Moldova: i cittadini sono favorevoli al mantenimento dello status neutrale
Secondo i dati del sondaggio IMAS, oltre il 70% dei cittadini moldavi è favorevole al mantenimento dello status neutrale del Paese.
Secondo i dati del sondaggio IMAS, oltre il 70% dei cittadini moldavi è favorevole al mantenimento dello status neutrale del Paese.
Le elezioni in Moldova consegnano al PAS la maggioranza, tra accuse di manipolazioni e negazione del diritto di voto ai cittadini residenti in Russia. L’UE e la NATO spingono il paese sul “percorso ucraino”, mentre il Partito Comunista, all’interno del Blocco Patriottico, rivendica neutralità e sovranità.
In occasione dell’81esimo Anniversario della Liberazione della Moldavia dal nazifascismo nella Grande Guerra Patriottica, tutte le forze patriottiche e antifasciste, hanno onorato, il 24 agosto, la memoria degli eroi caduti sulla piana di Sherpeni, un luogo marchiato da feroci battaglie nella primavera del 1944.
Tra politiche autoritarie, repressione dell’opposizione e un palese disprezzo per la volontà di una larga fetta della popolazione, l’amministrazione Sandu sta spingendo il paese verso una pericolosa deriva antidemocratica, alimentando divisioni interne e sacrificando storici legami con la Russia sull’altare degli interessi occidentali.
Il primo turno delle elezioni presidenziali in Moldova, svoltosi lo scorso 20 ottobre, ha visto Maia Sandu e Alexandr Stoianoglo avanzare al ballottaggio. Contestualmente, un controverso referendum sull’adesione all’UE ha alimentato tensioni, con accuse incrociate di ingerenze e sospetti brogli.
Nonostante i cittadini moldavi abbiano espresso più volte la propria volontà di mantenere stretti rapporti con la Russia, il governo prosegue per la sua strada nella speranza di portare il Paese a diventare parte integrante del blocco occidentale.
Le elezioni nella regione autonoma della Gagauzia hanno visto una sfida tra candidati considerati filorussi. Abbastanza per etichettare l’esito come non valido, secondo il doppio standard del governo atlantista di Chișinău.
La Transnistria, la repubblica indipendente filorussa, si trova in una situazione molto difficile a causa dell’ostilità congiunta dei due Paesi che la accerchiano, la Moldova e l’Ucraina.
Le elezioni legislative hanno consegnato la maggioranza ai filoeuropeisti di centro-destra che fanno capo alla presidente Maia Sandu.
Il primo ministro Ion Chicu ha annunciato le proprie dimissioni alla vigilia dell’inizio del mandato di Maria Sandu, vincitrice delle presidenziali dello scorso novembre. Probabile lo svolgimento di elezioni legislative anticipate.