Yesterday’s Papers – Il diritto negato, di Federico Giusti
Nuova puntata con la rubrica “Yesterday’s Papers”, a cura della redazione di RadioGrad.
Nuova puntata con la rubrica “Yesterday’s Papers”, a cura della redazione di RadioGrad.
Il gruppo Università dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università lancia un appuntamento per martedì 10 marzo alle 17.30.
La riduzione degli orari del polo museale di Volterra denuncia una scelta politica che indebolisce l’offerta culturale cittadina, penalizza il turismo e aggrava la precarietà del lavoro. A pagarne il prezzo sono il patrimonio, i visitatori e le lavoratrici e i lavoratori.
Decapitato il vertice della Repubblica Islamica dopo i bombardamenti a tappeto guidati dall’intelligenza artificiale.
Dichiarazione di Federico Giusti, delegato sindacale Cub, sulla adesione all’appello contro l’adozione del taser per la Polizia Municipale.
L’invecchiamento della popolazione viene sempre più spesso usato come pretesto per mettere sotto accusa la spesa sociale, ma il vero nodo è un altro: il definanziamento del welfare, l’avanzata delle privatizzazioni e la scelta politica di privilegiare il riarmo ai diritti.
Il rafforzamento del COMFOSE e il trasferimento del Col Moschin confermano la crescente centralità del territorio pisano nella geografia militare italiana e atlantica, tra nuove infrastrutture, spese pubbliche e una militarizzazione sempre più profonda, estesa e strutturale.
Dopo il potenziamento di Camp Darby arriva COMFOSE: unità strategica dell’esercito italiano. Con Pisa che accentrerà sempre di più le strutture direttive e addestrative dei reparti dell’esercito presenti sul territorio costiero toscano.
Un aspetto non ancora colto e sufficientemente sviluppato riguarda l’evoluzione delle filiere tecnologiche, delle spinte Ue derivanti dal Pnrr, European Defence Fund (Edf) ed European Defence Innovation Scheme (Eudis). In estrema sintesi, da qualche anno si va definendo un sistema complesso che mette insieme ricerca, start up, deep tech, piccole e medie imprese in stretta connessione con multinazionali.
Le pensioni povere non sono una fatalità: dipendono da contributi insufficienti, salari bassi e scelte politiche che scaricano il costo del welfare sui lavoratori. Un aumento dei contributi datoriali, il contrasto all’evasione e una politica salariale espansiva aprirebbero margini reali per rafforzare il sistema previdenziale.