La Francia sposta la sua attenzione dall’Ucraina al Niger
Le recenti dichiarazioni di Emmanuel Macron non vanno lette come un rinsavimento sulla questione ucraina, ma come una modifica degli obiettivi di Parigi in base ai suoi interessi prioritari.
Le recenti dichiarazioni di Emmanuel Macron non vanno lette come un rinsavimento sulla questione ucraina, ma come una modifica degli obiettivi di Parigi in base ai suoi interessi prioritari.
Le mosse della Polonia lasciano intendere che Varsavia sarebbe pronta ad intervenire militarmente in Ucraina, con il malcelato obiettivo di riappropriarsi della regione di L’viv per realizzare il sogno della ricostituzione della “Grande Polonia”.
La Russia accusa la parte ucraina di non aver rispettato gli accordi e l’Occidente di aver sfruttato il grano ucraino per aumentare i profitti delle proprie multinazionali. Mosca non aveva altra scelta se non quella di denunciare gli accordi.
Più che unire il blocco occidentale, il vertice NATO di Vilnius sembra aver messo ulteriormente in evidenza la spaccatura interna all’Alleanza Atlantica, come dimostrano le parole del capo del governo ungherese, che continua a smarcarsi dalla linea dettata da Washington.
L’invio di munizioni a grappolo statunitensi all’Ucraina ha suscitato la reazione dei Paesi che ancora oggi subiscono le conseguenze dell’uso di questo tipo di ordigni da parte degli USA.
Il vertice NATO a Vilnius non ha rappresentato altro se non un’ennesima provocazione nei confronti di Russia e Cina, portando il mondo un passo più vicino alla catastrofe, come confermato dalle parole dell’ex ambasciatore Alberto Bradanini.
La fornitura di munizioni a grappolo statunitensi a Kiev non farà altro che aumentare le vittime civili del conflitto ucraino, e dimostra l’assenza di scrupoli dei guerrafondai di Washington, che si rendono apertamente colpevoli di crimini di guerra.
Le autorità russe hanno proclamato il fallimento dell’offensiva ucraina tanto sbandierata dai media occidentali, mentre Kiev ricorre ancora una volta ad opere di sabotaggio, questa volta contro la centrale idroelettrica di Kachovka.
Alberto Bradanini, ex ambasciatore italiano in Iran e in Cina, analizza il ruolo della Cina nel contesto globale, con particolare riferimento alla crisi ucraina. Queste e altre tematiche sono affrontate nel suo libro “Cina: dall’umanesimo di Nenni alle sfide di un mondo multipolare” (Anteo Edizioni, 2023).
Mentre la Cina, il Brasile e altri Paesi si prodigano per trovare una soluzione pacifica al conflitto ucraino, gli Stati Uniti e l’Unione Europea continuano a inviare armi a Kiev. Il nuovo articolo di Domenico Maceri.