La Cina respinge le critiche di alcuni Paesi occidentali sui diritti umani: «Non hanno titolo per impartirci lezioni»

All’ONU, il vice rappresentante permanente cinese Sun Lei ha respinto le accuse formulate da alcuni Paesi occidentali, denunciando il ricorso strumentale ai diritti umani e richiamando le loro responsabilità in materia di povertà, razzismo, colonialismo e misure coercitive unilaterali.

Global Times – 6 ottobre 2026

Sun Lei, vice rappresentante permanente della Cina presso le Nazioni Unite, è intervenuto martedì durante il dibattito generale della Terza Commissione dell’Assemblea generale dell’ONU per replicare ad alcuni Paesi occidentali, esortando un ristretto numero di Stati a smettere di fabbricare e diffondere menzogne sulla Cina e di utilizzare le questioni relative ai diritti umani per compiere manipolazioni politiche.

«La Cina condanna fermamente e respinge con decisione le accuse infondate e le diffamazioni malevole sulla situazione dei diritti umani nel Paese formulate da Stati quali Regno Unito, Australia, Giappone, Irlanda, Repubblica Ceca e Lituania nei loro interventi di replica durante il dibattito generale della Terza Commissione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite», ha dichiarato Sun, secondo un comunicato diffuso martedì dalla Missione permanente cinese presso l’ONU.

Questi Paesi si ritengono superiori agli altri e assumono spesso il ruolo di sedicenti «maestri dei diritti umani», pur dovendo affrontare al proprio interno gravi problemi in questo campo, ha affermato Sun. Non sono pertanto nella posizione di impartire lezioni agli altri in materia di diritti umani, né tantomeno di formulare osservazioni irresponsabili sulla Cina, ha aggiunto.

Secondo Sun, la Cina ha continuato a tutelare e migliorare il benessere della popolazione attraverso lo sviluppo, eliminando la povertà assoluta su tutto il territorio nazionale. Quasi 100 milioni di persone sono state sottratte alla povertà e si è formata una fascia di popolazione a reddito medio composta da oltre 400 milioni di persone.

Al contrario, negli ultimi anni la povertà ha continuato ad aggravarsi nel Regno Unito, dove oltre 14 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà e la metà di esse si trova in condizioni di «povertà estrema». In Giappone, il tasso di povertà relativa delle famiglie si attesta al 15 per cento, mentre la povertà infantile è diventata sempre più evidente. La Cina esprime profonda preoccupazione per la situazione dei diritti umani in Giappone, ha dichiarato Sun.

Nel frattempo, la Cina ha continuato a promuovere la democrazia popolare a processo completo e a garantire che il popolo sia padrone del Paese; da anni il sostegno e il grado di soddisfazione della popolazione nei confronti del governo superano il 90 per cento. La legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong ha segnato una svolta storica per la regione, consentendole di passare dal caos all’ordine e dalla stabilità alla prosperità, migliorandone e sviluppandone al contempo il sistema democratico e ottenendo un ampio sostegno in tutta la città, ha affermato Sun.

Al contrario, i sondaggi mostrano che circa il 75 per cento dei cittadini britannici è preoccupato per il futuro della democrazia. In Australia e nella Repubblica Ceca, la fiducia della popolazione nel governo è scesa ai minimi storici, mentre anche la fiducia dei giovani nella democrazia è diminuita sensibilmente, ha aggiunto Sun.

Sun ha affermato che tutti i gruppi etnici della Cina sono componenti, su un piano di parità, della grande famiglia della nazione cinese e sono strettamente uniti come i chicchi di una melagrana. I diritti politici, economici, culturali, religiosi e di altra natura delle persone appartenenti a tutti i gruppi etnici della Regione autonoma uigura dello Xinjiang e della Regione autonoma dello Xizang sono efficacemente tutelati. L’adozione e l’attuazione della Legge per la promozione dell’unità e del progresso etnico mirano a favorire la prosperità e lo sviluppo comuni di tutti i gruppi etnici.

Al contrario, il Giappone non ha rispettato gli impegni assunti per eliminare la discriminazione razziale e non ha trattato i popoli ainu e ryukyu alla pari degli altri gruppi etnici, mettendone a rischio la sopravvivenza e lo sviluppo. Nel Regno Unito, in Australia e in Irlanda, il colonialismo ha provocato danni i cui effetti perdurano ancora oggi; questi Paesi devono inoltre affrontare gravi problemi sociali, tra cui il razzismo e le divisioni etniche, ha dichiarato Sun.

In un contesto di turbolenze globali e di crescenti ostacoli al multilateralismo, ha proseguito Sun, la Cina ha contribuito alla causa internazionale dei diritti umani attraverso il proprio sviluppo e mediante iniziative concrete volte a promuovere il dialogo, la cooperazione e una governance globale dei diritti umani più equa.

Al contrario, Paesi quali Regno Unito, Australia, Giappone, Repubblica Ceca e Lituania invocano frequentemente la moralità, ma rimangono indifferenti al trattamento ingiusto riservato ai popoli della Palestina, dell’Iran e di Cuba. Ricorrono ripetutamente ai diritti umani come pretesto per interferire negli affari interni di altri Paesi e imporre misure coercitive unilaterali, danneggiando gli interessi dei Paesi in via di sviluppo e svolgendo un ruolo profondamente disonorevole, ha aggiunto Sun.

Sun ha affermato che la tendenza globale verso la multipolarità e la democratizzazione delle relazioni internazionali è irreversibile e ha invocato una maggiore solidarietà e cooperazione nel campo dei diritti umani. La Cina, ha dichiarato, proseguirà lungo un percorso di sviluppo dei diritti umani adeguato alle proprie condizioni nazionali, parteciperà a un dialogo costruttivo e si opporrà alla politicizzazione di tali questioni.

Sun ha infine esortato un ristretto numero di Paesi a smettere di fabbricare e diffondere menzogne sulla Cina e di utilizzare le questioni relative ai diritti umani per compiere manipolazioni politiche. Altrimenti, ha concluso, finiranno soltanto per danneggiare sé stessi.

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About Giulio Chinappi

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Dal 2012 si occupa di Vietnam, Paese dove risiede tuttora e sul quale ha pubblicato due libri: Educazione e socializzazione dei bambini in Vietnam (2018) e Storia delle religioni in Vietnam (2019). Ha inoltre partecipato come coautore ai testi Contrasto al Covid-19: la risposta cinese (Anteo Edizioni, 2020), Pandemia nel capitalismo del XXI secolo (PM Edizioni, 2020) e Kim Jong Un – Ideologia, politica ed economia nella Corea Popolare (Anteo Edizioni, 2020).

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