Perché siamo in un’economia di guerra?
Analisi che prende spunto dal libro di Alessandro Volpi “La guerra della finanza”.
Analisi che prende spunto dal libro di Alessandro Volpi “La guerra della finanza”.
L’Italia gioca un ruolo marginale nello scenario internazionale, a rimorchio della NATO e degli USA, a rimorchio della Germania (guardandosi in cagnesco con la Francia), oppure è un paese in ascesa e il Piano Mattei ne sarebbe la prova lampante?
L’ex ministra di Monti, Elsa Fornero, è la vera e sola vincitrice morale della discussione avvenuta in queste settimane ai tavoli del Governo.
Israele è la sola nazione al mondo a riconoscere il Somaliland come «Stato indipendente e sovrano».
Tra rinvii, finestre mobili e piccoli ritocchi il Governo prepara il 2026 potenziando di fatto l’impianto Fornero: età pensionabile in aumento, tagli a usuranti e precoci, TFR dei neoassunti verso i fondi. La Lega protesta, poi vota senza mettere in discussione nulla.
Anche nei giorni di festa la sicurezza sul lavoro resta un’emergenza: infortuni in crescita tra gli over 60, pensioni sempre più lontane, lavori usuranti ignorati e nuovi rischi legati a logistica, pulizie e digitalizzazione. Serve più prevenzione, medicina del lavoro e poteri reali agli Rls.
Il gemellaggio tra Riace e Gaza diventa pretesto per rilanciare una narrazione securitaria che assimila autodeterminazione e terrorismo. Tra pressioni geopolitiche, doppi standard e allineamento filo-israeliano, il caso solleva interrogativi profondi sulla politica estera italiana e sulla criminalizzazione delle istanze di pace.
Washington presenta spesso la Nigeria come dossier “umanitario” o confessionale, ma sullo sfondo pesano risorse, infrastrutture e competizione geopolitica. Tra commesse militari europee e turche e la narrativa sulle “minacce ibride”, il Paese diventa snodo strategico per materie prime e controllo dei mercati.
La definizione di “Mediterraneo allargato” adottata dal MEF per la Difesa svela una proiezione strategico-militare italiana che abbraccia Balcani e Mar Nero, Medio Oriente e gran parte dell’Africa. Dietro sicurezza e “terrorismo” riemergono energia, materie prime e nuove logiche di guerra.
Su “La Nazione” di oggi: intervento della Cub contro la precarietà.