Sud America

Venezuela: l’opposizione a Maduro ha sede a Washington, non a Caracas

Venezuela: l’opposizione a Maduro ha sede a Washington, non a Caracas

Urge ancora una volta tornare a parlare del Venezuela, per contrastare le false notizie ed analisi che ci vengono quotidianamente propinate dai principali mezzi di comunicazione europei e nordamericani. Le elezioni per l’Assemblea Costituente, come abbiamo avuto modo di sottolineare nel nostro ultimo articolo sul tema, hanno segnato infatti un’importante vittoria per il governo del presidente Nicolás Maduro, dimostrando che la maggioranza dell’elettorato venezuelano si trova in realtà dalla parte della rivoluzione bolivariana iniziata da Hugo Chávez ed ora portata avanti dal suo successore. Il velo che copriva il vero volto dell’opposizione è oramai stato rimosso.

Venezuela: le elezioni per la costituente sanciscono la rinnovata vittoria della rivoluzione bolivariana

Venezuela: le elezioni per la costituente sanciscono la rinnovata vittoria della rivoluzione bolivariana

Dopo il referendum fasullo indetto dall’opposizione, i cui numeri restano dubbi e mai verificati, lo scorso 30 luglio si è tenuta finalmente la tornata elettorale per l’Assemblea Costituente voluta dal presidente Nicolás Maduro in Venezuela. Una votazione, questa volta, in piena regola, sotto il controllo degli organismi previsti dalla costituzione vigente (la commissione di controllo del voto è composta al 50% da esponenti vicini al governo e al 50% da esponenti dell’opposizione) e con la supervisione delle Nazioni Unite. L’affluenza alle urne, superiore agli 8 milioni di elettori (per la precisione 8.089.320), ha schiacciato anche i dati più ottimistici del referendum delle opposizioni, sancendo una chiara vittoria del presidente Maduro e della rivoluzione bolivariana ai danni dell’opposizione.

Venezuela: il referendum fasullo e lo scandalo della stampa italiana

Venezuela: il referendum fasullo e lo scandalo della stampa italiana

Lunedì scorso i giornali italiani e di altri Paesi del “nord del mondo” hanno aperto la sezione degli esteri con la notizia di un fantomatico referendum tenutosi in Venezuela, che avrebbe visto circa il 98% degli elettori pronunciarsi contro l’attuale presidente Nicolás Maduro. L’ennesima dimostrazione di una stampa totalmente genuflessa agli interessi degli Stati Uniti e della classe dominante a livello globale, rappresentata dalla destra borghese anti-chavista nel contesto nazionale venezuelano.

Lo stato di salute del progressismo in America Latina

Lo stato di salute del progressismo in America Latina

La delicata situazione che sta vivendo in questi giorni il Venezuela, unita al passaggio di potere dai governi progressisti a quelli liberisti in alcuni importanti Paesi come il Brasile e l’Argentina, ha fatto pensare a molti che l’epoca del progressismo in America Latina stesse volgendo al termine. I cantori del capitale, sia latinoamericani che occidentali, si sono immediatamente affrettati a parlare di post-progressismo, ma ad un’analisi più attenta si può capire facilmente che i movimenti della sinistra progressista hanno ancora qualcosa da dire in quel continente.

Sud America: i veri criminali si chiamano Michel Temer e Mauricio Macri

Sud America: i veri criminali si chiamano Michel Temer e Mauricio Macri

Mentre i media nostrani ed occidentali in generale continuano la campagna mediatica contro il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ed il suo governo, spesso riportando notizie false, noi vogliamo soffermarci sulle opere poco lodevoli di due capi di stato dei più importanti Paesi del Sud America: stiamo parlando del presidente brasiliano Michel Temer, di fatto salito al potere con un colpo di stato ai danni di Dilma Rousseff, e di quello argentino Mauricio Macri, entrambi cantori ditirambici del liberismo.

