Terza pagina – La storia del mondo arabo (VII Parte) con Andrea Vento
“Terza pagina” è una rubrica a cura della redazione di IndieLife Radio.
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L’attacco congiunto di Israele e Stati Uniti contro l’Iran apre uno scenario di guerra regionale dalle conseguenze potenzialmente globali: crisi energetica, destabilizzazione del Medio Oriente, impotenza europea e incognite militari che potrebbero ritorcersi anche contro gli stessi aggressori.
Alle 7 della mattina di sabato 28 febbraio è scattata la non imprevista nuova aggressione militare all’Iran da parte di Israele, vero promotore dell’azione, e degli Stati Uniti che ha colpito in primis i centri del potere della Repubblica islamica a Teheran, uccidendo, fra gli altri, la Guida Suprema Ali Khamenei e colpendo una scuola elementare con oltre 100 morti.
Domenica mattina, 3 Esfand (22 febbraio 2026), il Partito Democratico del Kurdistan Iraniano, il Partito della Libertà del Kurdistan, il Partito per una Vita Libera in Kurdistan, l’Organizzazione Khbat del Kurdistan Iraniano e il Komala dei Lavoratori del Kurdistan, in una riunione alla presenza dei loro alti dirigenti, hanno firmato la piattaforma di questa alleanza.
Di fronte al rischio di cancellazione storica della sinistra iraniana, il Cerchio dei Giovani Marxisti Iraniani lancia un appello urgente all’alleanza, al radicamento sociale e al superamento del settarismo, per ricostruire una forza capace di parlare alla vita reale.
Alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco 2026, il discorso di Marco Rubio viene letto come un salto di qualità: non più semplice pressione sugli alleati, ma proclamazione di un ordine globale ridisegnato a misura di Washington. Tra “destino manifesto”, coercizione verso l’Europa e sfida frontale a Russia, Cina e Iran, Enrico Tomaselli intravede il preludio di una guerra mondiale “a pezzi” pronta a saldarsi.
Tra crisi sociale, rivolta popolare e minaccia di guerra, l’Iran entra in una fase decisiva. L’intervento di Jamshid Mehr analizza perché l’ingerenza straniera non rappresenti una via d’uscita, ma un fattore che rafforza repressione interna, fratture politiche e instabilità duratura.
Al processo di ridefinizione degli assetti globali si soprappongono i primi passi delle strategie di allontanamento commerciale da Washington. Si complica la partita dei canali infrastrutturali.
Una civiltà che ci insegna come la storia, quando è accompagnata da cultura e memoria, possa diventare una fonte inesauribile di dialogo, bellezza e saggezza.