Fermiamo il genocidio e l’escalation di Israele
A proposito dell’assemblea del 9 novembre 2024 a Roma. Fermiamo il genocidio e l’escalation di Israele o riproponiamo vecchie logiche perdenti? La posizione espressa dal sindacato Cub.
A proposito dell’assemblea del 9 novembre 2024 a Roma. Fermiamo il genocidio e l’escalation di Israele o riproponiamo vecchie logiche perdenti? La posizione espressa dal sindacato Cub.
L’uccisione di Yahya Sinwar, leader di Ḥamās, da parte dell’esercito israeliano ha scatenato reazioni internazionali e intensificato il conflitto in Medio Oriente. L’azione, descritta da Israele come una vittoria, rappresenta invece un’ulteriore escalation della guerra contro la Palestina.
Proprio nel momento in cui le persone di tutto il mondo, soprattutto i musulmani, stanno lanciando campagne per boicottare i prodotti israeliani, politici ipocriti iniettano il sangue dei musulmani nelle vene dei soldati israeliani! L’articolo di Alireza Niknam disponibile in italiano e inglese.
Quale che sia l’esito delle imminenti elezioni presidenziali statunitensi, il momento unipolare è ormai prossimo alla sua scadenza, mentre si avvicina la prospettiva di un ordine internazionale multipolare. Intanto la potenza egemone dell’Occidente, con la barcollante amministrazione Biden commissariata dal duo Harris-Blinken, è priva di una sua guida effettiva. In questo particolare frangente, cerca di consolidare il suo potere una componente del sistema egemonico occidentale che solo in linea teorica è periferica: Israele.
Israele è colpevole di gravi violazioni del diritto internazionale nella sua espansione delle ostilità in Medio Oriente, coinvolgendo le forze di pace delle Nazioni Unite e mettendo ulteriormente a repentaglio la stabilità regionale, con il coinvolgimento di altre potenze come l’Iran.
Le azioni militari di Israele contro Gaza, Libano, Siria e Yemen, insieme all’espansione coloniale in Cisgiordania, stanno aumentando il rischio di una guerra su vasta scala in Medio Oriente, alimentando tensioni internazionali per mezzo di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.
Dopo il voto di tanti ambientalisti nel Parlamento Europeo alla risoluzione che assegna armi di ultima generazione all’Ucraina, nel silenzio assenso sull’operato israeliano in Medio Oriente, è bene ricordare che la guerra provoca immani disastri ambientali.
Israele ha condotto un’operazione senza precedenti in Libano, causando migliaia di vittime e feriti, con esplosioni coordinate di dispositivi di comunicazione. Il silenzio della comunità internazionale, in particolare degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, solleva indignazione e sconcerto. L’intervento del prof. Angelo D’Orsi.
Nella giornata di venerdì, Israele ha colpito Beirut con un devastante attacco aereo, segnando una nuova fase di escalation nel conflitto con Hezbollah. Il bombardamento segue crescenti tensioni lungo il confine libanese-israeliano e ha causato decine di vittime.
Gli attacchi contro dispositivi di comunicazione in Libano, attribuiti a Israele, hanno causato decine di morti e migliaia di feriti. Violazioni delle leggi internazionali di guerra e tensioni crescenti con Hezbollah rischiano di innescare un’escalation nel conflitto mediorientale.