Israele attacca l’Iran e la tensione in Medio Oriente sale alle stelle
Secondo la tv israeliana Kan, il Mossad aveva infiltrato armi all’interno dell’Iran che hanno colpito le strutture missilistiche e difensive di Teheran prima dell’attacco.
Secondo la tv israeliana Kan, il Mossad aveva infiltrato armi all’interno dell’Iran che hanno colpito le strutture missilistiche e difensive di Teheran prima dell’attacco.
Nel cuore del conflitto mediorientale, il regime nazisionista guidato da Netanyahu orchestra una sistematica politica di genocidio, oppressione e sterminio contro il popolo palestinese, trasformando Gaza, la Cisgiordania, il Libano e la Siria in teatri di violenza e disperazione totale.
La caduta del governo ba’thista di Assad in Siria ha offerto ad Israele l’occasione d’oro per perseguire il suo progetto nazisionista del “Grande Israele”, come aveva dichiarato il ministro Smotrich qualche settimana fa.
La Siria è al centro di un’escalation geopolitica che intreccia interessi di USA, NATO, Turchia, Russia e Iran. L’attacco qaedista ad Aleppo, sostenuto da Ankara, rivela una strategia regionale complessa, aggravata dai bombardamenti israeliani e dalle tensioni con Hezbollah.
Le azioni militari di Israele contro Gaza, Libano, Siria e Yemen, insieme all’espansione coloniale in Cisgiordania, stanno aumentando il rischio di una guerra su vasta scala in Medio Oriente, alimentando tensioni internazionali per mezzo di gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.
Mentre prosegue il genocidio del popolo palestinese, Israele mira ad estendere il conflitto a Libano e Iran. L’articolo di Federico Giusti.
Il mandato d’arresto per Benjamin Netanyahu e per il suo ministro Yoav Gallant ha provocato la reazione scomposta del capo del governo sionista, ma anche dei suoi sostenitori occidentali, ai quali la Corte penale internazionale piace solo quando fa comodo.
L’operazione di Biden di interrompere la fornitura di armi a Israele rappresenta prevalentemente un’azione di facciata, ma anche l’ammissione di una responsabilità implicita statunitense per il numero di morti a Gaza. L’articolo di Domenico Maceri.
Ritenere Israele una democrazia è stato il principale errore dei media occidentali. Alcuni sondaggi ufficiali confermano che i due terzi della opinione pubblica è schierata a favore del genocidio del popolo palestinese.
Nel 2023, il Parlamento israeliano aveva limitato il potere della Corte Suprema, scatenando proteste di massa. Nonostante la forte opposizione, la Corte respinge la riforma giudiziaria del governo, mantenendo il proprio ruolo di controllo democratico.