Venezuela e Brasile: due pesi e due misure. I golpe del XXI secolo

Venezuela e Brasile: due pesi e due misure. I golpe del XXI secolo

Due delle principali potenze economiche del continente sudamericano stanno vivendo un momento politico ed economico difficile: si tratta del Brasile, Paese che conta oltre duecento milioni di abitanti, e del Venezuela, il primo produttore di petrolio di quest’area geografica. Nonostante ciò, non possiamo esimerci dal notare il diverso trattamento che i principali media occidentali riservano alle due situazioni, canalizzando l’opinione pubblica in una direzione di opposizione al governo bolivariano di Nicolás Maduro, tale da far cadere nell’ombra la situazione brasiliana.

Venezuela: i veri errori di Hugo Chávez e Nicolás Maduro

Venezuela: i veri errori di Hugo Chávez e Nicolás Maduro

Era il 1999 quando Hugo Chávez veniva eletto per la prima volta come presidente del Venezuela, ponendo fine ad una lunga successione di capi di stato di centro-destra, quasi sempre genuflessi agli interessi statunitensi. Le difficoltà che avrebbe dovuto affrontare la neonata Repubblica Bolivariana furono chiare sin dai primi tempi, tant’è che già nel 2002 fu messo in piedi un primo colpo di stato contro il neopresidente, durato però solamente due giorni in seguito ad una sollevazione popolare senza precedenti. Dopo diciotto anni dall’inizio della Rivoluzione Bolivariana, il Venezuela, oramai nelle mani di Nicolás Maduro, deve affrontare ancora gli stessi problemi e gli stessi nemici, ovvero l’élite borghese nazionale sostenuta naturalmente dagli Stati Uniti, che non possono lasciarsi scappare l’opportunità per cercare di tornare a controllare il più grande produttore di petrolio del continente americano.

Ecuador: Lenín Moreno vince di misura, continua la Revolución Ciudadana

Ecuador: Lenín Moreno vince di misura, continua la Revolución Ciudadana

Le urne hanno emesso il loro verdetto: il sessantaquattrenne Lenín Moreno è il nuovo presidente dell’Ecuador e succederà a Rafael Correa a partire dal prossimo 24 maggio. Espressione della stessa forza politica del capo di stato in carica, l’Alianza PAIS (Patria Altiva y Soberana, Patria Orgogliosa e Sovrana), Moreno si è imposto al secondo turno con il 51.15% delle preferenze, battendo di misura il rivale Guillermo Lasso, che ha ottenuto 48.85 punti percentuali, sostenuto alla formazione di centro-destra CREO (Creando Oportunidades), che ha sempre osteggiato le politiche di Correa e difeso l’economia di mercato nella sua versione più liberista.

L’Ecuador chiamato a scegliere il successore di Rafael Correa

L’Ecuador chiamato a scegliere il successore di Rafael Correa

Domenica sarà una giornata fondamentale per il futuro politico dell’Ecuador e di tutta l’America meridionale: i cittadini ecuadoregni saranno infatti chiamati ad eleggere il nuovo capo di stato, successore del cinquantaquattrenne Rafael Correa, giunto oramai alla fine del suo terzo mandato. Tra i leader progressisti più amati dell’America Latina, Correa ha infatti deciso di rispettare fino in fondo i dettami costituzionali, che gli vietano di chiedere agli elettori un nuovo mandato presidenziale, essendo già stato eletto in tre occasioni (2006, 2009 e 2013), posizione ribadita anche quando i suoi sostenitori si sono mobilitati per raccogliere le firme al fine di indire un referendum costituzionale.

Venezuela, Maduro in viaggio in Asia: collaborazioni economiche con Cina e Vietnam

Venezuela, Maduro in viaggio in Asia: collaborazioni economiche con Cina e Vietnam

Nicolás Maduro, il presidente del Venezuela, sta affrontando in questi giorni un viaggio in Asia, che lo ha portato prima in Vietnam e poi in Cina, per rinnovare la collaborazione con i due Paesi del continente più grande e popolato del mondo. Un itinerario che vuole rafforzare i legami dello stato sudamericano con quei Paesi che non appartengono all’orbita statunitense, per ribadire la sua posizione di leader di coloro che si oppongono all’imperialismo a stelle e strisce nel continente, come si evince dai discorsi pronunciati dallo stesso Maduro in sede ufficiale.