“Gli omicidi mirati equivalgono al terrorismo di Stato israeliano” – Intervista per Tasnim News Agency
Intervista rilasciata da Giulio Chinappi all’agenzia stampa iraniana Tasnim News Agency. Intervista disponibile anche in inglese e persiano.
Intervista rilasciata da Giulio Chinappi all’agenzia stampa iraniana Tasnim News Agency. Intervista disponibile anche in inglese e persiano.
Di seguito la dichiarazione congiunta del Partito Tudeh iraniano e del Partito Comunista israeliano su quanto avvenuto negli ultimi giorni in Medio Oriente.
È quanto meno singolare che una forza sedicente antagonista e antimperialista che sostiene di appoggiare il processo verso un mondo multipolare, equipari il leader di uno dei due bastioni dei BRICS, la Russia, al macellaio nazista/sionista Netanyahu.
Il regime nazisionista di Benjamin Netanyahu ha varcato ogni confine legale e morale, colpendo obiettivi civili e militari in Iran, mentre gli Stati Uniti, guidati da Donald Trump, sostengono tacitamente quest’aggressione, minacciando interventi diretti e tradendo il diritto internazionale.
Dopo aver portato avanti il genocidio nella Striscia di Gaza, il regime nazisionista di Benjamin Netanyahu ha scatenato un’offensiva contro l’Iran, minacciando addirittura l’uccisione di Khāmeneī. Le ricadute geopolitiche, economiche e umanitarie potrebbero travolgere l’intero Medio Oriente e oltre.
Secondo la tv israeliana Kan, il Mossad aveva infiltrato armi all’interno dell’Iran che hanno colpito le strutture missilistiche e difensive di Teheran prima dell’attacco.
Nel cuore del conflitto mediorientale, il regime nazisionista guidato da Netanyahu orchestra una sistematica politica di genocidio, oppressione e sterminio contro il popolo palestinese, trasformando Gaza, la Cisgiordania, il Libano e la Siria in teatri di violenza e disperazione totale.
La caduta del governo ba’thista di Assad in Siria ha offerto ad Israele l’occasione d’oro per perseguire il suo progetto nazisionista del “Grande Israele”, come aveva dichiarato il ministro Smotrich qualche settimana fa.
La Siria è al centro di un’escalation geopolitica che intreccia interessi di USA, NATO, Turchia, Russia e Iran. L’attacco qaedista ad Aleppo, sostenuto da Ankara, rivela una strategia regionale complessa, aggravata dai bombardamenti israeliani e dalle tensioni con Hezbollah.
Le azioni militari di Israele contro Gaza, Libano, Siria e Yemen, insieme all’espansione coloniale in Cisgiordania, stanno aumentando il rischio di una guerra su vasta scala in Medio Oriente, alimentando tensioni internazionali per mezzo di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.