tempo il suo modo di fare e di esprimersi gli ha portato tanti consensi presso l’elettorato magiaro. Il motivo è molto semplice: Orbán dice quello che le persone vogliono sentirsi dire, parlando più alla pancia che alla testa delle persone, con frasi ad effetto, molto spesso violente, che potrebbero ricordare quelle di alcuni politici nostrani, a partire da Matteo Salvini.

Quando la Grecia cancellò il debito tedesco. Breve storia dei debiti non pagati dalla Germania

Quando la Grecia cancellò il debito tedesco. Breve storia dei debiti non pagati dalla Germania

Un summit di stati europei che deve decidere circa i pagamenti dei debiti contratti da un Paese nei confronti degli altri: non siamo a Bruxelles nel 2015, ma a Londra tra il 1951 ed il 1953, quando a dover pagare i debiti era la Germania (per la precisione la Repubblica Federale Tedesca), e non la Grecia. Per ben due anni, i dibattiti si susseguirono incessanti circa la possibilità o meno di ridurre il debito tedesco dopo il conflitto mondiale.

Mélenchon: “La Grecia è in stato d’occupazione. Tsipras doveva preparare l’uscita dall’Euro”

Mélenchon: “La Grecia è in stato d’occupazione. Tsipras doveva preparare l’uscita dall’Euro”

Nella giornata di ieri, mercoledì 15 luglio, il parlamento francese ha votato a grande maggioranza in favore degli accordi tra la Grecia e l’Eurogruppo, ma non sono mancate le voci fuori dal coro, che hanno voluto denunciare l’illegittimità delle misure di austerità imposte al Paese ellenico, giudicate tali da ledere la sovranità nazionale greca.

Grecia: le proposte di Tsipras tradiscono il referendum?

Grecia: le proposte di Tsipras tradiscono il referendum?

Alexis Tsipras ha presentato quest’oggi al parlamento greco le sue proposte per trovare l’accordo con le istituzioni della Troika (Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale), suscitando non pochi malumori anche tra i suoi sostenitori. Se il recente referendum aveva infatti respinto le proposte delle istituzioni internazionali, venendo salutato da molti come una vittoria della democrazia e del popolo greco sulla dittatura economica europea, il primo ministro sembra aver deciso di cedere a molte delle richieste iniziali dei creditori.

Grecia: le prospettive dopo la vittoria del NO al referendum

Grecia: le prospettive dopo la vittoria del NO al referendum

Sul referendum greco dello scorso 5 luglio è stato detto di tutto, tanto che in pochi hanno un’idea chiara di quale fosse il contenuto dello stesso. Lungi dall’essere una richiesta circa la permanenza o l’uscita del Paese nell’Unione Europea e/o nella Zona Euro, il referendum indetto dal primo ministro Alexis Tsipras si riferiva unicamente all’accettazione o meno di due documenti redatti il 25 giugno da Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale. I due documenti, intitolati originariamente “Reforms For The Completion Of The Current Program And Beyond” e “Preliminary Debt Sustainability Analysis”, contenevano uno stato dei fatti circa la situazione economica greca, naturalmente secondo il parere delle tre istituzioni sopracitate, e soprattutto delle proposte che sono state seccamente respinte dal popolo greco con un 61.31% di risposte negative.