Le ragioni politiche e sociali della vittoria di Lula e i fattori che resero il ballottaggio di quattro anni fa così combattuto.

di Tommaso Tamburini
Attività svolta con il prof. Andrea Vento
Come ogni quattro anni, nel 2022 in Brasile si sono svolte le elezioni per scegliere il presidente. Al ballottaggio si sono sfidati Luiz Inácio Lula da Silva del Partito dei Lavoratori (Pt) e, il presidente uscente di estrema destra, Jair Bolsonaro. Lula era già arrivato primo al primo turno: aveva preso il 48,4% dei voti, mentre Bolsonaro il 43,2%. Al secondo turno Lula ha vinto con il 50,9%, contro il 49,1% di Bolsonaro. È stata quindi una vittoria di misura, che mostra quanto la partita fosse incerta. Un motivo importante della vittoria è che Lula è riuscito a mettere insieme persone con idee diverse. Alcuni elettori non erano grandi sostenitori del suo partito, ma non volevano che Bolsonaro restasse presidente. Durante il suo mandato Bolsonaro si era scontrato spesso con le istituzioni e aveva criticato il sistema elettorale senza portare prove di brogli. Anche la sua gestione della pandemia era stata molto contestata. Per questo, per alcuni brasiliani votare Lula voleva dire anche difendere la democrazia e le regole del voto. Lula cercò inoltre di rassicurare chi era più moderato scegliendo come vicepresidente Geraldo Alckmin, che in passato era stato un suo avversario politico. Un altro motivo fu il ricordo dei primi governi di Lula, dal 2003 al 2010. In quegli anni ci furono programmi di aiuto per le famiglie povere, come Bolsa Família, e molte persone riuscirono a migliorare la propria vita (tabella 1). Nel 2022, invece, tanti brasiliani erano preoccupati per la povertà, la fame e il costo della vita, problemi peggiorati anche durante la pandemia.
Tabella 1: la percentuale di popolazione in stato di povertà in Brasile calcolata dalla Banca Mondiale sulla soglia di reddito giornaliero di 5,5 $ pro capite. Fonte: Banca Mondiale

Lula promise di aiutare di nuovo le famiglie in difficoltà e di combattere la povertà. Per alcuni elettori queste promesse erano credibili perché Lula aveva già governato e realizzato interventi sociali. Questo non vuol dire che tutti fossero d’accordo con lui, ma la sua esperienza passata lo aiutò. Lula cercò anche di parlare a gruppi che di solito votavano più spesso per la destra, come molti evangelici. Alla vigilia del voto, i sondaggi mostravano che Bolsonaro aveva ancora un forte sostegno tra di loro.
Durante la campagna circolavano voci false secondo cui Lula avrebbe chiuso le chiese o tolto la libertà religiosa. Per rispondere, Lula usò anche riferimenti alla Bibbia e disse che avrebbe rispettato la libertà di culto. Non riuscì a convincere tutti gli evangelici, ma provò a far capire che le notizie sulla chiusura delle chiese erano false.
In conclusione, la vittoria di Lula si spiega con più motivi messi insieme. Lo aiutarono il ricordo degli aiuti sociali dei suoi primi governi, le promesse contro la povertà, l’alleanza con settori moderati e una campagna più attiva sui social. Cercò anche di rispondere alle paure di alcuni elettori, come gli evangelici. Però la vittoria fu davvero stretta: quasi metà degli elettori votò Bolsonaro.
Perciò Lula vinse le elezioni, ma il paese rimase molto diviso e il bolsonarismo è rimasto radicato nel paese.
SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM
Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.