Xi Jinping sollecita progressi decisivi nell’attuazione dell’Iniziativa per una Cina in salute

Alla riunione nazionale sulla sanità, Xi Jinping indica prevenzione, equità nell’accesso alle cure, innovazione e rafforzamento dei servizi di base come priorità del XV Piano quinquennale, ribadendo inoltre l’impegno cinese per una cooperazione sanitaria internazionale più inclusiva ed efficace.

di Deng Xiaoci e Li Yu (Global Times) – 14 ottobre 2026

Il presidente cinese Xi Jinping ha esortato a seguire con fermezza una via dalle caratteristiche cinesi nello sviluppo della sanità nazionale, al fine di conseguire progressi decisivi nell’Iniziativa per una Cina in salute durante il periodo del XV Piano quinquennale (2026-2030).

Xi, anche segretario generale del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese (PCC) e presidente della Commissione militare centrale, ha pronunciato queste parole durante una riunione nazionale sulla sanità tenutasi lunedì e martedì a Pechino, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Xinhua.

Xi ha sottolineato che la salute della popolazione costituisce un parametro fondamentale della prosperità e della forza di una nazione.

La riunione si è svolta mentre la Cina avvia l’attuazione del proprio piano sanitario nazionale per il periodo del XV Piano quinquennale, che definisce il percorso per migliorare l’accessibilità dell’assistenza sanitaria, rafforzare la prevenzione delle malattie e accelerare l’innovazione medica nei prossimi cinque anni.

In base al piano pubblicato dal Consiglio di Stato a luglio, la Cina mira a innalzare la speranza di vita media a 80 anni entro il 2030, rispetto ai 79,25 anni del 2025, e ad allineare i principali indicatori sanitari a quelli delle economie ad alto reddito.

Il piano individua inoltre tra i principali compiti l’ottimizzazione di servizi sanitari completi, destinati all’intera popolazione e a tutte le fasi della vita; il rafforzamento delle tutele sanitarie; la costruzione di una rete medica integrata e di alta qualità; lo sviluppo di nuovi motori di crescita per il settore della salute; e la promozione di una governance incentrata sulla salute.

Dal XVIII Congresso nazionale del PCC, tenutosi nel 2012, il Partito ha assunto la fondamentale decisione di avviare l’Iniziativa per una Cina in salute, favorendo la creazione dei più vasti sistemi al mondo di servizi medici, medicina tradizionale, prevenzione e controllo delle malattie e protezione sanitaria, ha affermato Xi. Il presidente ha osservato che il Paese ha conseguito risultati storici e compiuto progressi complessivi nel settore sanitario.

L’obiettivo, ha aggiunto, consiste nel costruire una Cina in salute, nella quale i servizi sanitari siano garantiti in modo equilibrato, inclusivo, efficiente e di elevata qualità.

La prevenzione, ha affermato Xi, rappresenta l’approccio più conveniente ed efficace per tutelare la salute pubblica. Il presidente ha chiesto di attribuire maggiore importanza al lavoro sanitario di base, di affrontare i rischi alla loro origine e di incoraggiare la popolazione ad acquisire una corretta concezione della salute e a svolgere un ruolo attivo nella gestione del proprio benessere.

Secondo gli esperti di medicina e politiche sanitarie, l’enfasi posta sulla prevenzione riflette un cambiamento nell’approccio cinese alla salute pubblica: dal trattamento delle malattie dopo la loro insorgenza alla gestione dei rischi sanitari alla fonte e alla promozione del benessere nell’intera società.

Cui Xiaobo, docente presso la Scuola di sanità pubblica della Capital Medical University, ha dichiarato al Global Times che attribuire priorità alla prevenzione significa spostare più a monte il fulcro dell’assistenza sanitaria, riducendo i rischi prima che le malattie si sviluppino, anziché fare affidamento principalmente sulle cure successive alla loro insorgenza.

Guardando al futuro, Cui ha affermato che una priorità fondamentale dovrebbe consistere nel rendere i servizi sanitari più equi e accessibili, rafforzando l’assistenza primaria, migliorando la distribuzione delle risorse mediche e costruendo una forza lavoro sanitaria stabile, soprattutto nelle aree rurali e in quelle caratterizzate da un’insufficiente copertura sanitaria.

Queste priorità sono centrali anche per gli sforzi della Cina volti a trasformare la visione di lungo periodo «Cina in salute 2035» in miglioramenti concreti nell’arco dei prossimi cinque anni.

Zeng Guang, già epidemiologo capo del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha dichiarato al Global Times che il periodo del XV Piano quinquennale sarà decisivo per il rafforzamento del sistema sanitario cinese.

«Ogni volta che emergono nuove sfide per la salute pubblica, dobbiamo essere in grado di rispondere efficacemente», ha affermato Zeng, sottolineando l’importanza di colmare le carenze e costruire un sistema sanitario più resiliente.

Oltre al miglioramento dell’accesso all’assistenza sanitaria, Zeng ha evidenziato il potenziale dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie sanitarie intelligenti nel perfezionare le diagnosi mediche e l’erogazione dei servizi.

La salute oltre i confini

Saranno inoltre compiuti sforzi per promuovere attivamente la costruzione di una comunità globale della salute per tutti, collaborare con gli altri Paesi nell’affrontare le principali sfide del settore sanitario e migliorare costantemente la salute e il benessere delle popolazioni di tutto il mondo, ha affermato Xi.

