Siamo in guerra: Mar Rosso e Ucraina
Riflessioni sugli scenari di guerra nel Medio Oriente e in Ucraina con Alessandra Ciattini e Orazio Di Mauro.
Riflessioni sugli scenari di guerra nel Medio Oriente e in Ucraina con Alessandra Ciattini e Orazio Di Mauro.
Negli ultimi trent’anni, la politica estera del Sudafrica si è svolta in un intricato equilibrio tra alleanze storiche, interessi economici e impegno multilaterale. Le azioni recenti dimostrano come il Paese sia sempre più pronto a prendersi le proprie responsabilità di potenza emergente che promuove un nuovo ordine multipolare.
La crescente tensione geopolitica rende sempre più evidente la spaccatura tra l’Occidente a guida statunitense, identificato anche come il Nord del mondo, e il resto dei Paesi che vedono un punto di riferimento nelle potenze emergenti di Cina e Russia (Sud del mondo).
Con un decreto, il governo ha prorogato fino al 31 dicembre 2024 l’autorizzazione all’invio di armi all’Ucraina senza passaggi parlamentari. In un contesto di crescente militarizzazione, la democrazia e la trasparenza sono sacrificate per interessi economici e strategici, mentre la popolazione rimane in larga parte ignara di questa deriva neo-autoritaria.
Il 2023 si conclude con la Cina che, in mezzo alle turbolenze globali, ha svolto un ruolo attivo nella mediazione dei conflitti e ha contribuito alla ripresa economica mondiale. Di seguito la traduzione dell’editoriale del Global Times.
In questo articolo, Andrea Vento del GIGA (Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati) ci propone una dettagliata e interessante analisi delle conseguenze economiche della guerra sulla popolazione, mettendo in evidenza le contraddizioni delle politiche portate avanti dai governi europei.
Nonostante le migliaia di morti in Ucraina e Palestina, Joe Biden continua a sostenere la prosecuzione di entrambi i conflitti, chiedendo altri 100 miliardi di dollari a sostegno dei suoi alleati. Il nuovo articolo di Domenico Maceri sulla politica statunitense.
Intervistato da Alessandra Ciattini, Fabrizio Casari analizza puntualmente e ad ampio raggio la convulsa situazione contemporanea, che sembrerebbe evolvere verso un altro ordine internazionale.
La retorica degli “ucraini, nazisti buoni” ha raggiunto il proprio apice quando un veterano di guerra nazista ha ricevuto una standing ovation dal parlamento di Ottawa. Un episodio che ha reso il Canada lo zimbello del mondo. Di seguito la traduzione dell’articolo pubblicato il 27 settembre dal Global Times.
Di fronte alle prove portate dalla Russia e da giornalisti indipendenti come Seymour Hersh, la versione ufficiale dell’Occidente continua a propinare storie poco plausibili, mentre vengono ostacolate le investigazioni sugli attentati dello scorso anno ai gasdotti Nord Stream.