Alle Nazioni Unite, il Vietnam ha chiesto partenariati globali più solidi, una finanza internazionale più equa e un migliore accesso alle nuove tecnologie, sottolineando che i Paesi in via di sviluppo continuano a fronteggiare forti divari e crescenti vulnerabilità.

NEW YORK — Il Việt Nam ha chiesto partenariati globali più solidi per sostenere i Paesi in via di sviluppo e imprimere nuovo slancio allo sviluppo sostenibile, sottolineando la necessità di un’architettura finanziaria internazionale aperta, equa e inclusiva.
L’appello è stato formulato dall’ambasciatore Đỗ Hùng Việt, rappresentante permanente del Việt Nam presso le Nazioni Unite, durante il dibattito generale della Seconda Commissione dell’Assemblea Generale dell’ONU, competente per le questioni economiche e finanziarie, svoltosi a New York il 5 e 6 ottobre.
La sessione si è concentrata sul finanziamento dello sviluppo sostenibile in un contesto economico globale in trasformazione, con l’obiettivo di accelerare l’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG).
Việt ha espresso preoccupazione per i progressi lenti e disomogenei nell’attuazione degli SDG, osservando che i Paesi in via di sviluppo continuano a dover affrontare incertezze economiche, crescenti divari nello sviluppo, cambiamenti climatici e disastri naturali sempre più frequenti, oltre alla crescente frammentazione dell’economia globale.
Condividendo l’esperienza del Việt Nam, ha osservato che il 2026 rappresenta una tappa importante, poiché il Paese è entrato nella categoria delle economie a reddito medio-alto, riflettendo i risultati di quattro decenni di Đổi mới (Rinnovamento), integrazione internazionale e sforzi costanti per migliorare le condizioni di vita della popolazione.
«Tuttavia, un reddito più elevato non significa che il percorso di sviluppo sia concluso», ha sottolineato.
«Il Việt Nam chiede pertanto partenariati globali più solidi, adattati alle esigenze e alle condizioni dei Paesi che si trovano a diversi livelli di sviluppo, compreso un accesso equo alle tecnologie nuove ed emergenti», ha affermato.
«Tale cooperazione aiuterà i Paesi in via di sviluppo ad acquisire le conoscenze, le competenze e le tecnologie necessarie per l’innovazione e la competitività».
Việt ha inoltre sottolineato la necessità di mantenere un ambiente economico internazionale aperto ed equo, nel quale il commercio continui a svolgere il ruolo di motore dello sviluppo sostenibile, preservando al contempo catene globali di approvvigionamento aperte, stabili e resilienti ed evitando il protezionismo e le barriere commerciali non necessarie.
Il diplomatico vietnamita ha inoltre chiesto di accelerare la riforma dell’architettura finanziaria internazionale, rendendola più inclusiva ed equa e maggiormente capace di rispondere alle esigenze dei Paesi in via di sviluppo, sottolineando la necessità che questi ultimi rafforzino la propria voce e rappresentanza nella governance economica globale.
Anche il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari economici e sociali Li Junhua ha avvertito che molteplici crisi interconnesse stanno rallentando i progressi verso il conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Secondo le previsioni, nel 2026 l’economia globale crescerà soltanto del 2,6%, mentre il divario annuale di finanziamento necessario per raggiungere gli SDG ha superato i 4.000 miliardi di dollari.
SEGUI LA PAGINA FACEBOOK
SEGUI IL CANALE WHATSAPP
SEGUI IL CANALE TELEGRAM
Copyleft © Tutto il materiale è liberamente riproducibile ed è richiesta soltanto la menzione della fonte e del link originale.