L’inverno demografico italiano
I dati Istat del 2025 certificano la crisi delle culle e l’invecchiamento del Paese, solo parzialmente frenato dalla compensazione migratoria.
I dati Istat del 2025 certificano la crisi delle culle e l’invecchiamento del Paese, solo parzialmente frenato dalla compensazione migratoria.
Il caporalato non è un’emergenza isolata, ma il prodotto di un sistema che rende ricattabili migranti e lavoratori fragili. Tra fondi bloccati, ispettorati sotto organico e norme inefficaci, la repressione non basta a fermare lo sfruttamento diffuso.
Costruiamo un soggetto collettivo credibile ed efficace in alternativa a centrodestra e centrosinistra.
Il viaggio di Italo Calvino nell’Urss del 1951 riemerge come testimonianza preziosa di un’epoca in cui la cultura sovietica suscitava interesse, ammirazione e confronto critico, prima che l’attuale clima di chiusura spezzasse ogni dialogo.
Il nuovo dossier del Centro Nuovo Modello di Sviluppo rilancia una domanda decisiva: perché destinare miliardi al riarmo quando sanità, scuola, territorio e giustizia reclamano risorse urgenti? Una campagna per riportare la spesa pubblica al servizio dei bisogni sociali.
Nasce “Agorà. Dalla Piazza al Parlamento”, il progetto politico promosso dal professor Angelo d’Orsi per costituire una aggregazione credibile ed efficace, contro il centrodestra e il centrosinistra.
Il primo turno delle amministrative del 24-25 maggio ha mostrato una destra tutt’altro che invincibile, ma anche un centrosinistra incapace di rompere davvero con il quadro sistemico. Per la sinistra radicale, il dato centrale è l’urgenza di autonomia politica e sociale.
Il confronto tra Governo e Confindustria riporta al centro il rapporto tra destra italiana, Unione Europea e interessi imprenditoriali, mentre PNRR, crisi economica e procedura d’infrazione pesano sulle prospettive del Paese.
Il licenziamento di Simone Vivoli riapre il nodo dell’uso strumentale delle norme disciplinari contro i delegati sindacali scomodi, dentro una TIM indebolita da privatizzazioni, perdita di controllo pubblico, tagli occupazionali e crescente pressione sulla forza lavoro.
La delibera sui musei genovesi apre la strada a una nuova esternalizzazione della cultura, tra austerità, organici comunali svuotati, salari incerti e rinuncia alla gestione pubblica diretta, consegnando patrimonio, servizi e lavoro alla logica del minor costo.