Questo impegno internazionale trova espressione in oltre sei decenni di attività delle squadre mediche cinesi negli altri Paesi in via di sviluppo, in particolare in Africa, dove i medici cinesi hanno prestato cure, condiviso competenze specialistiche e contribuito alla formazione degli operatori sanitari locali.

Da quando, nel 1963, la Cina inviò in Algeria la sua prima squadra medica all’estero, circa 30.000 operatori sanitari cinesi hanno prestato servizio in 76 Paesi e regioni, curando approssimativamente 290 milioni di pazienti, secondo i dati di Xinhua pubblicati ad agosto.

La cooperazione medica cinese si concentra sempre più sulla creazione di capacità durature nei Paesi partner, anziché limitarsi alla sola erogazione delle cure.

Dal 1963, le squadre mediche cinesi hanno formato più di 100.000 operatori sanitari locali, mentre ospedali cinesi e africani hanno sviluppato partenariati e istituito congiuntamente centri medici specializzati.

Oltre a fornire cure, l’assistenza medica cinese all’estero si è progressivamente concentrata sul sostegno ai Paesi in via di sviluppo nella costruzione di autonome capacità sanitarie, soprattutto attraverso il trasferimento tecnologico e la formazione del personale medico locale.

Sun Hui, membro della terza squadra medica cinese inviata a Kiribati, ha dichiarato martedì al Global Times che uno dei cambiamenti più significativi registrati in oltre sessant’anni di assistenza sanitaria cinese all’estero è stato il passaggio dalla cura dei pazienti alla formazione di competenze mediche locali.

Durante il suo incarico presso il Tungaru Central Hospital di Kiribati, Sun ha constatato che la mancanza di apparecchiature per l’endoscopia gastrointestinale rendeva difficile diagnosticare numerose patologie dell’apparato digerente.

Per affrontare il problema, la squadra medica cinese ha introdotto tecniche di ecografia gastrointestinale con mezzo di contrasto, aiutando i medici locali a diagnosticare diverse patologie, tra cui tumori e anomalie delle vie biliari.

Elemento ancora più importante, la squadra ha fornito una formazione pratica agli operatori ecografici locali, consentendo loro di utilizzare autonomamente la tecnologia. I medici cinesi hanno inoltre effettuato missioni sanitarie nelle isole periferiche e fornito consulenze a distanza su casi clinici.

Queste attività sono proseguite con le successive squadre mediche cinesi. La quinta squadra è arrivata a Tarawa, capitale di Kiribati, nel dicembre 2025. Al 19 agosto 2026 aveva effettuato 3.150 visite ambulatoriali e di emergenza, assistito 1.650 pazienti ricoverati, eseguito 756 interventi chirurgici e somministrato anestesia in 850 casi, secondo quanto riferito martedì dalla stessa squadra al Global Times.

Oltre alle cure ospedaliere, la squadra ha condotto sei missioni sanitarie nelle isole periferiche, fornendo servizi medici indispensabili a più di 2.000 residenti. Ha inoltre organizzato o preso parte a nove iniziative di assistenza medica gratuita a Tarawa, estendendo i servizi sanitari a un maggior numero di comunità locali.

«Speriamo di riportare a casa soltanto i nostri bagagli, lasciando qui le competenze mediche; di portare con noi i ricordi, lasciando sul posto una squadra medica capace di continuare a servire la popolazione locale», ha affermato Su Bing, membro della quinta squadra medica cinese.

Nelle Isole Salomone, il Centro medico integrato realizzato con l’assistenza della Cina presso il National Referral Hospital di Honiara è stato inaugurato nel giugno 2025, mettendo a disposizione strutture per l’assistenza specialistica e la formazione clinica. Chu Liangzhao, responsabile della quinta squadra medica cinese inviata nel Paese, ha dichiarato al Global Times che, dopo aver assunto l’incarico nel marzo 2026, il gruppo ha aggiunto la neurochirurgia e la chirurgia mammaria alle proprie specializzazioni. I medici cinesi e locali collaborano nelle visite, negli interventi e nei giri di reparto, associando l’assistenza ai pazienti alla formazione pratica.

Sul piano internazionale, il piano sanitario quinquennale pubblicato a luglio prevede inoltre l’istituzione di poli di cooperazione sanitaria presso i principali ospedali cinesi, con l’obiettivo di promuovere la collaborazione mondiale nella ricerca clinica, nell’applicazione delle tecnologie mediche più avanzate e nei servizi sanitari internazionali.

Il piano sottolinea anche la necessità di approfondire la cooperazione sanitaria nell’ambito dell’Iniziativa della Nuova Via della Seta, ampliando al contempo l’assistenza medica all’estero in settori quali la salute pubblica e la medicina tradizionale.

Chen Hong, direttore del Centro studi sull’Asia-Pacifico dell’Università Normale della Cina Orientale, ha dichiarato al Global Times che la cooperazione medica cinese con i Paesi insulari del Pacifico è concepita per rispondere alle loro concrete necessità sanitarie, anziché limitarsi a fornire un’assistenza di breve periodo.

«Per le popolazioni di questi Paesi insulari, l’amicizia della Cina non è un impegno diplomatico astratto. Si manifesta nella possibilità di ricevere cure mediche, sottoporsi a interventi chirurgici e avere salva la vita», ha affermato Chen.

Più in generale, Chen ha osservato che gli sforzi compiuti dalla Cina per condividere tecnologie mediche, risorse ed esperienze di sviluppo riflettono il suo impegno a promuovere un sistema mondiale di sanità pubblica più equo e inclusivo.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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