Il Servizio Sanitario Nazionale conserva enormi potenzialità, ma carenze di personale, finanziamenti insufficienti e crescenti difficoltà nell’accesso alle prestazioni ne compromettono efficacia ed equità. Il 9° Rapporto GIMBE fotografa una situazione sempre più critica per la sanità pubblica italiana.

Il SSN ha enormi potenzialità, ma la sua credibilità è inficiata dalla carenza di personale e dalle difficoltà di erogare prestazioni eque e tempestive.
Una storia ben conosciuta: abbiamo qualità e prestazioni elevate; le enormi potenzialità del Servizio Sanitario pubblico sono inficiate dalle politiche regionali e nazionali, dagli organici risicati, da strutture locali in seria difficoltà.
Se vogliamo assicurare alla sanità pubblica la giusta importanza, dovremmo metterla in condizione di funzionare, di garantire princìpi di universalità, uguaglianza ed equità; per questo bisogna leggere il 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) della Fondazione Gimbe:
https://press.gimbe.org/press/comunicato.it-IT.html?id=501
Il 9° Rapporto GIMBE fotografa lo “stato di salute” del SSN. La crescita di € 17,5 miliardi dei finanziamenti al SSN andrebbe valutata in rapporto al PIL, perché nell’arco di 4 o 5 anni siamo passati da una spesa del 6,27% al 6,14%, e con una popolazione sempre più vecchia che, in teoria, avrebbe maggiori bisogni del passato. Il finanziamento della sanità è arrivato ai livelli del 2010 e l’Italia è ultima, per spesa sanitaria, tra i Paesi del G7.
Vediamo allora alcuni grafici presentati nella conferenza stampa di presentazione del Rapporto GIMBE.





Il diritto alla salute sancito dalla Costituzione è oggi lettera morta: è questa la tragica scoperta degli ultimi giorni.
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