Cuba e Corea del Sud: storia di una relazione non voluta da altri
Cuba e la Repubblica di Corea (meglio nota come Corea del Sud) sono stati due Paesi simbolo della guerra fredda.
Cuba e la Repubblica di Corea (meglio nota come Corea del Sud) sono stati due Paesi simbolo della guerra fredda.
Le elezioni dello scorso 25 gennaio in Grecia hanno innegabilmente aperto un’epoca storica nel Paese ellenico: la netta vittoria di SYRIZA (acronimo di Συνασπισμός Ριζοσπαστικής Αριστεράς – Synaspismós Rizospastikís Aristerás), la coalizione della sinistra radicale guidata da Alexis Tsipras, rappresenta infatti una prima volta dal secondo dopoguerra, quando per tre anni (1947-1950) il governo fu guidato da esponenti del Partito Comunista, il KKE (Κομμουνιστικό Κόμμα Ελλάδας – Kommounistikó Kómma Elládas).
I successi sportivi della Francia nell’anno in corso stanno particolarmente colpendo gli osservatori italiani, intenti a capire da dove provenga questa dilagante ascesa verificatasi negli ultimi tempi.
In base agli accordi presi tra il governo della Scozia ed il governo centrale del Regno Unito di Gran Bretagna & Irlanda del Nord, il 18 Settembre prossimo si terrà un referendum sulla totale indipendenza del territorio scozzese, qualcosa che andrebbe ben oltre il referendum sulla devolution approvato nel 1997. A poter votare saranno tutti i residenti in Scozia che hanno compiuto i sedici anni di età, vale a dire oltre quattro milioni di persone, che potranno scegliere tra le risposte “Sì” e “No” alla domanda “La Scozia dovrebbe essere un Paese indipendente”. La maggioranza semplice dei votanti basterà per determinare il risultato del voto, il cui risultato, stando ai sondaggi più recenti, potrebbe essere deciso per un pugno di schede.
Il Brasile sperava di vendicare la sconfitta del 1950 e di vincere finalmente la Coppa del Mondo davanti al proprio pubblico, ma la nazionale più titolata della storia del calcio non è riuscita nell’impresa. Sconfitto sportivamente, il Brasile può comunque dirsi soddisfatto per come sono andati l’organizzazione e lo svolgimento dell’evento: “Il nostro Paese può considerarsi come vittorioso per quanto riguarda l’organizzazione della Coppa del Mondo”, ha dichiarato Dilma Rousseff, presidente dello stato più grande e popolato dell’America Latina. “Sono sicura che questo sia stato uno dei Mondiali più belli di sempre, abbiamo avuto la Coppa delle Coppe”.
Come ogni grande evento sportivo, anche al termine dei Mondiali di calcio gli appassionati ed i tifosi di tutto il mondo sono presi da un senso di nostalgia dovuto alla rottura di quella routine quotidiana che li vedeva attendere con ansia la partita del giorno. Allo stesso tempo, per colmare questo senso di vuoto, ci si proietta subito alla prossima edizione, in questo caso quella che sarà organizzata dalla Russia nel 2018.
Gran colpo di calciomercato, è il caso di dirlo. La formazione boliviana Sport Boys Warnes, militante nel massimo campionato del Paese e con sede nella città di Santa Cruz, ha messo sotto contratto il Presidente della Repubblica Evo Morales, 54 anni, in carica dal 2006. Ad annunciarlo è stata Radio Panamericana de Bolivia.
Le elezioni presidenziali del 7 aprile hanno confermato Filip Vujanović, del Partito Democratico dei Socialisti (Demokratska Partija Socijalista Crne Gore – DPS) come capo di stato del Montenegro. Presidente dal 2003, il 59enne Vujanović ha così ottenuto il suo terzo mandato consecutivo, ottenendo il 51,2% dei voti, come annunciato dal rappresentante della Commissione Elettorale, Ivan Kalezić.
Se anche voi avete creduto alla favola del successo del Front National in Francia, dove è stata spacciata per vittoria la perdita di oltre un punto percentuale della forza di estrema destra, è perché non vi siete interessati abbastanza alla recente storia elettorale dell’Ungheria. Se c’è un Paese in Europa dove le destre straripano, infatti, quello è proprio l’Ungheria di Viktor Orbán, Primo Ministro magiaro dal 2010 (in realtà lo era già stato dal 1998 al 2002, ma allora nessuno se n’era accorto).
Dal 1970 ad oggi, il ruolo d Presidente della Repubblica di Costa Rica è sempre stato ricoperto da esponenti del Partido Liberación Nacional (PLN), di ispirazione socialdemocratica centrista, e del Partido de Unidad Socialcristiana (PUSC), forza democristiana e conservatrice. A rompere questo duopolio è stato Luis Guillermo Solís, cinquantacinquenne membro del Partido Acción Ciudadana (PAC).